Addio al pilota romantico con la sigaretta fra le labbra

Addio al pilota romantico con la sigaretta fra le labbra

Anche il motorsport, ultima roccaforte storica degli sportivi-fumatori, si è arreso alle evidenze mediche

Quando si parla di sport, in generale, è difficile accostarvi il vizio del fumo di sigarette; del resto, a chi pratica una disciplina sportiva ad alto livello la nicotina, oltre che ledere il fisico (come a tutti noi), può recare un ulteriore danno. Quale? Compromettere la riuscita della performance stessa! Ormai è risaputo, infatti, che il fumo altera negativamente la prestazione sportiva perché provoca un decremento della capacità polmonare e della forza muscolare.

PILOTI DI FORMULA 1 OGGI PIÙ “MATURI”? Al giorno d’oggi sono veramente pochi i fumatori accaniti di sigarette tra i campioni della Formula 1, per la conoscenza di svariate e difficilmente quantificabili variabili. Tra queste la preoccupazione per la propria salute, per via degli allenamenti richiesti sempre più intensi, per lo “stile di vita sportivo” richiesto dalle varie scuderie, nonché per le campagne informative antitabagismo che si protraggono, anche se, bisogna ammetterlo, in mezzo a mille controversie, ormai da diversi anni. Del resto, furono proprio le monoposto del Circus a portare in gara, a mo' di sponsor e sin dagli Anni 70 su un palcoscenico globale, le livree e le sponsorizzazioni di marchi di sigarette: Marlboro e Marlboro Lights, Camel, Gold Leaf, John Player Special, Mild Seven, 555, Winfield, Milde Sorte, Rothmans, Embassy, Cabin, Gitanes e Gitanes Blondes, Lucky Strike, West, Benson&Hedges e molti altri ancora, oltre alle cartine per sigarette Rizla, al tabacco da fumo Samson e al tabacco da masticare Skoal Bandit.

IL FALSO MITO DELL'ANTI-STRESS La Formula 1 è un ambiente decisamente competitivo e i piloti (veri e propri atleti, con la A maiuscola) vengono sottoposti costantemente a importanti allenamenti psico-fisici. Oggi, nel paddock non si vedono praticamente mai conduttori con la sigaretta in mano, eppure in passato, soprattutto negli Anni 70, il fumo di sigarette era quasi di uso comune anche in questa categoria di sportivi, utilizzata spesso come pseudo-antidoto allo stress collegato alla gara. Juan Manuel Fangio era solito fumare sigari e nei mitici “Seventies” era relativamente semplice trovare diversi piloti con la sigaretta accesa tra le dita, come Jochen Rindt, James Hunt e Patrick Depailler; più di recente qualche sigaretta è stata vista in mano anche a Mika Hakkinen, Jan Magnussen e Mika Salo.

SPORT E TABAGISMO NEMICI GIURATI Ma, quindi, fumo di sigaretta e sport sono inconciliabili? O ci sono “mezze misure”? La nostra risposta è che sport e fumo sono assolutamente discordanti e, diremmo, incompatibili. Tutto questo per due ordini di motivi. Il primo è perché il fumo di sigaretta altera pesantemente ogni performance sportiva e, secondo, perché l'esercizio fisico, anche se intenso, non protegge dal rischio di ammalarsi di cancro al polmone. Al contrario, l'attività fisica, diventa semmai fondamentale in un altro momento, cioè quando si decide di smettere definitivamente di fumare, perché il movimento può offrire un aiuto immediato al soggetto e apportare tutta una serie di benefici psicofisici. Il fumo è un elemento di forte rischio, non solo per chi ha una vita sedentaria, ma anche per i soggetti fisicamente attivi: sono numerosissimi, infatti, gli effetti collaterali legati a questo “vizio”, ragion per cui vale la pena vederne insieme alcuni…

OCCHIO AD AFFATICAMENTO E ACIDO LATTICO! Ecco alcuni effetti dannosi, del fumo di sigaretta, che si possono manifestare nel soggetto sportivo, a breve termine: un incremento dell’affaticamento fisico (il lasso di tempo per l’esaurimento delle energie fisiche, soprattutto in esercizi a sforzo protratto/continuato, diminuisce in modo significativo); minore è poi il flusso di sangue ai muscoli; la ventilazione polmonare risulta a propria volta ridotta (sfruttando meno il metabolismo aerobico si deve ricorrere a quello anaerobico: da qui una continua formazione di acido lattico, che intossica i muscoli); vi è, poi, un aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa… e, purtroppo, molto altro ancora.

PIÙ ELEVATO È IL RISCHIO DI INFEZIONI Alcuni effetti dannosi, a lungo termine, del fumo sullo sportivo sono poi: una riduzione persistente, fino a divenire cronica, della funzione respiratoria; un ritardo dello sviluppo e della crescita delle funzioni polmonari; possibili e svariate infezioni a danno dell'apparato respiratorio; probabili complicanze asmatiche, ma anche ostruzioni bronchiali; disfunzioni riguardo la frequenza cardiaca; aumento del rischio di contrarre un tumore (soprattutto a danno del polmone e agli organi dell'apparato respiratorio, come il mesotelioma). Raddoppia, last but not the least, anche la probabilità di incorrere in infortuni fisici durante le attività sportive e il tempo di guarigione delle ferite si dilata.

L'OBBLIGO MORALE DI DARE L'ESEMPIO È importante che il mondo dello sport capisca l’importanza di dare di sé un'immagine pulita, che si ponga da modello per la società e faccia davvero da esempio, senza lasciare spazio a superficialità alcuna, anche rispetto al fumo di sigarette. Anche per questo, nel corso degli anni, le federazioni sportive hanno promosso manifestazioni e campagne contro il fumo e i VIP dello sport si sono fatti sempre più vicini e sensibili all’argomento, talvolta fino a divenire ambasciatori di uno stile di vita "smoke-free".

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Campionati Speciale
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