Tender gomme F1: la Michelin studia il bando ma ha due grandi perplessità

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Tender gomme F1: la Michelin studia il bando ma ha due grandi perplessità
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27 lug 2018, 08:31

Il Colosso francese si riserva di partecipare al bando: Pascal Couasnon, direttore di Michelin Motorsport, nei prossimi giorni riunirà il suo staff per valutare il tendet, ma le gomme da 13" per il 2020 e l'alto degrado richiesto non piacciono affatto.

Garage Michelin
Pascal Couasnon, Michelin Motorsport Director
La Lotus F1 E22 con nuovi pneumatici e cerchi Pirelli da 18 pollici
Mario Isola, Racing Manager, Pirelli Motorsport

La Michelin sta valutando il tender aperto dalla FIA per la fornitura unica delle gomme di Formula 1 nel quadriennio 2020-2023. Pascal Couasnon, direttore di Michelin Motorsport si riserva di analizzare nei prossimi giorni il bando di concorso che la Federazione Internazionale farà scadere alla fine del mese di agosto.

Una fonte accreditata dello staff di Clermond Ferrand ha ammesso con Motorsport.com che la Michelin sta studiando un eventuale ritorno nel mondo della F1 della Casa francese che manca dal Circus dal GP del Brasile 2006 dopo 215 partecipazioni e 102 vittorie (GP del Giappone 2006 con Fernando Alonso sulla Renault), anche se ci sono almeno due aspetti del tender che lasciano perplessi i dirigenti francesi.

Il primo è che per un anno solo, il 2020, sarebbe necessario realizzare gomme con cerchi da 13”, per poi passare a quello ribassate da 18”. La Casa transalpina si è sempre dichiarata restia nel tornare a essere protagonista in un campionato dove si utilizzano pneumatici che non hanno una diretta attinenza con il prodotto di serie. Questo non vuole dire che la Michelin non sia in grado di produrre gomme da 13” per la F1, ma che quell’anno di transizione con i cerchi piccoli avrebbe un impatto molto forte nelle scelte.

Il secondo aspetto che determina una certa riserva sull’adesione al tender è che nel capitolato di appalto si chiedono espressamente gomme ad alto degrado per facilitare strategie diverse e, quindi, lo spettacolo. Qui si va direttamente in conflitto con la filosofia della Michelin che, al contrario, ha sempre privilegiato la durata delle proprie gomme e il basso impatto sui consumi.

Pascal Couasnon deve valutare se è giusto stravolgere i capisaldi della strategia di comunicazione Michelin per tornare ad essere attori della F1: ai francesi solletica l’idea di riaffacciarsi nel campionato che rappresenta il pinnacolo del Motorsport, ma solo a determinate condizioni.

E l’aspetto del degrado preoccupa non poco anche i tecnici della Pirelli più che mai intenzionati a prolungare la loro presenza in F1: la Casa della Bicocca sulla durata degli pneumatici da GP ha una visione molto simile a quella Michelin.

Nessuno a Milano vuole rivedere le scene del 2011 quando, su richiesta della FOM e degli stessi team di F1 si vedevano monoposte costrette ai box dopo pochi giri per l’improvviso degrado delle gomme che produceva un crollo delle prestazioni tale da imporre più pit stop.

In ottica 2020 si parla di un calo di prestazione di oltre un decimo al giro: vale a dire un secondo e mezzo o due alla fine di un run. Forse troppo per non dare la sensazione al grande pubblico dell’incapacità del fornitore unico di supportare il campionato con gomme adeguate alle prestazioni delle monoposto.

Sarà interessante, quindi, capire chi effettivamente parteciperà al tender: si era ventilata la presenza della Hankook, ma al momento non risulta nessuno ufficialmente iscritto…

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