James Allen sulla F1
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Report strategie: ecco perché i rivali di Ricciardo hanno giocato sul sicuro

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Report strategie: ecco perché i rivali di Ricciardo hanno giocato sul sicuro
James Allen
Di: James Allen
29 mag 2018, 15:50

James Allen analizza il GP di Monaco, nel quale Daniel Ricciardo della Red Bull ha ottenuto una straordinaria vittoria. Ma cosa avrebbero potuto fare la Ferrari di Sebastian Vettel e la Mercedes di Lewis Hamilton per batterlo?

Normalmente, quando il leader di un GP ha un problema alla power unito che gli costa circa 160 cavalli, quindi oltre due secondi al giro, i piloti che lo seguono trovano sempre il modo di superarlo.

Se il problema di Daniel Ricciardo si fosse verificato su un tracciato diverso da Monaco, lo avrebbero fatto. E se fosse accaduto prima dell'unico pit stop effettuato in gara, allora il pilota della Red Bull avrebbe potuto essere vulnerabile ad una mossa strategica, come un undercut di Sebastian Vettel o di Lewis Hamilton.

Ricciardo però aveva già completato la sua unica sosta della gara prima che si rompesse la sua MGU-K. Anche se ha dovuto modificare diversi settaggi della sua vettura, per esempio spostando avanti il bilanciamento della frenata, per aiutare i freni posteriori, è riuscito comunque ad essere più delicato nella gestione delle gomme rispetto ai rivali di Ferrari e Mercedes.

E questo si è rivelato sufficiente per permettergli di mantenere la posizione su una pista su cui è praticamente impossibile superare.

Perché a Monaco la posizione in pista è tutto, come Lewis Hamilton ha imparato a caro prezzo nel 2015, quando ha provato a fare una sosta extra in regime di Safety Car, perdendo clamorosamente la corsa.

Ecco perché sia lui che Vettel erano riluttanti a provare qualcosa alla fine della gara, sia una seconda sosta che un attacco finale. A prescindere dalle gomme che montavano, a fare la parte del padrone è stata la posizione in pista.

Grid models
Photo by: Steve Etherington / LAT Images 

Considerazioni pre-gara

Il debutto delle gomme hypersoft ha permesso di ottenere dei tempi molto veloci nelle qualifiche, con Ricciardo in pole position con un crono di poco superiore ai 70 secondi, il giro più veloce mai realizzato nel Principato.

Ma le squadre erano consapevoli del fatto che il problema sarebbe stato il graining sulle ruote anteriori in gara, che avrebbe rappresentato un limite in gara.

Monaco è sempre una gara unica, nella quale bisogna dare la priorità alla posizione in pista, ma quest'anno è stato tipo quatto o cinque anni fa, con l'altra chiave che è stata la gestione delle gomme per finire la corsa con il secondo set. La cosa peggiore sarebbe stata fermarsi prima del momento ideale, facendo un secondo stint troppo lungo.

Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB14, leads Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09 and Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB14, davanti a Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, e Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09

Photo by: Andrew Hone / LAT Images

La gara al vertice

Hamilton è stato il primo a fermarsi, al 12esimo giro, quando occupava la terza posizione. Questo ha portato ad una reazione da parte della Ferrari e poi della Red Bull qualche giro dopo, perché entrambe volevano evitare un undercut. Tuttavia, non c'era una grande minaccia da questo punto di vista, perché le gomme ultrasoft non si scaldavano rapidamente e quindi non erano particolarmente veloci anche da nuove.

L'aspetto intrigante della mossa di Hamilton è che non aveva abbastanza spazio per stare davanti alla Forc India di Esteban Ocon. Dunque, avrebbe dovuto superarlo in pista.

Per massimizzare le sue possibilità, la Mercedes ha montato le gomme ultrasoft, sperando di avere delle buone prestazioni. Tuttavia, Ocon ha agevolato il sorpasso di Hamilton, anche perché erano su strategie diverse, anche se in questa gara abbiamo visto diverse vetture più lente in grado di infastidire i piloti in lotta per la vittoria.

Ocon è uno dei piloti junior della Mercedes e sa come funziona un team, che deve cercare di vincere la gara ed ottenere il massimo punteggio con entrambe le vetture. Senza dubbio, sperando che questo approccio lo possa aiutare a diventare un pilota delle Frecce d'Argento in futuro, il francese si è fatto da parte.

Probabilmente, se la Mercedes avesse fatto affidamento su questo tipo di atteggiamento da parte di Ocon, avrebbe montato delle supersoft sulla vettura di Hamilton, come ha fatto cinque giri più tardi con Bottas. Anche se va detto che il finlandese è stato obbligato a seguire questa strada, visto che non aveva dei set nuovi di ultrasoft.

Bottas sembrava tagliato fuori, ma poi le supersoft hanno dimostrato di essere la scelta giusta, perché le ultrasoft non riuscivano ad entrare nella giusta finestra. La Sauber quindi ha fatto la stessa scelta con Ericsson. Ma anche altre squadre hanno optato per soluzioni differenti sulle due vettura, per coprire tutte le possibilità.

Con Ricciardo in difficoltà, ci si domandava se Vettel avrebbe fatto un altro pit stop o se avrebbe attaccato per provare a vincere o se Hamilton avrebbe tentato un cambio gomme per trovare ritmo.

Vettel aveva più o meno il margine per provarci in occasione della Virtual Safety Car, perché aveva un margine di oltre 11 secondi su Hamilton, che sarebbero anche potuti bastare, anche se sarebbe stata una mossa molto coraggiosa, anche perché il ferrarista aveva perso l'opportunità di sfruttarla subito, visto che è stata esposta subito dopo che era transitato davanti all'ingresso dei box.

Quindi, con il rischio che la gara potesse riprendere in qualsiasi momento e con la consapevolezza di come Hamilton è rimasto fregato nel 2015, la prudenza ha avuto il sopravvento.

Pierre Gasly, Scuderia Toro Rosso STR13
Pierre Gasly, Scuderia Toro Rosso STR13

Photo by: Manuel Goria / Sutton Images 

Gasly ed Ocon brillano tra i piloti di centro gruppo

Se l'ordine d'arrivo dei primi cinque è stato lo stesso della griglia, alle loro spalle c'è stata come sempre una bella battaglia.

Alla fine del primo stint, Ocon, Alonso, Perez e Gasly erano ancora nello stesso ordine che avevano in qualifica, ma Gasly è riuscito a risalire, completando ben 37 giri con un set di hyersoft. Sulla carta questo era praticamente impossibile, ma la Toro Rosso aveva una strategia flessibile, ed ha reagisto alla sosta anticipata della Renault con Sainz facendo esattamente il contrario.

Gasly ha gestito la cosa con disinvoltura, come aveva già fatto con l'ottima gara che lo aveva portato ad ottenere un grande quarto posto in Bahrain.

Una volta che le cose sono state più chiare, dopo che quelli davanti a lui hanno effettuato il pit stop, Perez ha perso otto posizioni per un problema di fissaggio al cambio gomme, mentre Gasly ha trovato un buon ritmo, proseguendo sesto fino al momento della sua sosta. Dopo questa, si è quindi messo alle spalle di Alonso, ma lo spagnolo è stato costretto al ritiro a 35 giri dalla fine, cedendo la settimana posizione al francese, alle spalle di Ocon.

La sosta anticipata ha invece compromesso la gara di Sainz: la Renault temeva che la Force India potesse fargli un undercut con Perez, quindi ha perso la posizione in pista da Gasly. Poi è stato ulteriormente danneggiato dal fatto di essere sulle gomme ultrasoft, quindi nelle fasi conclusive della corsa ha faticato a tenersi alle spalle Verstappen, che nel frattempo era risalito dal fondo dello schieramento.

Sainz ha anche dovuto lasciare strada al compagno di squadra Nico Hulkenberg. Il tedesco aveva iniziato la gara con le ultrasoft in 11esima posizione e quindi rappresentava la miglior chance della Renault di andare all'attacco della settima posizione di Gasly.

Il report strategie UBS è scritto da James Allen con i dati gli input di diversti strateghi dei team di F1 e della Pirelli.

Il grafico della storia della corsa

Race history

Gentilmente fornito da Williams Martini Racing (clicca per ingrandire)

Il numero di giri è sull'asse orizzontate, il divario dal leader invece è sull'asse verticare.

Una curva verso l'alto quando cala il carburante è un segno positivo, mentre una curva calante quando subentra il degrado delle gomme è un segno negativo.

Osservate il ritmo fenomenale di Verstappe dopo il pit stop del 47esimo giro, la sua curva è quella che si alza di più rispetto a qualsiasi altro pilota. Questo sottolinea la grande occasione mancata dal pilota olandese per vincere il GP, a causa di un errore commesso nelle Libere 3.

Il grafico dell'utilizzo delle gomme

Tyre history
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Su questo articolo

Serie Formula 1
Evento GP di Monaco
Location Montecarlo
Autore James Allen
Tipo di articolo Analisi