Sticchi Damiani: "Per il GP d'Italia non metto a rischio la sostenibilità del bilancio ACI"

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Sticchi Damiani:
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29 gen 2019, 05:28

Il presidente Aci ammette che la trattativa per il rinnovo del contratto del GP d'Italia è lontana da una soluzione: "La F1 ci costerà quest'anno 24 milioni di dollari. E' una cifra insostenibile se non si troveranno delle soluzioni. Stiamo studiando una collaborazione con Torino".

Il cartello degli organizzatori dei GP si è già rotto per la presa di posizione dei promoter del Gran Premio di Russia a sostegno di Liberty Media che era disponibile a fare delle enormi concessioni a Miami purché entrasse nel calendario di F1.

Il documento di protesta che è stato firmato dai promotori dei vari GP ha avuto un immediato impatto mediatico, ma la compattezza del gruppo si è infrante per la presa di posizione della Russia che ha rotto un fronte insolitamente unito.

Sedici promoter si sono riuniti oggi a Londra per discutere le eventuali azioni comuni…
“Il cartello c’è sempre stato – ammette Angelo Sticchi Damiani, presidente di ACI Italia – ma poi le trattative di rinnovo dei contratti dei singoli GP non sono collettive, perché anche gli americani seguono la strategia di chi li aveva preceduti rinnovando una gara alla volta”.

L’ACI è impegnato direttamente nel sostenere finanziariamente il GP d’Italia…
“Sì, ma l’edizione 2019 ci verrà a costare 24 milioni di dollari. Una cifra molto pesante. Un fatto deve essere chiaro a tutti: non sono disposto a mettere a rischio la sostenibilità del bilancio dell’ACI per coprire i costi del GP d’Italia. Le gare europee e quelle Sud americane fanno fatica a reggere le crescenti richieste di Liberty, e siamo consapevoli che ci siano Paesi che sono in grado di mettere risorse nettamente superiori per avere il GP in calendario…”.

La trattativa con Liberty per il rinnovo quinquennale a che punto è arrivata?
“Siamo molto lontani!”.

Non è un bel segnale…
“Certo, l’unica cosa che possiamo fare è cercare di allargare l’offerta, sperando di convogliare più appassionati verso Monza”.

In quale modo?
“Quest’anno pensiamo di legarci a Torino, dopo l’esperimento di Venezia dello scorso anno. Cerchiamo una sinergia con la Capitale dell’Auto che offre un meraviglioso Museo dell’Automobile. Torino non ha solo un legame stretto con il mondo dell’auto, ma è in grado di offrire altre importanti opportunità di visita come il Museo Egizio o il Museo Nazionale del Cinema”.

E quale sarebbe il legame con il GP d’Italia?
“Si potrebbe pensare di offrire un pacchetto turistico dedicato che includerebbe la visita di Torino con il GP d’Italia. Se ci fossero le condizioni, si potrebbe pensare di ospitare i turisti nel capoluogo piemontese e poi trasferirli a Monza con un Frecciarossa e delle navette dedicate. Insomma, si potrebbe offrire un pacchetto allargato che andrebbe a coinvolgere un territorio più vasto del solito con un turismo più specializzato. Dobbiamo trovare nuove soluzioni per far vivere la gara di F1 a Monza”.

In futuro, quindi, ci saranno altre opportunità?
“Nel 2020 ci piacerebbe puntare su Modena con qualcosa di anche più strutturato. Il concetto, insomma, è di guardare anche alle regioni limitrofe alla Lombardia cercando di valorizzare le opportunità che Piemonte, Emilia Romagna e Veneto sarebbero in grado di garantire. Ci stiamo lavorando. Vedremo…”.

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Autore Franco Nugnes