Porsche spinge sull'elettrico: "Ma solo dove conviene"

Intervista a Thomas Laudenbach, Vice Presidente del Motorsport della Casa tedesca, che continua l'impegno in Formula E con l'intento di migliorarla, ma pensando anche ad Electric GT e rami che possono avere un senso nei programmi futuri dell'azienda.

Porsche spinge sull'elettrico: "Ma solo dove conviene"

Il lavoro di Thomas Laudenbach in Porsche Motorsport è appena iniziato, ma già sono chiare le mire dell'azienda riguardo il futuro.

In una tavola rotonda cui ha partecipato Motorsport.com, il nuovo Vice Presidente - entrato in azione dal 1° ottobre nel suo ruolo sportivo - ha fatto il punto della situazione riguardo al settore dell'elettrico.

Chiaramente non c'è soddisfazione di come sta andando il discorso Formula E, poiché le monoposto di Weissach ad oggi hanno sicuramente deluso le aspettative.

"Purtroppo è vero e bisogna anche ammettere che non ce lo aspettavamo. Ma quando accade qualcosa del genere, bisogna solo rimboccarsi le maniche e cercare di capire dove e come poter migliorare. C'è sempre la possibilità di fare meglio, per ora sappiamo che ci sono dei cambiamenti da fare, dunque ci concentriamo su di essi", afferma Laudenbach.

"Nulla da stravolgere, sia chiaro, ma qualche piccola modifica a tutto il progetto andrà apportata, anche se per ora non ne posso parlare, ma a breve comunicheremo tutto. L'obiettivo resta quello di arrivare a vincere gare ed essere in lotta per il campionato, visto che è il motivo per cui Porsche partecipa!"

A proposito di partecipazione, i colleghi degli altri marchi tedeschi hanno tirato indietro la loro candidatura riguardo alla presenza futura, mentre la Porsche è convinta che si possa anche andare avanti, ma apportando modifiche alla serie.

"E' chiaro che la rinuncia da parte di Audi, BMW e Mercedes ha creato un po' di sconcerto. Penso che questo sia anche dato dal fatto che hanno raggiunto con successo i loro scopi. la Formula E penso che debba rivedere il suo format in alcune parti, come le Qualifiche per esempio".

"Da fuori, pare tutto molto legato al caso e alla fortuna. Francamente serve un punto di riferimento, ma quando ogni fine settimana c'è un pilota diverso davanti diventa anche dura capirci qualcosa. Se vinci una gara e poi ti ritrovi in un gruppo svantaggiato per le Qualifiche di quella successiva, credo sia una punizione troppo severa".

"Insomma, vanno ottimizzate alcune cose per dare un futuro e una crescita alla serie. D'altra parte è l'unico campionato elettrico con lo status di Mondiale, quindi bisogna valorizzarlo perché ce n'è bisogno. Forse averne qualcuno in più non guasterebbe, come per esempio di questo Electric GT di cui si parla da un po'".

"Ci siamo impegnati a proseguire e siamo felici di poter dare delle indicazioni alla Formula E in modo da sviluppare e migliorare il campionato, tenendo d'occhio i costi e capendo come spingere sul mondo delle corse elettriche. Quando l'abbiamo deciso, non avevamo minimamente in testa il discorso F1 perché sono due cose completamente diverse".

Thomas Laudenbach, Vice President Motorsport

Thomas Laudenbach, Vice President Motorsport

Photo by: Porsche Motorsport

Uno dei temi di discussione per il futuro della Formula E è l'apertura alla progettazione di batterie ai vari Costruttori, senza usarne una standard. Il problema rimane il controllo dei costi e di come gestir e un aspetto che non è affato semplice a livello ingegneristico.

"Stiamo parlando di quello che potrà essere il futuro di questa parte della vettura. Bisogna capire come un Costruttore può svilupparne e produrne una sua, pensando anche al prodotto stradale. Non vogliamo uccidere i piccoli team costringendoli a spendere un sacco di soldi per una batteria costosissima".

"Ci sono tante strade che si possono intraprendere sul discorso delle batterie, come ad esempio avere una cella standard e lasciare il resto libero. Capisco che è un argomento molto difficile da discutere e dove è facile commettere errori, quindi siamo aperti a discuterne con l'organizzazione della Formula E senza escludere niente, poi vediamo dove si arriverà".

Laudenbach ha citato l'Electric GT, serie che nei prossimi anni prenderà il via per mano del promoter Eurosport Events, con cui la FIA sta già lavorando per capire come. Da questo punto di vista, la posizione di Porsche è molto attendista.

"Ad oggi non abbiamo un regolamento ufficialmente dichiarato che ci consenta di poter lavorare in questa serie, che ci può sicuramente interessare visto che siamo una Casa di auto GT e con un impegno nel mondo dell'elettrico".

"Un regolamento che dà libertà d'azione è bello dal punto di vista ingegneristico, ma fa inevitabilmente incrementare i costi. L'idea è quella di avere una cella standard, ma c'è un altro aspetto importante, che è quello della promozione. Avere un campionato così costoso come serie di supporto non ti dà niente indietro, dunque non avrebbe senso spendere per sviluppare un'auto con poca visibilità".

"Ecco perché aspettiamo di capire che regole ci saranno, ad ora è tutto molto incerto e privo di certezze. Ma è chiaramente un aspetto che terremo d'occhio perché il mondo dell'automobile ci sta dando sempre più vetture stradali elettriche, anche della serie GT, quindi credo che sarà solo questione di tempo. E saremo molto contenti di poter supportare questa iniziativa, se ce ne saranno le possibilità, su questo ci spero".

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Completamente opposta è invece la visione su campionati potenzialmente interessanti a livello di elettrificazione, ma con altri scopi di promozione delle vetture stradali di riferimento, quali Extreme E e Dakar.

"Essendo impegnati nel mondo dell'elettrico, anche la Extreme E è stata presa in considerazione, ma siamo giunti anche alla conclusione che Porsche non è un Costruttore tipico di fuoristrada, quindi l'impegno in Formula E credo sia più adeguato".

"Onestamente non mi sento di escludere niente in merito, non si sa mai. Però bisogna anche capire dove si promuove meglio il marchio e cosa fa al caso dell'azienda. Quindi al momento la Extreme E non è in programma".

"Lo stesso discorso vale per la Dakar. Oggi non è qualcosa che ci interessa perché abbiamo tanti altri progetti su cui lavorare. Però ci piace anche essere ovunque, se ci sono le possibilità concrete. Certamente Porsche ha bisogno del motorsport perché è un Costruttore di macchine, espandersi è bello, ma va fatto con criterio".

Porsche Mission R Concept

Porsche Mission R Concept

Photo by: Porsche

Recentemente è stata presentata la Mission R, Concept Car GT elettrica che potrebbe aprire altre strade.

"E' una macchina che ci è servita per dare un chiaro segnale della direzione che vuole prendere Porsche. Mi immagino delle serie legate ad essa, stiamo cercando anche di capire come perché; se è una vettura destinata ai clienti, allora vanno tenuti in considerazione i livelli di costi che può avere".

"E' sicuramente una ottima base su cui lavorare per una macchina stradale, come avvenuto con la 911 in passato. Certo, mi piacerebbe che la gente potesse comprarla sia come auto stradale che come vettura da corsa, ma ora è presto per dire qualcosa. Il Salone di Monaco è stato un punto di partenza, l'impegno sull'elettrico c'è, nel motorsport e nel Customer Racing anche, bisogna capire le modalità che servono per una eventuale serie Porsche Electric Cup. E non vogliamo essere secondi a nessuno in quello che facciamo".

Infine si è pure parlato di quelle che possono essere le alimentazioni alternative per i motori a combustione, come le benzine sintetiche.

"Porsche sta spingendo moltissimo sull'elettrificazione e sappiamo benissimo quali sono le difficoltà che può avere questo settore. Allo stesso tempo, è altresì importante sapere che i motori a combustione serviranno nella gamma, non solo nel motorsport. Ecco perché serve qualcosa di alternativo, non vogliamo sostituire quello che abbiamo con l'elettrico, ma avere due opzioni, stando attenti all'impatto ambientale che ci può essere".

Andre Lotterer, Porsche, Porsche 99X elettrico

Andre Lotterer, Porsche, Porsche 99X elettrico

Photo by: Carl Bingham / Motorsport Images

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