Indycar: anche Bourdais e O'Ward promuovono l'aeroscreen

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Indycar: anche Bourdais e O'Ward promuovono l'aeroscreen
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6 nov 2019, 09:27

I piloti di Arrow McLaren SP e Dale Coyne Racing/Vasser-Sullivan hanno testato il sistema di sicurezza IndyCar dando anch'essi parere positivo.

I test aeroscreen per le IndyCar proseguono incessantemente in vista della stagione 2020.

Questa volta a provare il dispositivo di sicurezza per l'abitacolo delle monoposto statunitensi sono stati Patricio O’Ward e Sebastien Bourdais, che hanno girato a Sebring con le rispettive vetture dei team Arrow McLaren SP-Chevrolet e Dale Coyne Racing/Vasser-Sullivan.

O'Ward dopo l'avventura in Super Formula rimette piede nel campionato americano che lo vedrà fare coppia con Oliver Askew, il quale non è sceso in pista.

"E' bello tornare qui e penso che mi adatterò in fretta dando indicazioni al team - ha detto "Pato" parlando con Motorsport.com - Rispetto al Super Formula la posizione di guida è molto diversa e ci vogliono un paio digiri per abituarsi. Inoltre la frenata delle IndyCar è differente, mentre potenza e carico aerodinamico sono simili, seppur le Super Formula siano piuttosto leggere. Comunque non ho faticato moltissimo".

“Ho provato 5 set di gomme diverse facendo 20 giri con ciascuno. Con il mio ingegnere, Will Anderson, siamo subito andati d'accordo, ogni cosa che chiedevo sulla macchina me l'ha trovata o risolta velocemente, per cui dal punto di vista tecnico siamo riusciti a progredire rapidamente".

"Riguardo la struttura dell'halo con l'aeroscreen, direi che va bene. La visibilità è buona, si vede quel che serve vedere. Il problema maggiore è l'aria nell'abitacolo, ma abbiamo trovato una soluzione per incanalare un flusso nella parte superiore delle gambe, mentre dobbiamo capire cosa fare per quella frontale quando avrò la visiera aperta. Faceva un gran caldo e l'umidità era altissima, quindi il test è stato buono per queste condizioni. Abbiamo testato diverse configurazioni che ci hanno fatto perdere un po' di tempo, ma va bene perché è tutto utile".

Anderson, esperto ingegnere che ha lavorato con Simon Pagenaud e James Hinchcliffe in passato, si è trovato d'accordo con il suo pilota, come ha dichiarato a Motorsport.com.

“Le indicazioni di "Pato" sono state ottime, molto più di quel che mi aspettavo data la sua poca esperienza. E' riuscito a dividere le curve in sezioni descrivendo esattamente come si comporta la macchina in ciascuna di esse. Mi ha stupito perché è quello che si vorrebbe sempre da un debuttante, vedendo quanto ha imparato negli anni precedenti. Mi incoraggia vederlo analizzare così i dati e il suo stile è ciò che si ricerca nei piloti del futuro della IndyCar".

“Con l'aeroscreen siamo arrivati in pista molto vicini a dove volevamo essere. Avevamo fatto simulazioni del pacchetto che avremo utilizzato a Sebring, anche se è difficile dare giudizi precisi perché il grip è sempre diverso. Penso che riusciremo a cambiare le cose per il meglio in vista della gara. Per questo è anche difficile comparare il motore, dato che siamo passati al Chevrolet; è stato ottimo avere con noi i ragazzi di Pratt & Miller ed Ilmor, ci hanno dato una mano ad essere veloci fin da subito, anche se la potenza in uscita di curva è ancora difficile da valutare perché le condizioni erano diverse dall'ultimo test fatto qui. Non credo ci sia una grossa discrepanza, ma senza sbilanciarmi troppo dico che il Chevy è molto forte e ci divertiremo".

Venendo invece a Bourdais, il francese è rimasto colpito dall'efficienza in termini di visibilità che ha l'aeroscreen, fra l'altro considerando che lui guida utilizzando gli occhiali.

“Hai sempre qualche riserva in cose del genere, ma penso che la IndyCar, Red Bull e il team di lavoro dietro di esso abbiano fatto qualcosa di ottimo. La qualità del parabrezza è fantastica e hanno studiato sistemi di canalizzazione dei flussi nel miglior modo possibile. Oggi faceva caldissimo e anche se l'abitacolo era riparato, tutto sommato sono riuscito ad avere aria, quindi c'è tutto per affrontare anche questo problema", spiega il transalpino a Motorsport.com.

“Forse utilizzerò una presa d'aria più grande per il casco, ma sono dettagli e credo che basterà studiare una soluzione, non è niente di insormontabile. Immagino ci siano ancora alcune cose che dobbiamo verificare con esso, tipo cosa si vede quando qualcuno va fuori strada davanti a te in caso di pioggia, c'è dello sporco e via dicendo; sarà dura pulire il vetro come la visiera del casco, ma per lo più corriamo sull'asciutto".

"In generale, penso sia il passo migliore in termini di sicurezza che sia stato fatto. Ho guidato diverse vetture in carriera, tra prototipi e GT; ho avuto dei parabrezza di qualità misera, per questo dico che quello della IndyCar mi ha colpito in positivo. Mi aspettavo una distorsione dalla curvatura e sui 45° qualcosina si avverte perché vedi le persone più piccole e grasse, ma non è un problema grossissimo".

"La macchina si sente che è più pesante, come se si corresse con il pieno di benzina. L'inerzia in frenata si avverte parecchio ed è più facile bloccare le gomme in anticipo rispetto al solito. Credo che andremo circa 0"5 o 0"750 più lenti per giro a causa del peso aggiuntivo, ma non influirà sullo spettacolo".

"Vediamo anche cosa succederà con le gomme dure sui cittadini, avremo meno residui in pista e personalmente preferisco avere coperture del genere perché puoi stressarle di più cercando di andare più forte. Oggi faceva caldissimo e avevamo gli pneumatici normali, con una macchina più pesante, però non ho avuto una usura peggiore del solito. Inizieremo la stagione con queste Firestone, dato che per i cittadini sono già state preparate. Non so se faranno cambiamenti in corso d'opera, forse sì, ma è tutto da verificare e tenere in considerazione comunque. Immagino che per gli ovali cambierà l'anteriore destra, seppur non ho sentito preoccupazioni in merito".

Informazioni aggiuntive di David Malsher

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