Simulazione GP Abu Dhabi: il motore sta un minuto in pieno su una pista tortuosa

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Simulazione GP Abu Dhabi: il motore sta un minuto in pieno su una pista tortuosa
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
21 nov 2018, 14:45

Secondo la simulazione di Magneti Marelli il tracciato di Yas Marina è il secondo più tortuoso della stagione dopo Monte Carlo. Per coprire la distanza del GP bastano 99 kg di benzina se si usa un pacchetto aerodinamico a medio carico. La Mercedes è la grande favorita.

Abu Dhabi è un emirato “controllato” dalla Mercedes. L’ultimo appuntamento della stagione 2018 di F1, il 21esimo in calendario, da quando si corre con le monoposto ibride è sempre stato un terreno di caccia della Stella, capace di dominare sul circuito di Yas Marina in qualifica come in gara con tutti i piloti schierati: Lewis Hamilton, Valtteri Bottas e Nico Rosberg. 

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Ferrari e Red Bull Racing, quindi, cercheranno di rompere questa egemonia anche se Toto Wolff, direttore di Mercedes Motorsport, vorrebbe che le W09 mostrassero tutto il loro potenziale tecnico, per cui useranno i tanto discussi cerchi con i fori, giusto per confermare una superiorità che non è stata messa in discussione con Lewis Hamilton penta-campione già in Messico.

Sul circuito di Yas Marina, disegnato da Hermann Tilke, la F1 corre dal 2009. È un impianto permanente che si trova al livello del mare, caratterizzato da una tortuosità importante (661 gradi sterzo/km), secondo solo a Monte Carlo, visto che comprende 21 curve (9 a destra, 12 a sinistra) dove si gira in senso antiorario.

Il tracciato è lungo 5.554 m e la gara si effettuerà su 55 giri a fine pomeriggio, poco prima del tramonto, e si completerà in notturna grazie alla perfetta illuminazione, per cui si registrerà un graduale calo della temperatura dell’asfalto che renderà varia la strategia delle gomme. 

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Ci sono due tratti dove sarà possibile utilizzare l’ala mobile: nel back-straight, tra la curva 7 e curva 8 e tra curva 10 e curva 11, visto che non si può attivare l’ala mobile nel rettilineo dei box perché è troppo corto.

Abu Dhabi richiede un’aerodinamica da medio carico per garantire la massima aderenza possibile nella percorrenza delle numerose curve lente e la maggiore efficacia nelle relative frenate.

L’utilizzo del DRS consente un incremento della velocità fino a 15 km/h sfruttando la scia della monoposto davanti.

Set di pneumatici slezionati per pilota

Set di pneumatici slezionati per pilota

Photo by: Pirelli

La Pirelli ha scelto le mescole più morbide: Hypersoft, Ultrasoft e Supersoft, già utilizzate a Monaco, Canada e Messico. Dalle simulazioni, la differenza prestazionale su questo tracciato tra gomma Hypersoft e Ultrasoft è di 0”3 mentre tra Ultrasoft e Supersoft cresce a 0”7, rivelando una differenza di circa 1” fra la mescola più dura e la più morbida.

Yas Marina è un circuito di media severità per il motore che è utilizzato full gas per circa un minuto al giro, pari al 62% del tempo e favorisce le power unit che riescono a recuperare energia dai gas di scarico in modo efficiente senza consumare troppa benzina. Il tracciato è piuttosto sensibile alla potenza: ogni 10 cv si guadagnano 0”25, mentre 10 kg di peso costano solo 0”18. 

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Il consumo di carburante non è una variabile che può condizionare le strategie: dovrebbero bastare 99 kg di benzina per completare la gara, a fronte dei 105 kg concessi dal regolamento, anche se l’anno scorso c’era chi aveva dovuto riempire di più il serbatoio perché era stata utilizzata un’aerodinamica più carica per migliorare il grip meccanico nei tratti guidati.

Ad Abu Dhabi è possibile recuperare 918 kJ in frenata con la MGU-K mentre si possono ottenere 3.241 kJ in accelerazione con la MGU-H, per un totale di 4.159 kJ al giro, un valore che è tra i più elevati della stagione. Il contributo prestazionale dell’ERS vale fino a 2”3 al giro e 15 km/h di velocità massima.

Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09 EQ Power+

Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09 EQ Power+

Photo by: Glenn Dunbar / LAT Images

L’anno scorso Hamilton aveva raggiunto i 336,3 km/h con la Mercedes W08, mentre la simulazione di Magneti Marelli prevede che in qualifica si raggiunga un picco di 339 km/h. Il record della pista, invece, è di Valtteri Bottas che l’anno scorso aveva firmato la pole in 1’36”231 che è il record della pista.

L’ultima gara è impegnativa per la trasmissione: servono 3.575 cambiate per disputare il GP-marcia per completare la gara. Il rapporto più sollecitato è quello della terza marcia utilizzato per il 22% del tempo, seguito da settima (16%) e ottava (18%).

Ferrari SF71H, dettaglio del disco del freno della ruota anteriore

Ferrari SF71H, dettaglio del disco del freno della ruota anteriore

Photo by: Giorgio Piola

Anche l’impianto frenante è sottoposto a sollecitazioni superiori alla media, essendo utilizzato per ben 18” al giro. L’utilizzo prolungato, assieme a un ritmo serrato e al caldo, può determinare surriscaldamento e usura nei materiali di attrito.

In partenza bisogna sfruttare al massimo l’accelerazione del motore visto che fra la linea del traguardo e la prima curva ci sono solo 275 metri. È certamente più lunga la pit lane che è di 385 m e si percorre in 17”3 alla velocità di 80 km/h, ma è caratteristica nell’uscita con l’anacronistico sottopasso della pista che impone la massima attenzione ai piloti perché è molto stretto, come se fosse l’uscita di un parcheggio… 

 
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Serie Formula 1
Evento GP di Abu Dhabi
Location Yas Marina Circuit
Autore Franco Nugnes