Daytona, 3° Ora: il terzetto Cadillac ha dominato le prime fasi

Le tre vetture realizzate dalla Dallara stanno comandando agevolmente la gara statunitense. Allo scoccare della seconda ora un problema ha attardato l'Oreca di Jani. Ottima la corsa di Vilander-Calado

Daytona, 3° Ora: il terzetto Cadillac ha dominato le prime fasi
#10 Wayne Taylor Racing Cadillac DPi: Ricky Taylor, Jordan Taylor, Max Angelelli, Jeff Gordon
#5 Action Express Racing Cadillac DPi: Joao Barbosa, Christian Fittipaldi, Filipe Albuquerque
#70 Mazda Motorsports Mazda DPi: Joel Miller, Tom Long, James Hinchcliffe; #2 Tequila Patrón ESM Nis
#8 Starworks Motorsports ORECA FLM09: Ben Keating, Robert Wickens, Chris Cumming, John Falb, Remo Ru
Partenza della gara, #66 Ford Performance Chip Ganassi Racing Ford GT: Joey Hand, Dirk Müller, Sébas
#10 Wayne Taylor Racing Cadillac DPi: Ricky Taylor, Jordan Taylor, Max Angelelli, Jeff Gordon
#31 Action Express Racing Cadillac DPi: Eric Curran, Dane Cameron, Seb Morris, Mike Conway

Le prime tre ore di corsa sembrano essere saldamente nelle mani delle tre Cadillac-Dpi realizzate dalla Dallara che stanno dominando anche se a Daytona, come sostiene Joao Barbosa, " le prime fasi non contano troppo. Piuttosto è positivo che questa vettura di cui non conosciamo ancora l'autentico limite si stia comportando sempre meglio man mano che la corsa procede".

Le vetture della Cadillac hanno preso subito il comando e solo la Rebellion-Oreca di Jani è riuscita a tenere il loro passo. Ma solo nella prima ora. È accaduto infatti che durante il terzo regime di bandiera gialla, esposto dopo 1.48', a causa di un'uscita di pista della Lexus di Pruett,  lo svizzero abbia rallentato improvvisamente, fermando la vettura ai box e perdendo parecchi giri dal terzetto che attualmente sta dominando, scambiandosi anche per via del gioco dei pit stop, le posizioni. In testa sono Morris-Cameron-Curran-Conway davanti a Fittipaldi-Barbosa-Albuquerque e a Gordon-Ricky e John Taylor-Angelelli.

La corsa è partita con temperature inferiori al previsto e un cielo che si è annuvolato a poco a poco. Dopo appena una tornata si è fermata ai box la Ligier di Kimber-Smith. Poco dopo è spuntato, con Barbosa davanti a Cameron e a Jani, il primo regime di bandiera gialla, causato da un'uscita di pista della Lamborghini Huracan di Muhl, finita a muro dopo un errore del pilota olandese. La vettura è stata poi riportata ai box e ci sono volute oltre due ore di riparazione dell'avantreno prima di farla ripartire. Grande è stato il primo stint di Toni Vilander che con la Ferrari 488 della Risi Competizione è ben presto risalito al secondo posto tra le GTLM dietro la Ford GT di Joey Hand. Il finlandese ha percorso un doppio stint e anche il suo compagno James Calado è riuscito a inserirsi in posizione da podio, superando attorno alla seconda ora la Corvette di Magnussen che sembra essere l'unica vettura statunitense in grado di battagliare sia contro la Ferrari sia contro lo squadrone Ford che procede compatto. In chiaroscuro le prestazioni della Porsche RSR: Pilet si è fermato in anticipo per aver forato la gomma anteriore destra ma non meglio sembra andare la seconda vettura di Weissach, quella di Lietz-Estre-Vanthoor che naviga tra l'ottavo e il nono posto di classe scambiandosi la posizione con la BMW M6 di Spengler-Sims-Farfus-Auberlen. La seconda BMW è invece indietro per via di un problema accaduto a Edwards nelle primissime fasi.

In GTD è stata ottima la prestazione sia di Pierguidi sia di Balzan che hanno preso il via con le loro 488. Ci hanno però pensato i loro compagni di squadra a perdere terreno. Peter Mann ha percorso molto lentamente il proprio stint mentre Christina Nielsen non è riuscita a mantenere lo stesso ritmo del pilota rodigino. Sia Rino Mastronardi sia Matteo Cressoni che hanno sostituito i due stanno però rimontando in una classe molto equilibrata, dove la partita sembra essere a più mani con Ferrari, Audi, Mercedes, Porsche e Lamborghini sono tutte sullo stesso livello.

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