Agag: “Finalmente saremo nella 'capitale del mondo'!”

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Agag: “Finalmente saremo nella 'capitale del mondo'!”
Tradotto da: Gabriele Testi, Direttore Responsabile Motorsport.com Switzerland

Il fondatore della Formula E, che si aspetta un’altra stagione sportiva “decisa all’ultima gara”, si compiace dell'inedita presenza di New York nel calendario 2016-2017 e di molto altro ancora…

ePrix di New York, layout del circuito
Manhattan, lo skyline
Alejandro Agag, CEO Formula E
Monoposto di Formula E e lo skyline di New York City
Monoposto di Formula E e lo skyline di New York City
Monoposto di Formula E e lo skyline di New York City

In una lunga intervista rilasciata nei giorni scorsi, il CEO della Formula E, Alejandro Agag, ha parlato della sfida perfettamente riuscita di portare la sua categoria nella “Grande Mela” l'anno prossimo e delle sue aspettative per la prossima stagione di gare, che inizierà a Hong Kong il 9 ottobre.

Quanto è stato eccitante presentare l’ePrix di New York davanti a un panorama e una skyline così incredibili?
"Siamo a Brooklyn, ne sono felice perché è proprio qui che abbiamo annunciato il primo ePrix di New York. Ci abbiamo lavorato per molti mesi, anni, direi, perché l’obiettivo era quello di portare la Formula E in una delle capitali del mondo globalizzato. Anzi, in quella che molti definiscono ‘la’ capitale del mondo...”.

E ancora: "Mercoledì scorso abbiamo reso noto con gioia di avercela fatta. La Formula E correrà proprio qui, presso il terminal delle navi da crociera di Brooklyn, e questo è stato uno dei giorni più grandi nella storia della nostra categoria, in quanto abbiamo potuto presentare al mondo l’ePrix di New York". 

Quanto spettacolari saranno le immagini televisive, a tutto beneficio del pubblico, che la gara sarà capace di mostrare al mondo nel prossimo mese di luglio?
"La Formula E vuole gareggiare in luoghi che le persone possano riconoscere subito. Stai guardando le auto in tivù, si vede lo sfondo, e dici 'oh, sono in questa o in quella città'. Qui, scrutando a destra, si vede la Statua della Libertà; proprio dietro di me, c’è il centro di Manhattan. Così facendo, i tifosi potranno assistere alla gara e affermare immediatamente: ‘caspita, delle monoposto stanno correndo a New York...’".

Perché le gare di Formula E si svolgono “in città”?
"Con la Formula E vogliamo portare sempre di più il motorsport alla gente: ecco il motivo per il quale collochiamo queste gare nei centri storici delle città. Lo portiamo in luoghi nei quali si può arrivare con i mezzi pubblici e che sono di facile accesso. Nei giorni della corsa, proprio a New York sarà operativa una nuova linea di traghetti. Ciò faciliterà alle persone le modalità con cui venire in pista e godere dello spettacolo delle auto elettriche. In questo modo immaginiamo che i tifosi, un domani, saranno più propensi ad acquistare un'auto elettrica. Dunque, ecco perché sbarcheremo nel cuore di New York".

Quanto è compatibile la città di New York con gli obiettivi del campionato e il concetto della mobilità sostenibile?
"Penso che New York e la Formula E giochino una grande partita. Entrambi condividono gli stessi valori. Vogliamo promuovere al massimo la mobilità elettrica. Vogliamo ‘pulire’ le città. E Vogliamo renderle meno inquinate. E ciò può essere realizzato con le auto a emissioni zero. Penso che il fatto di avere la lettera ‘E’ dopo la parola ‘Formula’, l’essenza stessa delle gare elettriche, possa illustrare anche in questa metropoli il loro potenziale...".

Quindi è appropriato far visitare alla Formula E il luogo in cui si trova il maggior numero di stazioni di una metropolitana elettrica al mondo...
"Milioni di persone viaggiano su e giù per la città di New York ogni giorno con l’energia elettrica della metropolitana, ma ciò avviene... sotto terra. Quello che vogliamo fare è ripetere l’impresa ‘overground’, nelle strade, affinché ognuno possa muoversi con l’elettricità sopra e sotto terra, nella ‘tube’ così come per strada".

Che cosa direbbe a un newyorchese per introdurlo ai segreti della Formula E?
"Vorrei dire loro che c'è che un nuovo tipo di evento che sta arrivando nella loro città. Un evento che non è soltanto una gara, è molto di più, è una giornata in famiglia, un giorno sotto casa dove anche i bambini possono avvicinarsi a una nuova tecnologia, all'innovazione, a una realtà che prefigura ciò che accadrà presto in ogni altra città del mondo. Penso che sia un'occasione per vedere qualcosa di genuinamente nuovo, qualcosa che avrà davvero un influsso sulla mente di ciascuno perché è molto diverso da tutto quello che hanno visto finora. Direi ai newyorchesi di venire all’appuntamento della Formula E".

Quanto è importante l’inserimento di New York fra le metropoli del mondo che ospitano il Campionato FIA di Formula E?
“È noto che la Formula E voglia fare tappa nelle più grandi città del mondo e la terza stagione ha delle addizioni incredibili. Hong Kong, Marrakech, Montréal e New York: sono questi i conglomerati urbani nei quali vogliamo essere. Il fatto di correre in queste metropoli trasmette un messaggio molto forte: è l’idea che l'auto elettrica sia una soluzione per la mobilità in città e che l'inquinamento in questi territori possa essere veramente contrastato dalle automobili a emissioni zero. Questo è il messaggio che vogliamo lanciare". 

 

Come vede il fatto che molte grandi aziende e altri produttori di auto si stiano via via unendo alla categoria?
"Nella Formula E stiamo assistendo a una sorta di effetto valanga. Abbiamo iniziato molto lentamente e le persone si chiedevano 'questo esperimento avrà successo oppure no?’. Oggi la quantità di moto che abbiamo messo insieme durante la nostra marcia è molto grande. I grandi produttori di apparecchiature originali stanno arrivando. Quelli che c’erano fin dall'inizio, Renault, Citroën, Mahindra, ora sono affiancati dall’Audi e dalla Jaguar, ma altri sono in arrivo. E a loro si aggiungono anche aziende ad alta tecnologia come ZF, NextEV e start-up che godono di un sacco di finanziamenti e risorse tali da innescare una vera trasformazione nel campo dei trasporti collettivi e individuali, implementando i concetti di mobilità pulita, integrata e intermodulare e anche quello dei veicoli senza conducente. Queste sono le ragioni per le quali il futuro della mobilità sta entrando in massa in Formula E".

Quanto è entusiasta del fatto che il primo evento importante nella storia moderna del motorsport internazionale a New York sarà una gara di Formula E?
"Penso che siamo tutti di fronte ad un momento epocale, un fatto storico. È la prima volta, in epoca recente, che un evento motoristico internazionale, segnatamente una corsa FIA, si appresta a gareggiare in uno dei cinque quartieri di New York City. Dobbiamo gridarlo: ‘abbiamo una gara a New York!’”.

Qual è il valore economico di un’operazione simile?
"Penso che la portata potenziale di un mercato come quello di New York sia enorme. In cima a tutto, vi sono gli 8 milioni di persone che vivono in città, cui si aggiunge un numero di abitanti che possiamo immaginare oscillare da 15 a 20 milioni nella zona più grande e più esterna: questa è la capitale del mondo. Gli occhi di tutto il pianeta saranno puntati su questa gara alla televisione, dal Giappone alla Cina, all'Europa. Il fatto di essere approdati a New York offre scenari infiniti ed è una grande opportunità per la Formula E".

È sorpreso di quanto la serie sia cresciuta dopo la gara inaugurale di Pechino di due anni fa?
"Penso che siamo ben oltre le migliori aspettative. Il campionato ha conosciuto un'evoluzione incredibile. Quando ero a Pechino la prima volta il mio sogno più ottimistico era forse quello di potermi ripresentare in Cina l'anno seguente avendo garantito continuità al progetto. Invece, noi abbiamo ampliato la portata dell’iniziativa. Adesso, siamo qui con Manhattan alle mie spalle, nel quartiere di Brooklyn, in una location incredibile per una competizione automobilistica. Il tutto calato in un mercato in cui molte persone hanno provato a fare una gara in passato, ma pochissime ci sono riuscite davvero...”.

E ancora: "Così facendo, siamo andati completamente al di là di ciò che ci aspettavamo anche a essere molto ottimisti. Adesso ci attendiamo ancora più sorprese perché questo è soltanto l’inizio e sono convinto che andremo di bene in meglio".

Che cosa le piace di New York City?
"Come ho già detto, NY è probabilmente la ‘capitale del mondo’. In una città con questa energia, penso che si possa riuscire in tutto ciò che si fa. A titolo di paragone, il mondo sta a un’orchestra come questa città sta a una batteria, e questa è la più grande di tutte. L'energia di New York renderà la nostra gara la più speciale di tutte”.

Un evento globale per definizione…
"Da Central Park a Soho, a Brooklyn, tutte le persone che vivono a New York e quelle che risiedono nella periferia della ‘Grande Mela’ potranno godere di uno spettacolo realmente globale come è la Formula E. Nella nostra categoria, abbiamo piloti che arrivano da Brasile, Francia, Cina: insomma, da tutto il mondo. E ci sono tantissime persone provenienti da quegli Stati che vivono qui a New York. Penso che stiamo portando lì uno spettacolo universale di cui potranno godere tutti i newyorchesi". 

 

Quanto pensa che sarà intensa la gara di apertura del campionato a Hong Kong e quanto ritiene che possano essere competitivi i vari concorrenti?
"Noi addetti ai lavori della Formula E non vediamo l'ora che la gara di Hong Kong segni il rintocco di inizio della terza stagione. E sarà una stagione incredibilmente eccitante. Abbiamo già visto nei test che tutti hanno fatto un passo in avanti, la tecnologia è migliorata su tutta la linea. Ogni squadra ha fatto il proprio dovere e in campionato i vari concorrenti si apprestano ad essere molto vicini gli uni agli altri in termini prestazionali...”.

Novità ci sono state anche fra i piloti..
"La qualità dei driver è molto alta, quindi ci apprestiamo ad assistere a una lotta fantastica, per un campionato altrettanto fantastico. Entrambe le nostre prime due stagioni sono state decise all'ultima gara e pensiamo che la stagione tre non rappresenterà un'eccezione...”.

Anche il livello delle monoposto ne ha guadagnato...
"Penso che le nostre corse ci garantiranno ancora il meglio e che a prevalere alla fine sia la tecnologia migliore che sarà uscita dalla battaglia in pista. Questo perché, alla resa dei conti, quello che vogliamo è una Formula E che diventi un concorso fra diversi concetti tecnologici capaci di migliorare l’effettivo apporto di idee e soluzioni sui veicoli stradali elettrici". 

Di che cosa siete più entusiasti? I nuovi piloti? I costruttori all’esordio? E lei è in grado di azzardare un pronostico su chi si appresta ad eccellere?
"Sono stato a guardare i test, le performance erano molto ‘compatte’, ma ho visto qualcosa di molto interessante a Donington. Una delle scuderie non è un costruttore, ci sono nove squadre che realizzano il proprio apparato propulsore e una, la cinese Techeetah, che ha scelto di applicare la nostra regola ‘preferita’, che consente di utilizzare un’unità motrice di livello assoluto come quella Renault. Se per loro le cose dovessero andare bene, uno dei principi cardine della nostra categoria, cioè il fatto che i team diretta emanazione di un costruttore e quelli privati possano essere altrettanto competitivi in pista, ne verrebbe incredibilmente rafforzato...”.

Ma non soltanto: "C’è da dire che si aprirebbe anche la grande opportunità per le squadre che non hanno molti soldi di competere con soddisfazione in un campionato come la Formula E...”.

Qual è uno dei maggiori crucci per il futuro?
"Il problema principale, se di ‘problema’ vogliamo parlare, è il fatto che abbiamo numerosi costruttori che vorrebbero entrare nel campionato, ma noi vorremmo continuare a far sì che i team clienti restino competitivi e possiamo dimostrarlo proprio in questa terza stagione. Io vedo questo...". 

 

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