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Wolff: "Hamilton non è il leader del team Mercedes!"

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Wolff: "Hamilton non è il leader del team Mercedes!"
Di:
Co-autore: Franco Nugnes
26 mag 2017, 12:26

Il capo di Mercedes Motorsport, spiega che il pilota inglese è perfettamente parte della squadra, ma non è il leader, perché anche il pilota deve diventare un team member. Toto si augura che la F.1 lasci i circuiti ricavati nei parcheggi di un supermarket.

Lewis Hamilton, Mercedes-Benz F1 W08 Hybrid
Toto Wolff, Direttore Esecutivo Mercedes AMG F1
Lewis Hamilton, Mercedes-Benz F1 W08 Hybrid
Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W08
Nico Rosberg
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W08
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W08
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W08
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W08
Engineers in the Mercedes garage
The sign above the garage of Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1
James Allison, Technical Director, Mercedes AMG F1
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, on his motorbike
Valtteri Bottas, Mercedes-Benz F1 W08
Mercedes-Benz F1 W08 Hybrid in the garage
Mercedes-Benz F1 W08 Hybrid under covers
Lewis Hamilton, Mercedes-Benz F1 W08
Toto Wolff, Executive Director, Mercedes AMG, and Niki Lauda, Non-Executive Chairman, Mercedes AMG,
Niki Lauda, Presidente Non-Esecutivo, Mercedes AMG, e Lewis Hamilton, Mercedes AMG
Niki Lauda, Presidente Non-Esecutivo, Mercedes AMG

Toto Wolff, capo di Mercedes Motorsport, vuole rivalutare alcuni aspetti delle corse che negli ultimi tempi sono passati in secondo piano. Come il coraggio. Il manager austriaco considera che anche oggi sia una componente necessaria per essere piloti vincenti, ma bisogna cambiare i circuiti...
"
Per andare forte con le macchine attuali ci vuole ancora del coraggio, e credo che emerga particolarmente su certe piste. Ci sono alcuni circuiti che sembrano essere stati ricavati nel parcheggio di un supermercato, quando sbagli vai lungo e rientri. Ma per fortuna ci sono ancora piste, come Monaco, Spa, Monza o Suzuka, dove non si può sbagliare, e questi sono i circuiti dove dobbiamo andare”.

Se l’elettrico si farà strada come vedi il futuro dello sport dell’automobile?
“Ho visto gente per strada che ci chiedeva di dare la classica ‘sgasata’, voleva sentire il rumore del motore, vedere la macchina scattare! Oggi la produzione di serie si è indirizzata verso i propulsori ibridi, all’insegna della massima efficienza".

Il rumore deve essere rivalutato

"Grazie a queste tecnologie avremo vetture sempre di più performanti, ma il rumore resta una variabile troppo importante per essere ignorata. Nell’ultima generazione di Formula 1 non abbiamo valutato questo aspetto, ed è stato un errore. Oggi la situazione è un po’ migliorata, ma in vista dei nuovi motori che saranno in pista nel 2020 credo che l’aspetto ‘rumore’ sarà valutato attentamente”.

Rosberg ha spinto Lewis al massimo

Cosa credi abbia cambiato in Mercedes la partenza di Nico Rosberg?
“Nico ha avuto un ruolo molto importante nello sviluppo della squadra. Ha avuto poi il merito di spingere Lewis al suo limite, e per il team è stata la garanzia di avere due piloti che hanno alzato l’asticella gara dopo gara, fattore che ha contribuito al raggiungimento di grandi risultati".

"Nico ha anche un’importante attitudine tecnica, che ha aiutato molto il team. Considerando tutto, la perdita di Rosberg è stata notevole, ma credo che siamo riusciti a trovare la migliore alternativa sul mercato, Valtteri è un ragazzo razionale, intelligente, che ha una certa esperienza e che ha dimostrato di avere anche una grande performance.

"Rispetto alle stagioni scorse nel team sono cambiate delle dinamiche, ma ci sono anche degli aspetti positivi. Lo scorso anno la rivalità tra Nico e Lewis non è stata semplice da gestire, in alcuni momenti c’è stata una divisione all’interno del box, e siamo dovuto intervenire. Lewis ha riflettuto molto lo scorso inverno, ed oggi sotto alcuni aspetti è un’altra persona”.

In Formula 1 il pilota diventa team-member

Quanto è difficile gestire due campioni nello stesso box?
“Partiamo da quando un pilota inizia la sua carriera in karting. Le prime gare è solo, e magari anche spaventato, e sa che per emergere dovrà lottare con gli avversari e dare tutto se stesso. Poi i migliori emergono nelle serie minori fino ad arrivare in Formula 1, dove si trovano in un contesto differente, in cui c’è un team che ti dice che bisogna fare un lavoro di squadra, e che quando vai in pista rappresenti una grande azienda, e non è semplice per un pilota accettare questo cambiamento. Deve diventare un team-member, e questo a volte è contro il ‘dna’ del pilota”.

Hamilton non è il leader della squadra

Lewis ora si considera il leader della squadra?
“No, non ci sono leader nel team, o se vogliamo vederla diversamente, ci sono mille leader. Credo che Lewis si senta parte della squadra, e che abbia assimilato lo spirito di gruppo che c’è nel nostro team. A volte ci sono dei momenti difficili, ma questo non significa che si debba litigare, o che debbano nascere dei contrasti".

"La situazione con Valtteri è di un reciproco rispetto, non ci sono controversie, ma stima. Credo che Lewis sia contento di Valtteri, e viceversa Valtteri sia cosciente di chi sia Lewis. Poi, a dirla tutta, non è indispensabile che i piloti siano dei grandi amici, non credo che un team di Formula 1 debba essere un contesto confortevole, perché spingersi a vicenda fa bene a tutti. Ci sono sempre discussioni, ma sempre con rispetto”.

Motore indipendente? Mai competitivo con le Case

Si continua a parlare di motori ‘indipendenti’. Qual è la posizione della Mercedes?
“Al momento in Formula 1 abbiamo quattro differenti power unit di altrettante Case ufficiali. Parliamo di aziende importanti, come Ferrari, Honda, Renault e Mercedes. Non ci sono altre aree tecniche in Formula 1 in cui un team possa rivolgersi a quattro fornitori differenti, ma se riusciamo ad avere un quinto fornitore indipendente che possa garantire una power unit, credo che possa essere una cosa buona".

"La domanda è: può un’azienda indipendente fornire un motore competitivo contro quelli delle Case ufficiali che nel corso degli anni investono miliardi per essere dove sono? Ho dei dubbi. Facciamo un esempio: ipotizziamo che un imprenditore voglia entrare nel mercato delle bibite energetiche (esempio casuale? N.d.r) creando il suo prodotto. Ed immaginiamo che poi chieda che venga messo un limite di marketing alla Red Bull, perché altrimenti non ha chance di poter vendere la sua azienda. Ma non è così che funziona il mercato. Se un privato vuole realizzare una power unit dovrà contare su dei finanziamenti importanti. La Formula 1 deve rimanere la categoria tecnologica di riferimento, utilizzando i motori più potenti ed efficienti, e la via è quella dell’ibrido, ne sono più che convinto”.

Basta con le piste "aeroporto"!

Alla 1000 Miglia ti ha sorpreso la reazione della gente. Credi che nel futuro della Formula 1 debbano esserci più circuiti cittadini per andare incontro al pubblico?
“Assolutamente si, ne ero convinto anche prima della 1000 Miglia. Abbiamo l’esempio della Formula E, che corre solo nei centri di grandi città con un buon riscontro di pubblico. Le loro monoposto non le trovo spettacolari, ma in un contesto cittadino sembrano veloci. Dobbiamo spostarci dalle piste che definisco ‘aeroporti’, tra l’altro poco spettacolari, verso il pubblico. E poi c’è anche una componente legata alla guida. Su alcuni circuiti permanenti con vie di fuga infinite se mi alleno un paio di settimane posso anche fare la mia figura, perché non c’è rischio… ho esagerato? Magari dopo la 1000 Miglia mi sono montato un po’ la testa”.

Lauda? E' onesto con se stesso

I pro ed i contro del lavorare insieme a Niki Lauda?
“Niki è una persona tremendamente onesta con se stesso, ed anche se non è più un ragazzo continua ad evolvere il suo pensiero. Il Lauda che ho conosciuto all’inizio della nostra avventura in Mercedes era l’ex pilota, oggi è una persona che dà un importante contributo alla squadra al di là di quelle che sono state le sue esperienze precedenti a questa avventura".

"E’ anche il mio compagno di viaggio, sempre, il mio sparring-partner che non mostra molte emozioni in pista ma quando ripartiamo dopo una vittoria è sempre di buon umore, si capisce che è soddisfatto. E’ Niki Lauda!”.

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