Red Bull migliore nella gestione gomme rispetto alla Mercedes

Max Verstappen ha fatto la differenza su Lewis Hamilton nell'ultimo tratto della pista di Austin. Le qualifiche del GP degli Stati Uniti sono state decise da un colpo di reni dell'olandese che dispone di una RB16B più capace di preservare gli pneumatici posteriori. Ma domani con la partenza sulle gomme gialle lo scenario potrebbe cambiare: decisiva sarà la partenza?

Red Bull migliore nella gestione gomme rispetto alla Mercedes

Il weekend di Austin è iniziato con due Mercedes davanti a tutti e Max Verstappen, terzo, a ben un secondo. Questo erano stati i verdetti della sessione FP1, ma ventiquattr’ore dopo Max ha ottenuto una sorprendente pole position, rifilando due decimi a Lewis Hamilton.

Cosa è accaduto? “Loro (la Red Bull) hanno fatto dei passi avanti – ha commentato James Allison – mentre per quanto ci riguarda siamo finiti fuori strada nel pomeriggio di ieri per poi tornare sui passi iniziali. Quindi complessivamente la Red Bull ha avuto un weekend migliore in termini di lavoro sul setup”.

L’analisi di Allison è stata confermata poco dopo anche da Christian Horner: “Ieri il nostro setup di base si è confermato problematico, abbiamo iniziato il weekend in modo non ottimale”.

Poi, mentre lo stesso Horner alimentava polemiche sulla velocità massima della Mercedes, gli ingegneri della Red Bull hanno iniziato una lunga serata di lavoro collegati con la sede di Milton Keynes, dove Sebastian Buemi ha fatto l’alba al volante del simulatore.

“Siamo riusciti a mettere a posto il bilanciamento – ha proseguito Horner – e ne ha beneficiato anche la trazione. Sia Max che Checo hanno trovato il giusto feeling per gestire in modo migliore anche i dossi, la loro fiducia è cresciuta in FP3 e il risultato è stata la qualifica che abbiamo visto”.

Nell’ultimo giro di qualifica al termine dei primi due settori il vantaggio di Verstappen su Hamilton era di solo 24 millesimi di secondo, un’inezia, ma nel terzo ed ultimo tratto del circuito di Austin la Red Bull ha fatto la differenza.

La chiave è stata la gestione della gomma, rimasta in ‘finestra’ fino al traguardo, mentre le due Mercedes hanno dovuto affrontare l’ultimo settore con gli pneumatici posteriori surriscaldati, e di conseguenza meno efficienti.

Il ritorno in pole position di Verstappen (il primato sul giro veloce mancava all’olandese da Zandvoort) è un risultato di grandissima portata per Max e per la Red Bull.

I motivi sono molti, ad iniziare dalla ‘mazzata’ psicologica rifilata al tandem Mercedes-Hamilton fino alla possibilità di poter iniziare la gara di domani dalla migliore posizione possibile. Lewis ha dato il massimo, riuscendo ad abbassare di tre decimi il suo tempo precedente nell’ultimo giro, ma oggi contro il tandem Red Bull-Verstappen c’era poco da fare.

Hamilton si troverà domani a giocarsi la gara (ed una fetta di chance in chiave mondiale) nei 240 metri che separano la linea di partenza dalla staccata della prima curva. Se riuscirà a sfilare al comando le prospettive diventeranno ottime, ma allo stesso tempo al via partità col timore che l’altra Red Bull, portata oggi da un brillante Sergio Perez in terza posizione, possa fargli lo sgambetto. Uno scenario da incubo per Lewis, che con due Red Bull davanti vedrebbe le possibilità di far suo il Gran Premio degli Stati Uniti ridursi drasticamente.

“Penso che domani gli spettatori che sono all’esterno di curva 1 si godranno una grande partenza – ha commentato Horner – ma almeno questa volta abbiamo due macchine lì davanti, quindi non siamo messi male. Se riusciremo a sfilare in prima posizione sarà determinante riuscire ad avere un margine di sicurezza per potersi difendere alla staccata della 11, da lì in poi per chi seguirà diventerà più difficile stare in aria sporca. Sergio sarà a disposizione di Max, per cercare di dargli una mano”.

Il mondiale 2021 continua a smentire ogni tentativo di pronostico, e questo sembra essere uno dei valori aggiunti di una straordinaria stagione. Quella che doveva essere una trasferta pro-Mercedes potrebbe diventare la tappa della svolta pro-Red Bull, ma la gara è domani, cinquantasei giri nei quali ci sarà da tenere d’occhio gli pneumatici posteriori, una variabile molto temuta. Anche in questo caso, meglio non sbilanciarsi troppo, ed in fondo è bello così.

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