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Formula E Diriyah I

FE | Arabia Saudita: Wehrlein brilla nel deserto vincendo in rimonta

Seconda vittoria "elettrica" in carriera per Pascal Wehrlein, che sotto i riflettori di Diriyah guida la rimonta Porsche triofando davanti all'Andretti di Jake Dennis in una gara decisa sulla strategia e incerta fino all'ultimo. Primo podio stagionale per Sam Bird, quarto il poleman Buemi.

Pascal Wehrlein, Porsche

Si accendo i riflettori sulla notte di Diriyah e sotto le luci artificiali va in scena una delle gare più belle e tirate degli ultimi anni di Formula E. In un finale al cardiopalma, incerto fino alla bandiera a scacchi, ad aggiudicarsi la prima vittoria stagionale è Pascal Wehrlein, autore di una performance di alto livello dalla nona posizione sulla griglia di partenza grazie a una strategia estremamente oculata, specie nella gestione dell’energia.

Dopo una prima parte di gara di attesa, in cui era comunque stato in grado di riportarsi tra i primi cinque, verso metà corsa il tedesco ha iniziato a ricongiungersi al gruppo e farsi sempre più minaccioso sui piloti di testa, potendo contare anche su un 2% di batteria in più rispetto ai rivali.

Dopo aver tentato in più occasioni il sorpasso su Sam Bird, capace di fare la differenza in uscita da curva 17 rendendo estremamente complesso l’attacco alla chicane andando sulla linea più sporca, a circa dieci tornate dalla fine è arrivata la mossa decisiva che ha assicurato la vittoria al tedesco, con una bella staccata alla 18.

Potendo contare su una minima - ma molto importante - quantità di energia in più, Wehrlein è poi stato in grado di spingere per assicurarsi quel gap utile per attivare l’ultimo Attack Mode mantenendo comunque la testa della corsa, respingendo poi l’assalto finale di un Jake Dennis che non voleva darsi per vinto. Dopo essere scattato dalla dodicesima posizione, infatti, il britannico è stato autore di una performance sublime, anche nel suo caso costruendo la rimonta su una visione tattica in cui ha saputo bilanciare alla perfezione le fasi di attesa a quelle di attacco.

Probabilmente, con un giro in più a disposizione il portacolori dell’Andretti sarebbe stato in grado di tentare un affondo ma, al netto del successo sfuggito per solo mezzo secondo, indubbiamente sia il team che Dennis possono concludere la giornata con un sorriso. Una prova da pretendente al titolo, ma anche un messaggio agli avversari. La qualifica aveva ingannato, perché in gara i valori sono stati completamente ribaltati, facendo tornare alla ribalta i motorizzati Porsche che, così come a Città del Messico, hanno ben figurato conquistando vittoria e posizioni di vetta.

Terzo posto per Sam Bird, il quale dopo aver preso la testa della gara dopo una decina di giri, sembrava poter avere il passo per tentare la fuga, la quale tuttavia non si è concretizzata. Non è un caso che, considerando la progressiva rimonta dei motorizzati Porsche dalle retrovie, intorno alla ventesima tornata dai box gli avessero suggerito di spingere per aumentare il distacco dal trenino alle sue spalle, avendo però l’effetto contrario di metterlo in crisi con la gestione dell’energia.

Pur tentando in diverse occasioni di mantenere la sua posizione al comando con una strenua difesa prima della chicane, il britannico non ha potuto fare molto contro Wehrlein prima e Dennis poi, dovendosi accontentare della terza posizione finale. Si tratta comunque di un podio incoraggiante, sia per lui che per la Jaguar, che quantomeno in questo primo appuntamento a Diriyah è stata in grado di giocare un ruolo attivo nella lotta di vertice.

Buemi è riuscito a mantenere la testa della corsa alla partenza, prima di subire il sorpasso di Bird e la rimonta dei motorizzati Porsche. Dietro Rast e Evans sono arrivati al contatto.

Buemi è riuscito a mantenere la testa della corsa alla partenza, prima di subire il sorpasso di Bird e la rimonta dei motorizzati Porsche. Dietro Rast e Evans sono arrivati al contatto.

Photo by: Alastair Staley / Motorsport Images

Dopo la pole del pomeriggio, probabilmente Sebastien Buemi nutriva qualche speranza in più per la gara, ma anche lo svizzero si è dovuto arrendere ai motorizzati Porsche, riuscendo però a resistere all’attacco finale della McLaren di Rast grazie a una gestione dell’energia oculata. Seppur non sia mai stato attore protagonista, il pilota dell’Envision è stato autore di corsa a lungo completata in zona podio, conclusa poi con un quarto posto.

Dopo una prova opaca in Messico, a Rast serviva una prova d’orgoglio e in Arabia Saudita non ha deluso, riuscendo a portare a casa una quinta posizione che tenterà di migliorare nella giornata di domani.

Da rimarcare anche la rimonta di Nick Cassidy con l’altra Envision, il quale in qualifica non aveva convinto mancando la zampata decisiva nella fase chiave della lotta a gruppi, venendo però fuori sulla lunga distanza. Primi punti stagionali per Jean Eric Vergne grazie al settimo posto sotto la bandiera a scacchi, davanti a un Hughes calato nel finale dopo aver preso il via dalla prima fila, André Lotterer con l’altra Andretti e Mitch Evans a concludere la top ten. Il neozelandese ha dovuto anche scontare una penalità di cinque secondi per un contatto con Rast nelle primissime fasi di gara.

Il contatto che ha visto coinvolto Da Costa a inizio gara, costringendolo a rientrare ai box per cambiare ala anteriore.

Il contatto che ha visto coinvolto Da Costa a inizio gara, costringendolo a rientrare ai box per cambiare ala anteriore.

Photo by: Carl Bingham / Motorsport Images

Fuori dai punti Di Grassi con la Mahindra, così come le due Nissan di Nato e Fenestraz: quest’ultimo è stato anche costretto a una sosta imprevista, avendo danneggiato il musetto nel momento in cui stava tentando di attivare l’Attack Mode.

Dopo la bella performance in qualifica, non è riuscito a confermarsi in gara Dan Ticktum, scivolato al quattordicesimo posto.

Sfortunato Antonio Felix da Costa, costretto a un pit stop già al termine del primo giro per sostituire l’ala anteriore, mentre rimane ancora attardata Maserati: Max Gunther non ha preso parte alla corsa dopo a causa dei danni rimediati in qualifica in un impatto violento contro le barriere, mentre Edoardo Mortara è stato costretto al ritiro per un problema tecnico, in quella che comunque si stava trasformando in una prestazione anonima nelle retrovie.

 

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