Il Brabham Project rileverà un attuale team di F.E?

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Il Brabham Project rileverà un attuale team di F.E?
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, Direttore Responsabile Motorsport.com Switzerland

L'innovativa struttura dell'australiano, da sempre vicino a Lord Paul Drayson, sta valutando la partecipazione

Il Project Brabham, l'iniziativa lanciata da David Brabham per garantire un "nuovo e coraggioso approccio" alle corse e rendere il motorsport più accessibile, trasparente e coinvolgente per i fan, potrebbe avere uno sviluppo insospettato. Soprattutto dal punto di vista di permettere alle realtà agonistiche di essere autosufficienti in termini finanziari e di rapporti con l'opinione pubblica...

"Al momento, posso soltanto dire che il Campionato FIA la Formula E è una categoria alla quale sono molto interessato", ha dichiarato l'ex pilota australiano di Formula 1, nonché vincitore della 24 Ore di Le Mans, al giornalista Sam Smith di Motorsport.com. "Nel medio e lungo termine, ma sì, ve lo confermo: vorremmo essere coinvolti in questa categoria e l'interesse da parte nostra è alto. Nel breve periodo abbiamo bisogno di strutturarci e capire bene come farlo, ma abbiamo sicuramente più di un occhio sulla Formula E…".

Una delle squadre esistenti e attive nella serie a emissioni zero (c'è chi sussurra sia il Team Aguri, il cui impegno sarebbe stato comunque finanziato per due stagioni a prescindere dallo sponsor Amlin, “fuggito” alla scuderia Andretti Autosport...) potrebbe essere disponibile per l'acquisto entro la fine di quest'anno solare.

David Brabham, insieme alla Drayson Racing Technologies, società del pioniere delle tecnologie sostenibili nonché avvocato... da corsa Lord Paul Drayson, sarebbe in cima alla lista delle potenziali organizzazioni interessate a un coinvolgimento nella categoria elettrica, peraltro dopo aver ceduto la propria franchigia d'iscrizione un anno fa in extremis al Team Trulli.

Il “canguro” rimane però cauto in merito a coinvolgimenti immediati, come ha insistentemente sottolineato: “Molto dipenderà da quello che abbiamo a nostra disposizione", ha continuato David Brabham. "Non ha senso fare nulla se non abbiamo la possibilità di farlo nella maniera più giusta. Il campionato è ancora molto 'giovane' e resta una realtà nuova”.

E ancora: "Sono sicuro che ci sono squadre là fuori che stanno lottando duramente, mi congratulo con tutti i soggetti attivi nel campionato, ma per me è troppo presto prendere impegni. È chiaramente un qualcosa che punta a procedere per gradi, soprattutto per il modo in cui è commercializzata e organizzata”.

"Conosco Paul (Lord Drayson, l'ex proprietario del team impegnato nella maratona della Sarthe, ndr) abbastanza bene, e ho parlato con lui da vicino dell'argomento alcuni anni fa prima della partenza effettiva della Formula E. Abbiamo discusso della cosa, aveva un potenziale investitore, ma alla fine non se n'è fatto nulla. Le cose accadono rapidamente nelle corse, quindi chissà quali opportunità potrebbero sorgere", ha raccontato Brabham.

David ha presenziato a una delle sessioni di test a Donington Park nel mese di agosto ed è rimasto impressionato dalla maniera in cui la categoria “full electric” si sta espandendo e sta coinvolgendo e accrescendo la propria base di fan. "La tecnologia (alludendo al Web, ndr) sta ovviamente cambiando il modo in cui le persone interagiscono con lo sport", ha continuato il driver australiano.

"Il pubblico vuole una maggiore conoscenza di ciò che accade e desidera essere coinvolto in misura sempre maggiore. Allora, secondo me, ciò che sta facendo oggi la Formula E è la cosa giusta da fare, ciò che è 'necessario fare', in quanto gli organizzatori hanno bisogno di identificarsi come una nuova entità, di spingere 'mediaticamente'. Utilizzano ogni strada per crescere, e fanno bene: penso che in futuro emergerà un nuovo modello di corse”.

L'ex driver della Brabham e della Simtek in Formula 1, rispettivamente nel 1990 e 1994, ha le idee chiare: "Il 'dietro le quinte', il backstage, nel motorsport è in realtà molto spesso ormai più emozionante e coinvolgente dell'attività che avviene in pista. Pertanto, combinando i due fattori, si ottiene una situazione win/win (come si dice nel marketing, ndr). “Proprio questo è ciò che la Brabham Digital sta cercando di fare, per garantire una capacità di migliorarsi a tutti i soggetti coinvolti nel pacchetto”.

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