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Alessandro Orsini: "La Petronas crede nell'Italia e investe nell'Europa"

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Alessandro Orsini: "La Petronas crede nell'Italia e investe nell'Europa"
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Alessandro Orsini, Head of Europe per PETRONAS Lubricants International, spiega a Motorsport.com perché il petroliere malese punta sulla Marcedes in F.1 e vuole raddoppiare il business in Europa entro il 2020.

Alessandro Orsini, CEO Petronas Lubricants International
Il vincitore della gara Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W07 Hybrid festeggia nel parco chiuso
Il vincitore della gara Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 festeggia sul podio
Nico Rosberg, Mercedes AMG F1 W07 Hybrid
Il vincitore della gara Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 festeggia sul podio
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W07 Hybrid
Nico Rosberg, Mercedes AMG F1 W07 Hybrid va a sbattere nella terza sessione di prove libere
Toto Wolf, Mercedes AMG F1 Team, Maurizio Arrivabene, Team Principal, Scuderia Ferrari
Nico Rosberg, Mercedes AMG F1 W07 Hybrid
Mercedes, copertura del cestello posteriore
Mercedes W07, GP di Baku, l'ala posteriore senza monkey seat
1° posto per Nico Rosberg, Mercedes AMG Petronas F1 W07
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 on the drivers parade
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W07 Hybrid
Nico Rosberg, Mercedes AMG F1 W07 Hybrid
Nico Rosberg, Mercedes AMG F1
Toto Wolff, Azionista e Direttore Esecutivo Mercedes AMG F1
Nico Rosberg, Mercedes AMG F1 W07 Hybrid
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 con i media
Nico Rosberg, Mercedes AMG F1 fermo nella seconda sessione di prove libere
Nico Rosberg, Mercedes AMG F1 W07 Hybrid
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W07 Hybrid
Mercedes W07 monkey seat comparison, Spain GP/Canadian GP
Mercedes W07 front wing, Canadian GP
Race winner Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 celebrates on the podium
Race winner Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 celebrates in parc ferme with Sebastian Vettel, Ferrari
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W07 Hybrid and team mate Nico Rosberg, Mercedes AMG F1 W07 Hybrid at
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W07 Hybrid and team mate Nico Rosberg, Mercedes AMG F1 W07 Hybrid at
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 festeggia in parco chiuso
#501 Iveco: Gerard de Rooy, Moises Torrallardona, Darek Rodewald
Categoria camion, i vincitori: #501 Iveco Gerard de Rooy, Moises Torrallardona, Darek Rodewald
#501 Iveco: Gerard de Rooy, Moises Torrallardona, Darek Rodewald
#501 Iveco: Gerard de Rooy, Moises Torrallardona, Darek Rodewald
#501 Iveco: Gerard de Rooy, Moises Torrallardona, Darek Rodewald

È un agitatore di uomini. La definizione che si era dato Enzo Ferrari, gli calza a… pennello. Alessandro Orsini, 50 anni, livornese, da aprile è stato nominato Head of Europe per PETRONAS Lubricants International. Ha preso il posto di Giuseppe D’Arrigo che nel frattempo si è trasferito a Kuala Lumpur per assumere la posizione di Global CEO. È interessante notare come in una multinazionale del petrolio due italiani si siamo meritati la chiamata in ruoli di vertice. È per capire cosa ci sia dietro a questo fenomeno che siamo andati a trovarlo a Villastellone, nell’hinterland torinese, dove ha sede l’Headquarter europeo della Petronas Lubricants International.

Parla in modo pacato, accattivante, ma ha le idee molto chiare. Ed è un attento osservatore. Nel (poco) tempo libero dipinge: “Mi piace… pitturare. Ho una grande passione, ma non ho un grande talento. Sono affascinato dalle espressioni facciali delle persone: è per quello che nei miei quadri mi concentro sui volti”.

I volti, un’attenzione alle persone…
“I dipendenti sono l’anima di un’azienda. Se non si hanno a bordo le persone con una grande passione, con spirito di coesione e voglia di fare le cose come un team non si va da nessuna parte. E allora si diventa un gruppo d’individui. Non è solo con le procedure aziendali che si ottengono i risultati: serve gente che voglia essere la migliore sul mercato. Integrazione e collaborazione sono fondamentali. Negli Stati Uniti da una statistica era emerso che il 70% dei fallimenti era dovuta non a incapacità ma a mancanza di integrazione”.

 Da ragazzino Orsini scappava di casa con gli amici per andare a vedere la Coppa Liburna, il rally di Livorno:
”Ero attratto dalle evoluzioni dei piloti che regalavano grandi emozioni. Mi piace la Formula 1 e seguo la MotoGp. Lewis Hamilton è nel mio cuore e sono tifoso di Valentino Rossi”.

 È in Petronas da un paio d’anni: ha iniziato la carriera in Eni dove è rimasto per tre anni, prima di approdare alla Shell dove ha lavorato diciassette anni:
“Ho sempre operato nel campo petrolifero maturando molte esperienze nei settori più svariati: dal settore chimico a quello dei lubrificanti, dal retail al commercial fuel. Mi sono occupato anche delle tecnologie per cui ho toccato tutti gli ambiti di un’azienda petrolifera. Poi nel 2014 mi si è aperta la sfida Petronas, un’azienda giovane che vuole crescere soprattutto in Europa”.

In poco tempo è passato da capo delle vendite a capo dell’Europa. Un altro manager italiano in un ruolo strategico. A cosa è dovuto questo salto?
“Questo è un riconoscimento importante per cosa l’Europa ha fatto per Petronas. Il dottor D’Arrigo è andato a occupare la posizione di Global CEO a Kuala Lumpur: c’è stato un grande cambio di passo per l’azienda, perché si è dato un messaggio di internazionalizzazione del Gruppo. Il dottor D’Arrigo è italiano, ma ha un profilo internazionale e, ovviamente questo ci rende molto fieri per il lavoro che è stato fatto. E in Italia c’è l’Headquarter europeo della Petronas Lubricants International per cui è giusto che ci sia una forte italianità in questo gruppo”.

Petronas ha deciso di investire nella vecchia Europa: qual è la scelta che ha spinto il marchio malese in questa direzione? Forse la presenza dei Costruttori premium?
“Nonostante il mercato dei lubrificanti non sia in crescita in Europa e, nonostante ci sia la tendenza da parte di alcuni concorrenti di snellire le proprie strutture, noi vediamo l’Europa in un contesto del tutto diverso, nel quale investire tantissimo. Primo perché l’atteggiamento dei competitor crea uno spazio per crescere e, in secondo luogo, perché riteniamo che in Europa ci sia l’origine dell’innovazione tecnologica. È qui nel vecchio Continente che le idee prendono forma e poi possono essere realizzate ovunque nel mondo. Pensiamo ai Costruttori che prima di tutto innovano in Europa e poi si espandono. Qua vogliamo essere, tanto è vero che è qui che abbiamo fatto un investimento dal punto di vista tecnico scientifico con la costruzione del nuovo Centro Ricerche dove si studieranno le nuove soluzioni tecnologiche del futuro”.

L’Europa culla delle idee e l’Italia sede del vostro Centro Ricerche: la Petronas, quindi, crede e investe nel nostro Paese: ma secondo lei è una nazione che ce la può fare a riprendersi dalla crisi, vista la tendenza di quello che accade poco lontano da Villastellone?
“Sì. Il maggiore Costruttore italiano sta facendo vedere una nuova spinta che è bene augurante per tutti. E noi siamo al suo fianco perché è il nostro principale cliente. E in più Torino e l’Italia si posizionano bene come punto di contatto con la rete degli altri Costruttori, specialmente tedeschi e francesi. Villastellone è un investimento strategico: questo Centro di Ricerca è il principale ma è collegato a un network di centri più piccoli pensati per coprire tutte le esigenze del globo”.

 È curioso: non avete pompe di benzina sul territorio, ma Petronas arriva direttamente al cliente con le officine brandizzate…
“Saranno 3.500 entro la fine del 2019. Questo darà una grande spinta alla crescita di Petronas in Europa e darà anche la giusta possibilità al cliente di entrare in contatto con noi. Ci sarà una maggiore visibilità del marchio, cosa molto importante. La nostra, infatti, non è un’azienda che ha le stazioni di servizio carburanti sulla strada che, come sappiamo, servono tantissimo a quello che è il brand awareness, come dicono gli inglesi”.

La visibilità del marchio deriva principalmente dalla presenza in Formula 1 come title sponsor del team Mercedes?
“Negli ultimi tre anni, grazie alla partnership vincente con Mercedes, siamo riconosciuti e abbiamo assunto una nostra identità di player emergente a livello scientifico e commerciale. La Formula 1 è il catalizzatore per le nostre attività nel contesto europeo. Sempre più ci viene riconosciuto il fatto che insieme a Mercedes abbiamo costruito un’esperienza meravigliosa. Non solo per le vittorie, ma perché emerge che c’è una vera collaborazione tecnico-scientifica. Non c’è solo una sponsorship, ma c’è proprio l’accostamento di due mondi che vogliono vincere delle sfide tecnologiche insieme”.

Vale di più avere il logo sulle carrozzerie delle W07 Hybrid, o il riconoscimento da parte di Mercedes che i vostri prodotti aiutano a vincere le frecce d’argento?
“E’ difficile dire cosa pesa di più. Il primo aspetto tocca l’emozionalità delle persone che è fondamentale a creare l’interesse e l’appetito per saperne di più. E poi viene tutta la parte legata alle prestazioni, ai dati tecnici e a tutto quello che siamo capaci di fare”.

 Ogni anno avete un prodotto nuovo che aiuta le prestazioni della Mercedes: nel 2014 si è parlato delle benzine che da sole valevano 0”3 al giro, mentre l’anno scorso il tema era focalizzato sui fluidi che hanno permesso un migliore raffreddamento dell’ERS. E in questa stagione che partita state giocando?
"Diciamo che non sono nella posizione giusta per fare delle rivelazioni. Posso dire che lo scorso anno a Silverstone, Lewis Hamilton aveva incontrato alcuni nostri clienti che gli avevano chiesto cosa più apprezzasse di Petronas. Il campione del mondo rispose che “…la vera sfida che c’è oggi in F.1 è dare lunga vita ai nostri motori perché se ne possono usare solo quattro in una stagione”. Credo che Petronas abbia trovato il mix molecolare giusto per garantire ai sei cilindri la necessaria durata…”.

Quindi state lavorando sui lubrificanti?
“E’ una grande soddisfazione vedere che la nostra ricerca tecnologica sia andata nella direzione di quelle che sono le esigenze del team”.

 I ricercatori sono a Villastellone dove vengono studiate e prodotte anche le benzine…
“C’è molta Italia nei successi della Mercedes, non c’è dubbio…”.

Ma qual è la ricaduta delle corse nei lubrificanti per la serie?
“Per noi è una vera filosofia quella di estrarre valore dalla pista per trasferirlo alla strada. Lo abbiamo fatto l’anno scorso lanciando la nuova gamma PETRONAS Syntium con tecnologia °Cooltech™. La tecnologia applicata alla F.1 ci ha permesso di creare dei prodotti che stiano al passo con i tempi con le esigenze dei consumatori di oggi. Le condizioni di stress dei veicoli dovuti al traffico sono molto diverse rispetto a 20 o 30 anni. Dissipare in modo selettivo il calore in eccesso prodotto dal motore è fondamentale per mantenere la giovinezza del propulsore. Questo credo che sia l’esempio di trasferimento di tecnologia più evidente dai GP alla strada”.

State vincendo in F.1 con la Mercedes, ma avete dominato anche la Dakar con il camion Iveco Powerstar in condizioni climatiche estreme…
“Dal punto di vista Motorsport stiamo vivendo un momento bellissimo, non solo per le vittorie ma anche per quello che ci viene riconosciuto dai partner in termini di eccellenza scientifico-tecnologica. E questa è una cosa che non ha prezzo, perché fa capire che si lavora in team nella direzione giusta. Le corse sono importanti anche per capire che non sempre si riesce a fare la grande differenza, ma bisogna avere la consapevolezza che la piccola differenza può contribuire al successo. S’impara a sfruttare ogni minima opportunità…”.

Eravate l’Olio Fiat e adesso siete diventati Petronas: come è stato possibile il cambio di… casacca senza gravi ricadute?
“Mah, ovviamente non è stato un esercizio semplice ricreare la propria identità. Abbiamo accettato delle sfide importanti che ci arrivano dal mercato, ma che sono supportate dalla Malesia: non dimentichiamoci che il nostro obiettivo è raddoppiare il volume di business europeo entro il 2020. Questo ci ha portato a fare determinati passi. La sponsorizzazione in Formula 1 ci ha aiutato tantissimo, ma soprattutto conta andare con le nostre innovazioni a parlare direttamente dai clienti e proporre loro delle partnership di lungo termine”.

L’approccio con il cliente è simile a quello che avete avuto con la Mercedes in F.1: non fornitori, ma partner?
“E’ proprio così, non andiamo a cercare di vendere un prodotto, ma offriamo un percorso da condividere per cinque, dieci anni o quello che sarà. Dobbiamo studiare l’azienda a tutto tondo e capire qual è il progetto dell’imprenditore che può avere officine, oppure flotte di camion o consorzi agrari. E in ambito lubrificanti cerchiamo di capire come possiamo aiutarli a creare più fatturato”.

Vuole dire che potete avere un ruolo impattante sui profitti?
“Noi abbiamo investito sia in termini di soldi che di tempo nella formazione delle nostre persone sul territorio. Se vado da un trasportatore che ha duecento camion, attraverso uno studio della flotta ben fatto e attraverso le soluzioni migliori di lubrificazione e assistenza tecnica possiamo fargli aumentare il fatturato riducendo i fermi della macchina. L’idea è di ridurre anche i costi con l’uso di un numero minore di filtri dell’olio. Quasi un mese fa abbiamo lanciato il nuovo portafoglio PETRONAS Urania con ViscGuard™ che è una nuova tecnologia che permette di minimizzare la formazione di depositi carboniosi nel motore. Questo ci permette di allungare le percorrenze del motore riducendo i fermi delle macchine. Questo è un progetto di partnership”.

Come è possibile crescere in un momento in cui la fluttuazioni del petrolio generano forti turbolenze sul settore?
“Ovviamente, come per tutti gli operatori nel mondo del petrolio, c’è una sofferenza per dovuta all’andamento del costo del petrolio. Noi come Business Unit, essendo parte del gruppo, abbiamo dovuto attuare delle operazioni di riduzione di costi e di efficienza nel sistema per evitare di uccidere certi investimenti che consideriamo strategici. Petronas vuole investire nel downstream nel continente europeo”.

L’Europa, quindi, diventa strategica nella crescita…
“E’ proprio così. Ovviamente non posso dire che oggi abbiamo le stesse risorse di quattro anni fa, visto che il posizionamento del greggio era diverso, però in modo selettivo si continua a investire laddove si pensa sia possibile crescere”.

Ma la previsione è che il petrolio resti a questi livelli di quotazione o avete segnali di una ripresa?
"E’ difficile dirlo. Noi di Petronas ci stiamo preparando al peggiore degli scenari: come crescere anche con profitti sostenibili nel tempo, con un posizionamento del petrolio come quello di oggi. Non possiamo appellarci alla speranza di un trend verso la crescita”.

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