Correa esclusivo: "Il mio mondo è cambiato in pochi secondi"

L'incidente di Spa, la lotta per la sopravvivenza, la riabilitazione. Juan Manuel Correa ha raccontato in esclusiva a Motorsport.com il cammino che lo ha portato sino al ritorno al volante in questa stagione di Formula 3.

Correa esclusivo: "Il mio mondo è cambiato in pochi secondi"

Lo sguardo è fiero e deciso. Il sorriso sul volto è ben presente, nonostante le prove impegnative cui lo sta sottoponendo il destino. Juan Manuel Correa si presenta così al nostro appuntamento, con la leggerezza e la spensieratezza proprie di un qualunque ventunenne.

Quando si inizia a scavare nei ricordi, però, quello sguardo cambia per una impercettibile frazione di secondo e si avverte come quella corazza che Juan Manuel si è costruito abbia ancora bisogno di tempo per assestarsi.

Avere l’opportunità di chiacchierare con Correa è un’esperienza preziosa. Il timore di toccare tasti dolenti è subito spazzato via grazie ad una disponibilità che lascia spiazzati. Ci si trova subito in sintonia con un ragazzo che ti mette a tuo agio e sembra che ti conosca da sempre.

Manuel, non posso non iniziare congratulandomi per il tuo ritorno alle corse in questa stagione. E' stato un annuncio che ha lasciato tutti di stucco.
“E’ stata una grande notizia perché nessuno se l’aspettava dopo quanto accaduto a Spa ed in considerazione del poco tempo passato dall’incidente. Tutto è stato possibile grazie al durissimo lavoro di riabilitazione che ho compiuto in questo anno e mezzo. Ho sempre avuto come obiettivo quello di tornare a correre in auto il prima possibile”.

“Ho fatto più riabilitazione di quella suggerita dai medici ed ho cercato di accelerare i tempi. Sono orgoglioso di esserci riuscito e questo ritorno significa molto per me anche da un punto di vista mentale, è una grande conquista. L’ho fatto per me, ma anche per Anthoine e per chiudere un capitolo della mia vita”.

Lo scorso anno avevi già dichiarato di voler tornare nel 2021 e sembrava una battuta più che una dichiarazione d’intenti. E’ stato il tuo primo obiettivo?
“In realtà il mio primo obiettivo quando ero ricoverato era quello di sopravvivere. Quando ci sono riuscito il mio secondo obiettivo è stato quello di salvare la gamba. Successivamente, col passare dei mesi, ho iniziato a pensare al cambiamento che avrebbe subìto la mia vita, sia da un punto di vista fisico che mentale”.

“Ho riportato dei danni permanenti che avrebbero potuto mettere la parola fine alla mia carriera. Tutti pensavano che non sarei mai più riuscito a tornare in auto, sia i medici che la mia famiglia. Io però mi sono chiesto cosa avrei voluto fare per il resto della mia vita, e le corse erano la cosa che amavo di più”.

“Avrei potuto scegliere di andare all’università ed affrontare una vita “normale”, ma non avrei mai avuto le stesse sensazioni che mi hanno regalato le corse”.

“Pochi mesi dopo l’incidente ho deciso che sarei tornato a correre ed ho sfruttato questa scelta come motivazione per superare tutte le difficoltà derivanti dalle operazioni, dal dolore, dalla sofferenza per aver perso uno dei miei migliori amici e per aver rischiato di perdere la gamba”.

“In pochi secondi il mio mondo è cambiato completamente, mi sono trovato su una sedia a rotelle ed è stato duro da affrontare psicologicamente. Dovevo trovare una motivazione per superare tutto questo nonostante tutti mi dicessero che ero pazzo e che sarebbe stato impossibile tornare a correre in così breve tempo. Non ho mai dato peso a queste voci negative e mi sono detto che ce l’avrei fatta”.  

Lo scorso anno sei tornato fisicamente a Spa. Che emozioni hai provato in quel weekend?
“Ho ricevuto una bella accoglienza, molto calorosa. Purtroppo con le restrizioni dovute al COVID non ho potuto incontrare tutte le persone che avrei voluto, ma ho sentito l’affetto di una famiglia. Quella visita mi ha dato una motivazione extra per tornare”.

“E’ stato un weekend emozionante, era l’anniversario dell’incidente. Ho incontrato la madre di Anthoine, l’ho vista per la prima volta dopo quel tragico 31 agosto. E’ stato un weekend bello, ma anche intenso. Per me era necessario esserci per pagare il mio tributo ad Hubert”.

La scorsa settimana hai affrontato una giornata di test al Paul Ricard con una GP3. Com’è stato tornare al volante di una monoposto dopo tutto questo tempo?
“Il test è andato bene. Fisicamente devo lavorare ancora un po' sulla preparazione, soprattutto per i muscoli della gamba perché ho avvertito del dolore, ma sono rimasto sorpreso di essere stato in grado di spingere sul gas completamente e senza alcuna modifica alla vettura. Era la cosa che mi preoccupava di più”.

“Tornare dopo un anno e mezzo è stato impegnativo. Sarà una stagione di grandi sfide, ma ho scelto di correre in Formula 3 proprio perché il campionato inizierà a maggio ed avrò così la possibilità di essere pronto fisicamente per il primo round. Voglio essere competitivo, non mi interessa correre nelle retrovie per la prima metà di stagione”.

“Ovviamente sarà un anno di transizione perché dovrò anche proseguire la mia riabilitazione per migliorare la mia qualità di vita e spero di poter camminare presto senza l’assistenza delle stampelle”.

Hai già sorpreso tutti con il tuo ritorno quest’anno, dobbiamo aspettarci di vederti in Formula 2 nel 2022?
“Ero già in Formula 2 nel 2019 e nel mio anno di debutto avevo conquistato due podi. Al momento sono concentrato completamente su questa stagione, vediamo che risultati otterrò e come recupererò con la gamba”.

“Questa stagione servirà da preparazione per la prossima, ma non escludo di puntare al ritorno in Formula 2. Bisognerà vedere se avrò anche il supporto economico per poter correre, dato che sono richiesti budget impegnativi. Vedremo, non si sai mai cosa potrà accadere”.

L'intervista completa con Juan Manuel Correa sarà disponibile domenica 28 febbraio alle ore 17:30 per tutti gli abbonati Prime.

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Serie FIA F3
Piloti Juan Manuel Correa
Team ART Grand Prix
Autore Marco Di Marco