La Ganassi Racing trionfa alla 24 Ore di Daytona

La Ganassi Racing trionfa alla 24 Ore di Daytona

Il grande protagonista è Montoya, ma Pruett entra nella storia con il quinto sigillo. Angelelli ottimo secondo

La Ganassi Racing e Scott Pruett hanno scritto una pagina di storia della 24 Ore di Daytona: la squadra di patron Chip ha ottenuto la sua quinta vittoria negli ultimi dieci anni, stesso traguardo raggiunto anche dal pluricampione della Grand-Am, che in questo modo ha eguagliato il record di successi di Hurley Haywood. Se la Ganassi Racing è riuscita a rispettare i pronostici della vigilia, gran parte del merito va senza ombra di dubbio a Juan Pablo Montoya, che si è reso protagonista di un'ultima ora di gara davvero strepitosa, riuscendo a risalire dal quarto al primo posto, staccando poi anche la concorrenza a suon di giri veloci. Il colombiano si è sbarazzato molto velocemente della Riley-Ford della Michael Shank Racing (Allmendinger/Ambrose/Negri Jr/Pew/Wilson), poi ha potuto sfruttare la penalità rifilata alla Coyote-Chevrolet della Action Express (Barbosa/Frisselle/Fittipaldi/Rockenfeller), punita proprio per un contatto con Allmendinger. Una volta secondo, "Juancho" si è ritrovato nella scia della Corvette DP della Wayne Taylor Racing (Angelelli/Hunter-Reay/Taylor) e non ha avuto troppi problemi a liberarsi di Max Angelelli, visto che quest'ultimo era riuscito a portarsi al comando proseguendo senza sostituire gli pneumatici durante l'ultima caution. A questo punto non c'è stato più niente da fare per nessuno: Montoya è riuscito nell'arco di pochi giri a mettere oltre 20" tra la sua Riley-BMW, che divideva con Pruett, Charlie Kimball, Memo Rojas e Scott Dixon, e gli inseguitori. Neppure lo splash and go conclusivo a cui è stato obbligato ha cambiato le carte in tavola, perchè pure Angelelli e il resto della concorrenza lo hanno dovuto imitare. Dunque, alla fine è giunto al traguardo con un vantaggio di circa una ventina di secondi sull'italiano. Va sottolineata però anche la grande rimonta della Michael Shank Racing, che ha recuperato con grinta dopo essere finita indietro di parecchi giri nella prima parte della corsa. E senza il contatto con la vettura della Action Express, quarta al traguardo, nel finale forse avrebbe potuto sognare ancora più in grande. La top five poi si completa con la Corvette DP della Spirit of Daytona (Garcia/Gavin/Taylor/Westbrook), staccata però di ben 11 tornate. Nella classe GT è arrivato un trionfale 1-2 per l'Audi. Ad imporsi è stata la R8 della Alex Job Racing (Albuquerque/Mortara/Jarvis/Von Motke), tagliando il traguardo con un vantaggio di appena poco meno di 1"5 sull'identica vettura portata in gara dalla APR Motorsport (Baas/Basseng/Rast/Stippler). Solo terza invece la prima delle Ferrari, che è stata quella della AIM Motorsport (Assentato/Lazzaro/Longhi/Wilkins). La nuova classe GX, infine, ha vissuto il dominio assoluto della Porsche Cayman della Napleton Racing, che con Shane Lewis, David Donohue e Nelson Canache ha preceduto di oltre 10 giri il resto del gruppo. Grand-Am - 24 Ore di Daytona - Classifica finale

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A proposito di questo articolo
Campionati Grand-Am
Piloti Juan Pablo Montoya
Articolo di tipo Ultime notizie