Bosch Driverless: come nasce un prototipo a guida autonoma
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Bosch Driverless: come nasce un prototipo a guida autonoma

Bosch DRIVERLESS: Act - Episodio 4

Continua il nostro viaggio in compagnia degli studenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia impegnati nella realizzazione di un prototipo a guida autonoma per la Formula SAE, campionato che vede i più prestigiosi istituti accademici del mondo sfidarsi nella progettazione, costruzione e messa in pista di monoposto da corsa realizzate con precisi dettami tecnici.

Una volta posizionati i sensori per leggere il percorso, fatto di curve e rettilinei delimitato da birilli e settata nel migliore dei modi la centralina, il “cervello” del veicolo, è giunto il momento di pensare a come trasmettere gli impulsi a tutti gli attuatori che consentono al veicolo di muoversi: sterzo, trasmissione ed impianto frenante su tutti.

È qui che, da un certo punto di vista, emerge il fattore di genialità che contraddistingue il popolo italiano nel mondo: non pensare ad uno strumento solo per l’utilizzo per cui è nato ma immaginarlo all’opera anche per usi diversi. Ed è proprio quello che hanno fatto i ragazzi: utilizzando un motorino per i tergicristalli prodotto da Bosch, ne hanno cambiato la destinazione d’uso. Ora, questo strumento serve ad azionare il sistema frenante e la frizione.

Pensare “out of the box” è vitale in situazioni legate al racing, trovando l’utilizzo migliore di un prodotto o di un sistema che, magari, non era stato pensato per svolgere una determinata funzione ma che con ingegno – e contenimento dei costi - può assicurare un vantaggio in termini di performance sulla concorrenza.

LO SAPEVI CHE...

Gli studenti hanno utilizzato i componenti forniti da Bosch Rexroth per l’allestimento di due impianti per la gestione del circuito di Emergency Brake. Grazie alle elettrovalvole fornite al team, il prototipo sarà super reattivo e riuscirà ad evitare situazioni pericolose. Nel settore automotive, infatti, i componenti oleodinamici, come le elettrovalvole, il sensore di pressione e l’accumulatore idraulico a membrana, sono necessari per il corretto funzionamento dell’impianto frenante.

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