Simulazione GP degli Stati Uniti: occhio alle detonazioni nel clima secco del Texas

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Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
17 ott 2018, 08:16

I motoristi in USA devono rivedere le mappature dei motori turbo per evitare le autoaccensioni se il clima sarà troppo secco. Bastano 100 kg di benzina per disputare il GP, ma c'è chi partira con meno carburante essendo Austin sensibile alle variazioni di peso.

Il GP degli Stati Uniti potrebbe chiudere la partita mondiale a favore di Lewis Hamilton: all’inglese bastano otto punti per conquistare matematicamente il titolo con quattro gare di anticipo.

Ad Austin, 18esima prova iridata sulle 21 in calendario, è però atteso il riscatto della Ferrari che sembra aver leccato le ferite degli ultimi GP e si presenta negli USA con l’ambizione di rendere più difficile del previsto il percorso del britannico verso il quinto alloro.

Il Circuit of the Americas, realizzato a Wander Creek a sud-est della capitale del Texas, è un tracciato permanente di 5.513 m progettato da Hermann Tilke: si tratta di un impianto che valorizza i dislivelli naturali e riproduce alcuni tratti di altre piste di notevole riscontro tecnico con 9 curve a destra e 11 a sinistra.

La curva 1 del Circuito delle Americhe

La curva 1 del Circuito delle Americhe

Photo by: XPB Images

Il rettilineo dei box è caratterizzato nella parte finale da una spettacolare impennata dell’asfalto di 27 metri che porta in 340 metri alla curva 1, una piega che risulta cieca per i piloti. Il senso di marcia è antiorario e il circuito presenta un asfalto a bassa aderenza con tratti di alta velocità che si alternano a curve lente, per cui ad Austin serve un carico aerodinamico medio.

Ci sono due tratti dove si sfrutta l’ala mobile per il sorpasso: nel rettilineo dei box lungo 590 m che si affronta a tutto gas in 8”4 e sul back-straight di 1.080 m da percorrere in 13”8 dove si toccherà la massima velocità di 337 km/h stimata dalla simulazione di Magneti Marelli, ma sfruttando la scia e il DRS aperto.

Sebastian Vettel, Ferrari SF70H, makes a stop

Sebastian Vettel, Ferrari SF70H, makes a stop

Photo by: Steven Tee / LAT Images

Due dati che possono essere interessanti: la distanza fra il traguardo e la prima staccata è di appena 340 m, per cui sarà molto importante per passare in testa avere un perfetto avvio da fermo. La pit lane che è lunga 325 m, si percorre in un tempo di 14”6 alla velocità limite di 80 km/h.

Il COTA è un tracciato che non è critico per il consumo di benzina: bastano 100 kg di carburante per coprire la distanza del GP, ma ci saranno monoposto che partiranno con una minore capacità, visto che è probabile l’ingresso in pista della Safety-Car (48%) e la pista è molto sensibile alle variazioni di peso, visto che ogni 10 kg in più costano 0”24 al giro.

Ragione per cui è molto meglio scattare al via con una minore quantità di benzina nel serbatoio per guadagnare subito delle posizioni e poi cercare di difenderle con la tattica del lifting, vale a dire il leggero rilascio del gas in fondo ai rettilinei, favorendo così la ricarica della batteria con energia elettrica.

Ferrari SF71H, meccanico al lavoro sul motore

Ferrari SF71H, meccanico al lavoro sul motore

Photo by: Giorgio Piola

Il motore sta a pieni giri per il 62% di un giro, per cui l’impegno del propulsore non è estremo, anche se Austin è considerato un appuntamento da prendere con le dovute attenzioni perché, se non piove (ma sta piovendo a dirotto), il clima molto secco del Texas potrebbe innescare dei fenomeni di detonazione in camera di combustione: è per questo motivo che gli elettronici studiano mappature specifiche per proteggere i pistoni dalle autoaccensioni.

Tenuto conto di questi aspetti la pista americana esalta le qualità di un buon recupero di energia dai gas di scarico: la MGU-H in accelerazione assicura una ricarica di 3.187 kJ, che è un valore elevato, mentre l’energia cinetica recuperata in frenata dalla MGU-K è di 1.112 kJ, seconda solo a Singapore (pista che conta 3 curve in più di quella USA). L’ERS incide nella prestazione della monoposto per 2”2 al giro e 20 km/h nella velocità massima.

A livello meccanico si segnalano le 3.136 cambiate necessarie ad arrivare alla bandiera a scacchi: per la trasmissione Austin è un circuito di severità medio-alta. Il rapporto più sollecitato è la sesta (usato nel 32% del giro), mentre la terza resta innestata tra il 15 e il 20% della tornata.

GP degli Usa: i set di gomme selezionati per pilota

GP degli Usa: i set di gomme selezionati per pilota

Photo by: Pirelli

La Pirelli per il GP americano ha scelto le mescole Ultrasoft, Supersoft e Soft, una combinazione di gradazione centrale nella gamma delle gomme 2018. Dalle simulazioni di Magneti Marelli, la differenza prestazionale su questo tracciato tra Ultrasoft e Supersoft dovrebbe risultare di 0”6 mentre il divario tra Supersoft e Soft salirà a 0”8.

Le condizioni molto variabili della pista, con un asfalto a basso grip che evolve gommandosi lungo il weekend, renderà le strategie particolarmente incerte. Gli pneumatici saranno sottoposti a carichi longitudinali in frenata e laterali nella percorrenza delle curve veloci.

Anche se ad Austin ci sono tre frenate violente, nelle curve 1, 11 e 12, l’impianto non è particolarmente sollecitato, tant’è che non dovrebbero esserci problemi di usura, né di raffreddamento.

Lewis Hamilton con la Mercedes W09

Lewis Hamilton con la Mercedes W09

Photo by: Andy Hone / LAT Images

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