Motor Valley Fest: sim racing e realtà aumentata sono parte del motorsport

Nella tavola rotonda del Motor Valley Fest moderata da Motorsport Network, abbiamo parlato in compagnia dei nostri ospiti, del mondo degli eSports e del Sim Racing, ma non solo: prototipazione e progettazione simulativa come strumenti fondamentali per lo sviluppo nel mondo dei motori (E non solo).

Il mondo degli eSports, del sim racing, è un qualcosa che, nell'ultimo anno e mezzo - anche a causa della pandemia Globale - è salito agli onori della cronaca, grazie ad una diffusione su media mainstream e social network che ha avuto pochi precedenti. Un'esplosione che ha trovato terreno fertile per dei progetti in moto che hanno preso sempre più piede. D'altronde, la realtà degli eSports è stata in grado di convogliare circa un miliardo di dollari nell'anno appena passato.

Forte dell'esposizione mediatica, categorie come il GT World Championship sono state in grado di far convergere questi due mondi, grazie anche allo sviluppo di software appositi per il grande pubblico specializzato, ed al contempo di piattaforme e postazioni in quello che è diventato un circolo virtuoso capace di creare anche nuove realtà e nuove prestazioni.

In realtà, quella che è la fotografia di un fenomeno così radicato - il sim racing - è la punta di un iceberg di un universo dalle molteplici applicazioni e dai molteplici sviluppi. Tutto questo è stato affrontato alla tavola del Motor Valley Fest dedicata proprio al sim racing, la realtà aumentata, il virtuale ed i suoi ambiti di applicazione. "A causa del periodo di Lockdown, abbiamo avuto l'occasione di poter far girare piloti reali in maniera virtuale, oltre a vip come Valentino Rossi, Tony Parker o lo stesso Charles Leclerc, in corse organizzate e sempre più sviluppate. E' stato un fenomeno che si è espanso immediatamente, ricreando virtualmente eventi reali, con un grande seguito da parte dei piloti stessi." ha raccontato Alessio Cicolari, CEO di AK Informatica " Dietro il mondo del sim racing ci sono nuove professionalità declinate anche da professioni reali, come le regie sportive ad esempio. E così allo stesso modo, nuove figure professionali sia nei termini di un organizzazione e gestione professionale, sia nei termini di figure quali piloti, team manager, ingegneri di pista".

Dall'online si è giunti anche ad una convergenza tra virtuale e reale non solo in termini di piloti, ma anche di campionati. L'esempio del GT World challenge è evidente con un fine settimana articolato come da tradizione, ma con nel mezzo anche una corsa virtuale in un Hub nel paddock con 24 simulatori:

"una struttura di 500 mq con 24 simulatori con un pilota per ogni team come protagonista. Ci sono punti per il team e 6000 euro per il vincitore. La questione nodale è stata data dall'effort che le Case hanno dato. Ferrari e le altre hanno compreso che questo è un nuovo modo per mostrarsi ed al contempo un nuovo modo di vedere il mondo delle corse". Cosa significa però organizzare un evento online?

"E' quasi più complicato di uno reale. Bisogna fare i conti con le connessioni provenienti da tutto il mondo. Ci sono tante tecnologie che si mixano e che bisogna far lavorare in sincronia, con ogni sim driver che usa tempi di latenza bassi o differenti a seconda di quello che è anche il proprio sistema hardware".

L'occasione della tavola al Motor Valley ha permesso di parlare anche con il giovane talento della Ferrari DFA Giovanni De Salvo, partendo da uno spunto, dall'allenamento di Pierre Gasly in griglia di partenza al Gp di Stiria, quando con il proprio coach allenava i riflessi con delle palline da tennis. Dunque, come si allena un pilota virtuale?

"E' chiaro, lo sforzo fisico di un pilota reale è di molto maggiore per le forze G, ma in gare da più di un'ora se da un lato non è richiesta la forza di un pilota reale, ma una buona forma fisica - ad alti livelli - fa la differenza;  un pilota virtuale deve sviluppare delle capacità sui riflessi tanto più se ci si trova in bagarre o ci si gioca una posizione sul filo dei millesimi. Facciamo allenamenti specifici su questo ambito. A differenza dei piloti reali che provano la macchina al venerdi durante le prove libere noi ci alleniamo praticamente tutti i giorni della settimana. In termini di guida è davvero molto simile. Sono molte di più le similitudini delle differenze. Non a caso anche piloti reali, sfruttano i simulatori anche per conoscere nuove piste, punti di frenata".

Un mondo, quello del sim portabandiera di un processo di inclusione - sia fisica che sociale, con una porta di accesso relativamente economica. L'esempio recente è quello di Roberto Wikens, pilota Indycar che nel 2019 aveva subito un drammatico incidente nell'ovale di Pocono. L'ex campione DTM, pur rimanendo fortemente menomato, con seri problemi alle gambe a causa dei traumi e delle fratture alla colonna vertebrale, durante la fase pandemica, aveva partecipato ad una gara virtuale Indycar insieme a quelli che erano i suoi colleghi in pista. "Di più, se nella realtà la differenza, in termini di forza fisica - tra un uomo o una donna - può essere un solco da valutare, con il sim racing questo si attenua molto di più. In passato abbiamo anche realizzato delle strutture, delle postazioni che hanno permesso a persone con disabilità fisica alle gambe, di poter guidare".

Un mondo che, tra l'altro, evolvendo il quadro visivo e la percezione, ha campi di applicazioni nel settore racing sempre più fondamentali. Ecco, ancor più che nel suo utilizzo "finale" per il grande pubblico, il mondo del virtuale e la realtà aumentata risultano oramai passi fondamentali nello sviluppo di un mezzo: "L'utilizzo di tecnologia di simulazione per i prodotti reali si sta diffondendo moltissimo." ha sostenuto Giacomo Danisi della omonima Danisi Technical Simulation "E' fondamentale perché consente di ridurre i tempi, dunque anche i costi. Una percezione che, in realtà, è già obsoleta. Ad oggi alcuni prodotti sono diventati talmente complessi che riuscire ad affrontare e sviluppare tale complessità nel mondo reale non sarebbe possibile. Bisogna arrivare nel mondo reale già con le idee chiarite. Ed in questo, le tecniche di simulazione sono fondamentali".

"La simulazione è diventata fondamentale per la progettazione, lo sviluppo e la tecnica. E' un dato di fatto. Ma è fondamentale oramai anche in termini di intrattenimento e promozione di una serie motoristica, anche in termini sociali. Esistono videogiochi che permettono di comprare cibo per i rifugiati mentre si gioca. L'effetto finale è di impatto dunque". ha sostenuto Rodi Basso, Co-founder e CEO E1 Series "Il Motoracing con il sim può anche offrire delle professionalità nuove, e nuovi canali di accesso. Il cursus Honorum dai go-kart alla Formula 1 è quasi insostenibile oramai in termini di costi. Uno strumento questo dunque che può permettere anche una via di accesso trasversale. Il fine ultimo però deve essere sempre reale a 360°".

Un mondo dunque i cui limiti, a ben vedere, sono ancora tutti da esplorare e con un impatto importate ed assoluto in termini anche di immersione e inclusività, attraverso quella che è la realtà aumentata, come ha ricordato George Efstratoudakis di Behaviour Business Solutions. Un mondo che, concedeteci la chiosa finale, permette di avere applicazioni anche in campo medico. In questi giorni la notizia dell'apertura di una sala di simulazione medica grazie ai fondi donati dalla Gresini Racing all'ospedale Maggiore di Bologna. Dal sim racing, alla prototipazione, a sistemi in grado di migliorare il nostro sistema sanitario: è un mondo sempre più interconnesso tra realtà (e) virtuale.

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