Buemi: “Giornata complicata: ho dovuto fare un reset dell’auto”

Dodicesimo al traguardo, il vice campione in carica della F.E ha dovuto affrontare un primo avvio di stagione abbastanza difficoltoso o, comunque, al di sotto delle attese da podio a cui da anni è abituato.

Buemi: “Giornata complicata: ho dovuto fare un reset dell’auto”
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Nicolas Prost, Renault e.Dams, Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Sébastien Buemi, Renault e.Dams, guarda lo schermo durante le qualifiche
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Sébastien Buemi, Renault e.Dams
Sebastien Buemi, Renault e.Dams
Sebastien Buemi, Renault e.Dams
Sebastien Buemi, Renault e.Dams
Sebastien Buemi, Renault e.Dams
Sebastien Buemi, Renault e.Dams
Sebastien Buemi, Renault e.Dams

Che il suo round numero 1 ad Hong Kong non sarebbe stato una passeggiata lo si era capito dalla qualifiche quando era stato costretto ad accontentarsi del nono posto, ma di certo Sébastien Buemi per la gara si immaginava qualcosa di diverso.

“È stata una giornata complicata. Ho fatto una buona prima parte di corsa, ma poi, in un’uscita dalla pit lane dopo il cambio vettura, mi sono ritrovato in panne”, il racconto dello svizzero.

“Ho dovuto fare un reset e perso tanto tempo, inoltre ho accusato dei problemi tecnici. È comunque positivo aver constatato di avere il ritmo della concorrenza, per cui daremo il massimo per essere avanti nel secondo round”.

 

Uno storico duello

E, giusto per non smentire la sua connaturata vena polemica, l’ex Toro Rosso in Formula 1 se l’è in seguito presa con Lucas Di Grassi, reo di essersi difeso in maniera un po’ troppo aggressiva quando i due erano in lotta per il sesto posto e hanno finito per toccarsi alla curva 1.

Tra l’altro, a qualche tornata di distanza, il pilota Audi è stato costretto al ritiro per danni alla sospensione posteriore destra, inizialmente imputati dal team alla collisione con il driver Renault, salvo poi scoprire che il crash "colpevole" era stato quello nelle primissime battute con il compagno di squadra Daniel Abt.

 

Pur approvando il tentativo del brasiliano di pararsi le spalle, secondo 'Seb' ad un certo punto avrebbe dovuto cedere la posizione. “Quando ci si avvicina alla curva diventa difficile continuare a chiudere, perché ad un tratto ci si tocca. Per quanto mi riguarda ho cercato di stare il più vicino possibile al muro”, ha affermato ad Autosport/Motorsport.com.

“Ma, visto quanto era stretto il tornantino, ho finito per spingerlo e rovinare sia la mia, sia la sua macchina. Alla fine l’ho sorpassato lo stesso, ma a mio avviso la sua difesa è stata troppo dura”.

Dal canto suo, Di Grassi ci ha tenuto a leggere la vicenda con imparzialità. “Al restart dopo la Safety Car, Daniel (Abt, ndr) ha frenato all’interno della curva 2 e io ho preso l’esterno, così ci siamo toccati le ruote e il braccetto della mia sospensione ha ceduto”, l’analisi del 33enne.

“Stavo procedendo lentamente e Buemi mi ha raggiunto. A quel punto lui è andato sullo sporco e ha ritardato la frenata. Io ho cercato di mantenere la posizione e ci siamo sfiorati. La mia monoposto comunque non si è danneggiata”.

 

“Successivamente ho tenuto un piccolo vantaggio e sono rimasto attaccato ai ragazzi davanti malgrado l’auto si mettesse di traverso sul dritto. Senza la rottura della sospensione, avrei potuto recuperare”, ha infine confidato il paulista. 

 

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