L'ePrix di Londra marcia verso i 30.000 spettatori!

L'ePrix di Londra marcia verso i 30.000 spettatori!

Nel corso di una conferenza all'interno del Battersea Park, Alejandro Agag ammette il quasi “sold out”

Quando mancano poco più di due settimane alla doppia gara di Londra, il crescente entusiasmo per il grande happening britannico si riflette grandemente nel computo dei biglietti venduti. Un evento “sold out”, probabilmente, come ha rivelato l'organizzatore Alejandro Agag: "L'allocazione dei ticket sta raggiungendo il tetto che ci eravamo prefissi. Verosimilmente, abbiamo venduto già 30.000 biglietti per le due corse. Sembra che ci sarà il tutto esaurito a Londra. Questo ci rende molto felici. Significa che migliaia e migliaia di persone sono in attesa di questo evento. Vogliamo dare un grande spettacolo non soltanto ai londinesi, ma anche a tutti coloro che ci seguiranno nel Regno Unito".

E ancora: "Il nostro sogno originario era quello di chiudere la stagione a Londra, ma non è stato facile", ha detto il carismatico imprenditore spagnolo, prima di un giro in bicicletta insieme ai propri collaboratori su quelle strade del Battersea Park che diventeranno una pista nel giro di pochi giorni. "Non è stato facile trovare un luogo per organizzare questo tipo di manifestazione. Ci sono molti soggetti coinvolti nell'organizzazione di una competizione motoristica che voglia definirsi sicura. Ci sono enti regolatori come la FIA e la Motor Sports Association in Gran Bretagna. Gli standard di sicurezza sono estremamente alti".

Battersea Park è un parco di 0,83 km quadrati sito nella zona di Battersea della Central London. Si trova sulla riva sud del Tamigi di fronte a Chelsea e venne aperto al pubblico nel 1858. Nei giardini venne realizzato il primo campo per il gioco del calcio, praticato secondo le regole della neocostituita Football Association, il 9 gennaio 1864. I membri delle due squadre vennero scelti dal presidente della FA (Arthur Pember) e dal segretario (Ebenezer Cobb Morley) e comprendevano i più famosi calciatori dell'epoca.

Il tentativo di evitare interruzioni nella circolazione stradale della capitale del Regno Unito è stato un altro fattore importante nella scelta della location precisa. Alejandro Agag ha continuato a spiegarlo: "Se teoricamente si chiudesse Hyde Park Corner anche soltanto per un'ora, l'ingorgo si estenderebbe come un virus, immediatamente e ovunque nella City. Avevamo bisogno di trovare qualcosa che soddisfacesse le nostre condizioni. E da qualche parte lo abbiamo trovato. Chi ha progettato questo bellissimo parco due secoli or sono (afferma alludendo a Battersea Park, lungo il fiume Tamigi, ndr), lo ha fatto con... una pista dentro. Abbiamo dovuto fare modifiche minimali per rendere queste strade un affascinante circuito automobilistico, un luogo iconico in cui guardare ciò che di meglio offre il motorsport".

L'imprenditore e politico spagnolo, CEO della Formula E Holdings, è convinto che la scelta di gareggiare in un sito temporaneo all'interno di un giardino pubblico non danneggi affatto lo spazio a disposizione dei cittadini londinesi. In origine, si era però pensato a un tracciato temporaneo all'interno e all'esterno dell'Exhibition Centre London, il quartiere fieristico ubicato fra Canary Wharf e il London City Airport. "Questa è la prima volta nella stagione che andremo a correre in un parco", ha commentato, forse ricordando l'esperienza barcellonese del Montjuïc in Formula 1 e Motomondiale sino agli Anni 80. "E noi pensiamo che sia un grande messaggio. Auto pulite e mobilità ecosostenibile: ci si sente circondati da un'atmosfera molto confortevole in un parco, in uno spazio verde come questo. Stiamo facendo ogni sforzo per rendere questo giardino migliore di come lo abbiamo trovato quando siamo arrivati e pensiamo che il risultato sarà centrato. Battersea Park avrà numerose migliorie dopo la corsa. Vogliamo che i nostri due ePrix siano un fatto positivo per il giardino".

L'obiettivo finale di tutti è quello di una città più pulita, un risultato per il quale il grande capo della Formula E pensa che lo sport possa svolgere un ruolo di primo piano. "Riteniamo che i nostri obiettivi e gli obiettivi del Sindaco di Londra e delle altre autorità coinvolte, come il Consiglio del Borgo di Wandsworth, che ha avuto un atteggiamento incredibilmente collaborativo affinché la gara si potesse realizzare, siano sostanzialmente gli stessi: rendere le nostre città più sostenibili, avere più auto elettriche a formarne il traffico. Il nostro scopo finale è che un domani ogni automobile circolante sul pianeta Terra possa essere elettrica. Vedremo quanti anni ci vorranno, ma accadrà. E la Formula E vuole dare il proprio contributo. Grande o piccolo che sia il nostro aiuto, vogliamo concorrere a questo obiettivo, in termini di tecnologia, ma anche sul piano di un cambiamento della percezione che si ha della mobilità elettrica”.

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula E
Evento Global launch party: Londra
Articolo di tipo Ultime notizie