Lutto Andretti: è morto Aldo, il gemello di Mario

L'ex pilota Aldo Andretti, che era parte integrante delle prime iniziative del fratello gemello Mario nel motorsport, è morto all'età di 80 anni.

Lutto Andretti: è morto Aldo, il gemello di Mario

Il quattro volte campione Indycar e campione del mondo di Formula 1 del 1978 lo ha annunciato con un messaggio su Twitter:

"Aldo Andretti, il mio amato fratello gemello, il mio compagno di crimini e il mio fedele migliore amico ogni giorno della mia vita è stato chiamato in paradiso ieri sera. Metà di me è andata con lui. Non c'è eloquenza. Sono scosso fino al midollo".

Dopo che la famiglia si trasferì da Montona (oggi Montona, in Croazia) in America nel giugno del 1955, Aldo e Mario portarono con sé il forte ricordo di aver assistito alla Mille Miglia e al Gran Premio d'Italia a Monza: sarebbe stato il fondamento del loro sogno di entrare nel mondo dell'automobilismo.

I due erano entusiasti di scoprire un ovale sterrato di mezzo miglio nella città dove i loro genitori avevano scelto di stabilirsi, Nazareth, in Pennsylvania.

Dopo che Aldo e Mario hanno preso il massimo dei voti in inglese e matematica, hanno lavorato part-time in una stazione di servizio locale e hanno risparmiato i loro guadagni per ricostruire una Hudson di 10 anni in un'auto da corsa, e si sono divisi i compiti di guida.

Quasi subito hanno iniziato a vincere al Nazareth Speedway, nonostante la mancanza di punti della stagione precedente li costringesse a partire dal fondo della griglia. Incoraggiati adeguatamente, hanno iniziato a correre anche su altri tracciati - tutto all'insaputa del padre Gigi.

Poi Aldo ha subito un grave incidente a Hatfield mentre correva in terza posizione. La sua ruota anteriore destra si è impigliata in un'asse sporgente nella recinzione di "sicurezza" che ha fatto volare la macchina in aria e quando è atterrata sul tetto, il rollbar ha ceduto. Il casco di Aldo si è rotto nell'incidente ed è stato traportato in ospedale, dove è caduto in coma.

Mario, che vegliava al suo capezzale, dovette finalmente confessare al padre la loro attività agonistica. Quando Aldo si svegliò 10 giorni dopo, scoprì che la sua commozione cerebrale era così grave che dovette imparare a camminare di nuovo.

Infatti, per tutto il 1960, Mario fu l'unico pilota della loro nuova (vecchia!) auto da corsa, mentre Aldo continuava a riprendersi. Finalmente, alla fine dell'anno, Aldo si sentì pronto a provare a guidare ancora una volta. Ma al Nazareth Speedway, alla sua seconda uscita dopo l'incidente, subì un altro pesante incidente sul rettilineo opposto.

Anche se questa volta non ha sofferto nulla di più di un dito rotto, le aspirazioni di Aldo per una carriera di alto livello nelle corse sono finite. Anche se poi comunque ha continuato a gareggiare a basso livello fino al 1969.

Aldo rimase comunque un grande appassionato di corse, e in seguito partecipò regolarmente alle gare, sostenendo l'attività del fratello. Né fu una sorpresa che due dei suoi cinque figli, Adam e John, si dedicassero alle corse. Adam recentemente ha gareggiato nello Stadium Super Trucks e nella Trans-Am, mentre John ha avuto una carriera di successo in Indycar, nell'IMSA e nella NASCAR. John si è arreso al cancro al colon nel gennaio di quest'anno.

 

Anche la morte di John, Aldo è stato un cliente abituale dell'Indianapolis Motor Speedway, sostenendo suo nipote Michael e il figlio di Michael, Marco. Quest'ultimo ha twittato:

"RIP zio Aldo. Uno dei ragazzi più duri che abbia mai conosciuto. Non l'ho mai sentito lamentarsi, una caratteristica che ha trasmesso a John. Sempre così positivo e ottimista e ha cresciuto un lato sorprendente della nostra famiglia".

La Andretti Autosport ha rilasciato una dichiarazione: "È con il più profondo cordoglio che condividiamo il fatto che Aldo Andretti ha lasciato questa vita mercoledì sera a Indianapolis, nell'Indiana. Aldo è nato il 28 febbraio 1940 e ci ha lasciato pacificamente con un cuore pieno d'amore e di spirito".

"Nato a Montona, in Italia, Aldo e la sua famiglia sono emigrati negli Stati Uniti nel 1955 e lui e il fratello gemello Mario sono diventati l'inizio della più grande dinastia di corse della storia".

"Sebbene la vita di Aldo abbia preso una direzione diversa da quella del fratello Mario, Aldo ha sempre condiviso la passione per le corse ed è stato un vero appassionato di motori e imprenditore. Spesso lo si poteva ancora trovare sul circuito delle corse a sostenere e seguire la carriera della famiglia".

"Niente contava per Aldo più della famiglia, e gli ha portato un grande orgoglio condividere la sua vita con la moglie e la fidanzatina del liceo Corky e i loro cinque figli Carolyn, Mark, John, Mary Jo e Adam".

Mario Andretti e Aldo Andretti a Indy

Mario Andretti e Aldo Andretti a Indy

Photo by: Uncredited

condividi
commenti
Kellett secondo pilota a tempo pieno di Foyt per il 2021
Articolo precedente

Kellett secondo pilota a tempo pieno di Foyt per il 2021

Articolo successivo

IndyCar: la gara di St. Pete posticipata ad aprile

IndyCar: la gara di St. Pete posticipata ad aprile
Carica i commenti