Di Grassi: “Le nuove Formula E non devono emulare la F.1”

In attesa del primo test privato fissato in ottobre, il campione in carica della serie “full electric” ha confermato che le vetture che vedremo nella stagione 5 avranno un look differente rispetto all'attuale...

Sebbene la loro progettazione sarà affidata ancora una volta alla Spark Racing Technology, che nel corso dell’ultimo week end del campionato a Montréal ha mostrato ai team un’anticipazione di quello che sarà il futuro, il disegno delle monoposto in azione nel 2018-2019 sarà lontano dall’attuale "simil F1", soprattutto nella zona posteriore e dell’abitacolo, rivisitato per l’inserimento del sistema HALO.

A dichiararlo ad Autosport il pilota ABT Schaeffler Audi Sport, Lucas Di Grassi, fresco vincitore del Campionato FIA di Formula E. “Le macchine saranno molto diverse. Per agevolare i duelli le dimensioni resteranno abbastanza simili, ma strutturalmente saranno più resistenti proprio per rendere più fattibili le battaglie”, ha rivelato il brasiliano. 

“Esteticamente sono belle, inoltre non vi è grande presenza dell’aerodinamica. Alla fine a chi interessa se le auto sono di un secondo più veloci o lente se sono tutte uguali? La "aero” dovrebbe essere basica e non influenzare troppo le corse, mentre bisognerebbe garantire efficienza, potenza e sicurezza. Se verranno mantenuti questi standard, allora sarà un sicuro successo malgrado l’aspetto da monoposto tipo Roborace, moderne e non basate sulle Formula 1”, ha poi aggiunto.

Mentre il Presidente FIA Jean Todt ha promesso sorprese in termini di “sicurezza e tecnologia”, il vincitore della coppa 2016-2017 si è proclamato scettico a proposito della protezione del cockpit.

“Chiudere la monoscocca significa eliminare il concetto di ruote scoperte”, la riflessione del driver di San Paolo. 

“All’opposto proteggere le ruote rende le macchine più efficienti e futuristiche. A mio avviso il punto che non è stato centrato è che un veicolo elettrico permette di creare progetti impensabili per un mezzo dotato di motore a combustione interna. Ad esempio, avendo a disposizione un propulsore nelle ruote si possono integrare batteria e diffusore e ricevere aria fresca dal fondo”.

“Ciò che conta è non replicare le vecchie idee per una categoria che potrebbe dare vita a qualcosa di assolutamente inedito, considerata la tecnologia che la spinge. Capisco che per i modelli correnti si sia cercato un compromesso, ma non per quelli di domani”, ha quindi concluso.

 
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