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Vantaggio Honda: ha potuto lavorare durante il lockdown!

Il motorista giapponese è l'unico con una power unit evoluta: la FIA ha dato una deroga per lavorare a marzo ed aprile, appena prima del congelamento dei motori.

Vantaggio Honda: ha potuto lavorare durante il lockdown!

C’è una polemica sottotraccia che gira nel paddock di Formula 1, e riguarda la Honda. Nel Gran Premio d’Austria, primo appuntamento del Mondiale 2020, i giapponesi sono stati gli unici ad essere in pista con una power unit evoluta rispetto a quella utilizzata dei test di Barcellona, nonostante tra la fine marzo e l’inizio di maggio la FIA e le squadre abbiano concordato l’anticipo del periodo di lockdown che ai team viene imposto da anni nel mese di agosto.

La Honda è stato l’unico costruttore di power unit a riuscire a portare in pista un aggiornamento prima dell’entrata in vigore del congelamento, provvedimento che blocca lo sviluppo dei motori fino al termine del Mondiale. I giapponesi non hanno infranto i vincoli imposti dal regolamento, ma hanno sfruttato a loro vantaggio una deroga ottenuta dalla FIA nel mese di marzo.

Quando la Federazione Internazionale ha chiesto di anticipare la chiusura estiva, i dirigenti della Honda hanno chiesto l’autorizzazione a poter lavorare per quattro settimane tra aprile e maggio poiché in Giappone la normativa del lavoro prevede la chiusura obbligatoria delle attività nel mese di agosto.

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La FIA ha concesso l’autorizzazione, e nel momento in cui è stata accordata non sembrava garantire alla Honda alcun vantaggio, semplicemente i giapponesi avrebbero lavorato prima degli altri motoristi per poi fermarsi in estate quando la concorrenza avrebbe recuperato il tempo concesso.

Ma pochi giorni dopo l’okay ricevuto dalla Honda, è stata approvata la proposta di congelare le power unit alla vigilia della prima gara del Mondiale 2020, impedendo di fatto la possibilità di lavorare sui motori dopo il Gran Premio d’Austria.

La Honda ha potuto così lavorare quattro settimane in più della concorrenza, che si trova ora impossibilitata a recuperare le quattro settimane concesse ai giapponesi prima del via della stagione a Spielberg.

Un ‘pasticcio’ regolamentare, causato dalla combinazione di due provvedimenti che singolarmente non avrebbero dovuto creare squilibri, ma una volta abbinati hanno garantito un vantaggio non indifferente ad un solo concorrente, con non poco disappunto da parte degli altri motoristi.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16
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Foto di: Charles Coates / Motorsport Images

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16
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Foto di: Charles Coates / Motorsport Images

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16
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Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

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Serie Formula 1
Team Red Bull Racing , Toro Rosso
Autore Roberto Chinchero