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Report Strategie: ecco come la Mercedes si avvicina ai titoli nonostante gli errori commessi

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Report Strategie: ecco come la Mercedes si avvicina ai titoli nonostante gli errori commessi
James Allen
Di: James Allen
02 ott 2018, 17:07

James Allen analizza il Gran Premio di Russia, in cui la Mercedes ha firmato una grande doppietta facendo però infuriare tanti fan della F1. A ben vedere, però, ha fatto più male alla Ferrari...

In Formula 1 quando le cose vanno a tuo favore, vanno decisamente a tuo favore. Ci sono stati più esempi in questa stagione in cui abbiamo potuto notare come le cose siano volte a favore di Lewis Hamilton e non certo in favore di Sebastian Vettel.

Al GP di Germania, per esempio, un bloccaggio della ruota posteriore ha spedito Vettel contro le barriere mentre si trovava in testa alla corsa. Nella stessa gara, la confusione e una decisione presa in meno di un secondo da Hamilton - rimasto in pista quando invece era stato chiamato ai box - gli hanno messo nella mani la vittoria.

Sebastian Vettel, Ferrari SF71H making contact with Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09 and Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H leads the race

Sebastian Vettel, Ferrari SF71H making contact with Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09 and Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H leads the race

Photo by: Manuel Goria / Sutton Images

Al Gran Premio d'Italia a Monza le Ferrari partivano entrambe in prima fila, ma in pole c'era Raikkonen. Questo ha creato un'evidente confusione e ha finito per far perdere al team una vittoria che sembrava davvero alla sua portata, mettendola nelle mani di Hamilton.

In Russia, nel corso del fine settimana appena passato, abbiamo avuto un altro esempio. Entrambe le parti hanno commesso errori importanti. Hamilton nel secondo settore dell'ultimo giro di qualifica ha commesso un errore, cedendola di fatto al compagno di squadra Bottas. Successivamente la Mercedes ha commesso un altro errore in gara, lasciando Hamilton fuori troppo a lungo, permettendo a Vettel di passarlo dopo la sosta.

Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, and Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09

Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, and Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09

Photo by: Andy Hone / LAT Images

Vettel ha però commesso un errore dopo il suo pit stop, permettendo a Hamilton di passarlo nuovamente e riagguantare la seconda posizione. Poi la Mercedes ha fatto in modo di attuare il gioco di squadra, chiedendo a Bottas di far passare Hamilton. Mercedes è riuscita a fare quello che la Ferrari avrebbe dovuto fare a Monza. Hamilton e la Mercedes hanno fatto errori, ma a pagare è stato comunque Vettel.

Quello che è accaduto dal punto di vista del team order in Mercedes tra Bottas e Hamilton a Sochi non è stato un cambiamento drammatico, ma in pratica è stato molto importante dal punto di vista del Mondiale, permettendo a Lewis di incrementare il suo vantaggio su Vettel facendolo arrivare a 50 punti. Questo ha quasi posto fine alla lotta per il titolo iridato 2018.

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09

Photo by: Glenn Dunbar / LAT Images

Il sorpasso avvenuto al pit stop

La strategia pit stop di molti team è stata molto semplice, così come molte volte in questa stagione: una sola sosta. Le Hypersoft e le Ultrasoft non erano mescole così buone per disputare la gara come invece lo sono state le Soft, che sarebbero state in grado di coprire tutta la durata della gara (come aveva fatto Rosberg nel 2014 dopo aver fatto una sosta al primo giro e averle montate subito).

Sia le Mercedes che le Ferrari si sono rivelate competitive abbastanza per qualificarsi per la Q3 usando gomme Ultrasoft, ossia quelle di mezzo tra le tre portate a Sochi dalla Pirelli. Dunque hanno dovuto prendere il via della gara proprio con quelle mescole. Sapendo che avrebbero dovuto scontare alcune posizioni in griglia, Red Bull e Renault hanno adottato una strategia differente, sapendo che le altre 6 vetture finite in Top 10 avrebbero dovuto fare il primo stint di gara con le Hypersoft. Queste mescole non avrebbero potuto coprire più di 10 giri.

Le gomme Soft hanno mostrato performance ottime sulle Red Bull, partite nella zona bassa dello schieramento. Max Verstappen è riuscito a fare enormi progressi sin dai primi giri, mettendo in scena una bella rimonta e mostrando inoltre quanto le Soft fossero decisamente le migliori gomme delle tre portate in Russia dalla Pirelli.

Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09, leads Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09, Sebastian Vettel, Ferrari SF71H at the start of the race

Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09, leads Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09, Sebastian Vettel, Ferrari SF71H at the start of the race

Photo by: Zak Mauger / LAT Images

Non essendo riuscito a passare le Mercedes al via, l'unica chance di Bettel era inventarsi qualcosa al pit stop. Per fare l'undercut, il giro prima dell'entrata ai box avrebbe dovuto essere fatto sfruttando tanta potenza per cercare di prendere vantaggio. Qualora fosse riuscita la manovra, il dubbio rimaneva legato alle prestazioni delle gomme Soft nel giro d'uscita dalla pit lane.

Abbiamo avuto un esempio lampante quando Kevin Magnussen si è fermato in anticipo. Stava lottando con Esteban Ocon, il quale ha optato per una soluzione opposta rimanendo in pista. Quando Ocon è entrato ai box e successivamente è tornato in pista era alle spalle di Magnussen. Le Soft stavano chiaramente performando bene.

Questa lezione non è stata evidentemente imparata dai team di vertice. Bottas era in testa con Hamilton secondo, mentre Vettel era terzo. Per difendere la prima posizione, Mercedes ha fatto rientrare prima Bottas. Questo non ha permesso alla Ferrari di fare un eventuale undercut nei confronti del finlandese. La Ferrari avrebbe dovuto seguire Bottas per cercare di fare l'undercut su Hamilton, con quest'ultimo che sarebbe stato costretto a restare in pista almeno un giro in più di Vettel.

La Ferrari non lo ha fatto, perché aveva già visto come Bottas e Hamilton stessero correndo come un vero e proprio team sin dalla partenza. Qualora Vettel avesse seguito Bottas ai box, il finlandese avrebbe fatto un giro molto lento - quello d'uscita dalla pit lane - in modo tale dal consentire a Hamilton di prendere la prima posizione al termine dei pit stop.

Dunque Vettel ha deciso di fare un giro in più e poi di fare pit stop, tornando in pista alle spalle di Bottas. Come prevedibile. La Mercedes non è così riuscita a far passare Hamilton in testa alla classifica.

Il giro d'uscita dai box di Vettel è stato molto veloce, ,mentre Hamilton ha perso tempo nel traffico e il risultato è stato chiaro: all'uscita dal suo pit stop, Lewis si è trovato addirittura alle spalle di Vettel, perdendo una posizione. La Ferrari ha usato un trucco già sfruttato più volte dai top team nell'arco della stagione, ovvero mettendo i suoi meccanici in posizione, pronti per fare il pit stop, come se fossero pronti ad accogliere la monoposto. Questo ha costretto Hamilton ad aggirarli una volta terminata la sua sosta ai box.

Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09, leads Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, and Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09

Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09, leads Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, and Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09

Photo by: Andy Hone / LAT Images

In questo modo il lavoro di squadra fatto dalla Ferrari ha permesso a Vettel di sopravanzare Hamilton, ma poi un bloccaggio di Vettel alla fine del rettilineo ha dato a Hamilton l'opportunità di passare il tedesco della Ferrari il giro successivo. Vettel si è difeso alla Curva 2, ma Hamilton lo ha beffato alla curva successiva mentre si accingevano a entrare in Curva 4.

Molto team hanno avuto difficoltà legate al blistering verificatosi sulle gomme Soft a Sochi, ma il duello avuto con Vettel ha danneggiato le gomme di Hamilton. Per questo la Mercedes ha preso la decisione di invertire le posizioni dei suoi piloti, per fare in modo che Bottas potesse proteggere Hamilton da eventuali attacchi di Vettel.

I piloti della Mercedes hanno mantenuto le loro posizioni sino alla bandiera a scacchi, ma Bottas (e Vettel) sono stati visti nel Parco Chiuso verificare l'effettivo stato delle gomme di Hamilton, come se non credessero al fatto che sulle gomme di Hamilton potesse essersi verificato il blistering.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB14, leads Charles Leclerc, Sauber C37

Max Verstappen, Red Bull Racing RB14, leads Charles Leclerc, Sauber C37

Photo by: Sam Bloxham / LAT Images

Grande gara di Verstappen e Leclerc

Le altre gare degne di nota fatte nel corso del fine settimana appena trascorso sono state firmate da Max Verstappen e dal pilota dell'Alfa Romeo Sauber, Charles Leclerc, i quali senza dubbio un giorno si troveranno a combattere tra loro per il titolo mondiale rispettivamente guidando Red Bull e Ferrari.

Verstappen ha gestito molto bene il fatto di essere partito nella parte finale della griglia, risalendo dal 19esimo posto sino al quinto in appena 8 giri. Verstappen ha sfruttato bene le Soft, passando poi alle Ultrasoft con il preciso intento di mettere sotto pressione Raikkonen. Questa volta, però, questa strategia non ha funzionato nell'ultimo stint. Le gomme Soft si sono rivelate di gran lunga le gomme più performanti del fine settimana, inoltre sulle Hypersoft e sulle Ultrasoft abbiamo potuto notare molto graining nel corso del fine settimana.

La gara di Leclerc è stata ottima e ha permesso al monegasco di chiudere in settima posizione. La mossa che lo ha aiutato a cogliere questo risultato è stato un sorpasso strepitoso ai danni di Magnussen, che lo ha così protetto da eventuali attacchi delle Force India e ha permesso al suo team di pensare alla miglior strategia per evitare di farsi sorpassare ai box.

L'UBS Race Strategy Report è scritto da James Allen grazie agli input e ai dati che arrivano da diversi strateghi dei team di F1 e dalla Pirelli.

Grafico della gara

 

 

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Il numero dei giri si trova sull'asse orizzontale, mentre il gap dal leader è sull'asse verticale.

Un segno positivo è una curva ascendente mentre il carico di benzina diminuisce. Un segno negativo è la curva discendente come il degrado degli pneumatici.

Grafico delle gomme

 

 

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