Servia scommette su Alonso: "Alla Indy 500 tutto può succedere"

Il pilota spagnolo, veterano della Indycar, oggi è intervenuto alla presentazione milanese della 500 Miglia di Indianapolis ed ovviamente è stato chiamato a commentare l'esperienza che attende il connazionale.

Servia scommette su Alonso: "Alla Indy 500 tutto può succedere"
Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda
La monoposto di Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda
Giampaolo Dallara, Mark Miles, Oriol Servia
Oriol Servia, Schmidt Peterson Motorsports Honda
La monoposto di Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda
Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda
La monoposto di Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda
La monoposto di Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda
Oriol Servia, Schmidt Peterson Motorsports Honda

Mettete insieme Fernando Alonso e la 500 Miglia di Indianapolis e il botto mediatico è assicurato. Una conferma è arrivata da Oriol Servià, un veterano della 500 Miglia di Indianapolis. "Una mattina mi sveglio, ero sulla west coast, e vedo sessanta messaggi sul telefono. Che diavolo era successo? Erano quasi tutti media spagnoli che mi chiedevano di commentare la notizia, ho appreso così che Fernando aveva deciso di prendere parte alla 500 Miglia di Indianapolis".

Servià, pur avendo sette anni in più di Alonso, è un suo grande fan. Ed ovviamente non è rimasto indifferente davanti alla notizia shock che sarà tra i suoi avversari nella 500 Miglia 2017. "Il fatto che abbia deciso di affrontare la gara più insidiosa al mondo conferma che è un leone – ha confermato Servià - parliamo di una corsa lunghissima, in cui bisogna gestire dai sei agli otto pit-stop, in cui ci sono trentadue avversari in pista, un traffico enorme e turbolenze da gestire quando sei dietro tre o quattro monoposto. Ma Fernando, oltre ad un grande talento, avrà anche un coach d’eccezione come Gil De Ferran e un team come Andretti, squadra che ha vinto due delle ultime tre edizioni della 500 Miglia".

"Da parte mia sono contento di poter gareggiare contro Fernando, è un’opportunità che non ho mai avuto. Sono sicuro di avere delle chance per vincere, spero di giocarmela contro di lui, e visto che mi chiedono cosa gli consiglierei…beh semplice: resta nella mia scia per 500 Miglia! Ma al di la degli scherzi ci sono tante aspetti differenti con cui dovrà familiarizzare Fernando. In Formula 1, ad esempio, spesso si vince o si perde al via, ad Indy la cosa importante in partenza è non avere contatti, per il resto la prima metà di gara non conta nulla".

Al di la del valore promozionale, la presenza di Alonso ad Indianapolis sarà di fatto un’occasione per i veterani dell’ovale più famoso al mondo di poter confermare che due titoli di Formula 1 non sono un lasciapassare per sbancare la 500 Miglia. Ma se Alonso dovesse centrare il colpaccio i piloti di ruolo nell’Indycar non rischiano di uscirne ridimensionati?

"Si, il rischio c’è – ha confermato Servià – ma dobbiamo chiarire. Se Fernando avesse deciso di partecipare ad una qualsiasi delle altre gare Indycar, credo che sarebbe stato impossibile per lui arrivare e vincere con soli due giorni di prove a disposizione. Bisogna conoscere al meglio la monoposto, senza considerare le gomme, e tanti altri aspetti. Ma la 500 Miglia è una cosa a parte. Si è in pista per dieci giorni, c’è la possibilità di familiarizzare con una monoposto diversa, assettata per quattro curve, tutte a sinistra. C’è tempo per affiatarsi con il contesto. Se Fernando vincerà benissimo, a Indy tutto può succedere. D’altronde lo scorso anno chi avrebbe scommesso alla vigilia sul rookie Rossi? Se non andrà bene credo che tornerà, o forse tornerà in ogni caso. La 500 Miglia da dipendenza, e sono sicuro che lo vedremo ancora al via di questa gara in futuro".

Kanaan ha sempre detto che è la 500 Miglia a scegliere il vincitore, e non viceversa, lasciando intendere che il destino è una grande variabile quando si scrive la storia della gara su ovale più famosa al mondo. Alonso un po’ in debito con la buona sorte lo è, e non è nel suo stile schierarsi al via senza puntare al massimo obiettivo che gli consente la monoposto. Un’edizione d’esperienza? Non fa parte dell’Alonso pensiero, statene certi.

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