Simone Faggioli ricorda Lionel Regal

Simone Faggioli ricorda Lionel Regal

Il francese di 37 anni è morto domenica nella salita europea Saint Ursanne-Les Rangiers

Simone Faggioli ha la voce rotta dall'emozione. Non è stato protagonista alla Saint-Ursanne – Les Ragiers, la salita svizzera valida per il campionato europeo della montagna, nella quale ieri è morto Lionel Regal, 37enne francese di Lione, cinque volte campione francese della specialità. Il pilota transalpino al volante della Reynard-Zytek di F.3000 si è schiantato contro un albero dopo che aveva perso il controllo della vettura nella parte alta dell'insidioso tracciato elvetico che è molto veloce. "Si tratta di un tratto quasi dritto in cui si procede in quarta marcia ad alta velocità - ricorda Faggioli - e ieri pioveva per cui Lionel si è trovato all'improvviso un rigagnolo d'acqua che attraversava la strada e non ha potuto fare niente per controllare la monoposto". Lionel si è schiantato contro un albero, morendo praticamente sul colpo: il destino della sua famiglia è segnato dalle tragedie nelle cronoscalate, visto che anche il padre era deceduto in un incidente simile nel 1997... "Con la scomparsa di Lionel vivo un momento di grande tristezza perché oltre a perdere un avversario molto forte e leale, torna alla ribalta uno spettro: abbiamo fatto un grande lavoro sulla sicurezza delle vetture, ma non abbastanza per quella dei percorsi". Cosa si può fare per evitare un'altra tragedia in salita? "A Regal la macchina è partita sul rigagnolo e non è andata a sbattere all'esterno dove c'erano le protezioni, bensì è scivolata all'interno del percorso dove non c'era il guard rail. Ecco perché è finito ad alta velocità contro l'albero!. Se c'era la barriera non sarebbe successo niente". Bastava un guard rail? "Penso proprio di sì. Ora dovremo proteggere anche i tratti rettilinei per garantirci una maggiore sicurezza, altrimenti qui si rischia la fine delle corse in salita. Al Mont Dore l'anno scorso mi ero girato anch'io per un rivolo d'acqua: non si fanno ricognizioni se piove e si scoprono le condizioni della strada man mano che si sale...". Qual è l'ultimo ricordo di Lionel? "E' della scorsa settimana al Mont Dore: a casa sua era convinto di lottare per la vittoria e si era preparato al meglio per cogliere il successo pieno. Quando ha visto apparire sul display il mio tempo con cui l'ho battuto è venuto da me e mi ha fatto un inchino. E' stato un gesto che non dimenticherò mai, espressione di una sportività genuina. Era un campione vero". E la voce di Simone torna a farsi roca...

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