Yamamoto: "Spero e mi aspetto che Honda torni in Formula 1"

Masashi Yamamoto spera che la Casa giapponese possa tornare sui suoi passi dopo aver deciso l'addio alla Formula 1 al termine di una stagione conclusa con la conquista del titolo piloti con Max Verstappen.

Yamamoto: "Spero e mi aspetto che Honda torni in Formula 1"

Quello della Honda in Formula 1 è stato un percorso iniziato in modo complesso e concluso con un trionfo inatteso. Il costruttore giapponese, tornato nella massima serie nel 2015, ha faticato più del previsto nel corso dei tre anni trascorsi come fornitore della McLaren, ma quando ha abbandonato il team di Woking per legarsi prima alla Toro Rosso e poi alla Red Bull ha iniziato a mettere insieme tutte le tessere del puzzle.

Sembrano lontani i ricordi di pochissimi chilometri di test percorsi quando le power unit giapponesi erano installate sulle McLaren. Oggi, pensando alla Honda, tutti hanno bene impressa nella mente l’immagine di Max Verstappen che nel corso dell’ultimo giro del GP di Abu Dhabi supera Lewis Hamilton per artigliare il primo titolo iridato.

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La Honda ha così chiuso nel migliore dei modi il suo percorso nell’era turbo ibrida della F1. Il colosso giapponese, infatti, aveva annunciato il 2 ottobre 2020 che quella 2021 sarebbe stata l’ultima stagione come fornitore di power unit.

La decisione ha lasciato l’amaro in bocca anche a Masashi Yamamoto, responsabile del reparto Motorsport di Honda, che spera in una marcia indietro della Casa.

“Personalmente spero e mi aspetto che la Honda decida di tornare in Formula 1. Tutto dipenderà dalle persone più giovani appassionate di motorsport. Se loro riusciranno a convincere il senior management allora potrà accadere. La storia solitamente si ripete, quindi spero che possa davvero accadere”.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16B, Lewis Hamilton, Mercedes W12

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16B, Lewis Hamilton, Mercedes W12

Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images

Yamamoto ha poi voluto sottolineare il grande lavoro compiuto da tutti gli uomini impegnati nel progetto F1 per riuscire ad avere la meglio contro un avversario che sembrava imbattibile come la Mercedes.

“Anche avendo dovuto affrontare delle difficoltà logistiche, in parte dovute alla pandemia da COVID-19, in questa ultima stagione abbiamo lottato alla pari con rivali molto forti e siamo riusciti a conquistare il titolo piloti”.

“Questo risultato è arrivato grazie al duro lavoro di tutti gli ingegneri ed i meccanici. Non hanno mai mollato, anche nei momenti più difficili. Siamo stati in grado di dimostrare la validità e l’efficacia della nostra tecnologia e la capacità della nostra forza lavoro”.

Yamamoto ha infine ringraziato sia la Red Bull che l’AlphaTauri per il grande supporto svolto negli ultimi anni, elogiando in particolar modo il team faentino per la mentalità aperta con la quale ha accolto il costruttore giapponese.

“Naturalmente non avremmo potuto raggiungere questi risultati senza il grande lavoro svolto dai nostri partner Red Bull ed AlphaTauri. Con la prima abbiamo conquistato il titolo, mentre la seconda ci ha accolto con una mentalità aperta permettendoci di andare avanti dopo tre anni difficili”.

“Ovviamente non possiamo dimenticare la McLaren, con cui abbiamo iniziato questo progetto nel 2015,  né tutti i piloti che hanno lavorato con noi dando sempre il massimo per ottenere i migliori risultati possibili. Possiamo dire che il nostro progetto è stato un successo perché lasciamo questo sport dopo aver aiutato Max Verstappen a vincere il campionato piloti”.

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