Newey: un “furbo” che è recidivo

Newey: un “furbo” che è recidivo

Anche a Istanbul la FIA ha beccato una piccola irregolarità sulle sospensioni della Rb6

Adrian Newey è considerato un genio. Il direttore tecnico della Red Bull Racing sulla Rb6 ha espresso una serie di idee molto innovative che hanno reso la monoposto di Milton Keynes la più competitiva del Circus. A differenza dei tecnici Ferrari che leggono le regole sempre per come sono scritte dai legislatori della FIA, Newey è un progettista che “interpreta” ogni riga cercando il massimo vantaggio da ogni particolare. A Barcellona furono notate le “orecchie” troppo grandi nel fondo piatto davanti alle ruote posteriori, che consentivano di indirizzare più aria nella parte inferiore della monoposto, in modo da creare più carico aerodinamico. A Montecarlo i delegati tecnici della Federazione erano intervenuti perché avevano notato che la proiezione del secondo diffusore visto in pianta rispetto al primo non permetteva di vedere una luce dall'alto: Adrian aveva assemblato i due piani in modo tale da trarne il massimo vantaggio. E anche in Turchia la sua Rb6 non è stata esente da interventi sul campo dettati dalla FIA dopo la protesta di altre squadre (in particolare McLaren) che stanno tenendo d'occhio la Red Bull, ben consci del “vizietto” di Newey. A Istanbul nel mirino c'era la leva pull rod della sospensione posteriore. Le norme dicono che può essere di forma alare a patto che non abbia un'incidenza maggiore di 5 gradi. Il braccio della Red Bull aveva un'inclinazione di 20 gradi, vale a dire quattro volte il consentito: era stato studiato in modo tale che contribuisse a creare un po' di carico. Preso con le “mani nella marmellata”, Adrian ha dovuto rivestire la leva con una pelle che ha reso inefficace il vantaggio che aveva trovato, ma chissà quante altre furbizie sono disseminate sulla macchina e che per il momento sono passate inosservate, o quelle che arriveranno prossimamente. Non si tratta mai di cose eclatanti, ma di particolari a volte minimi che testimoniano una profondo conoscenza delle regole e della propria monoposto. Per alcuni è un furbo, per altri un genio che sa sviluppare concetti a volte insignificanti delle monoposto per trasformarli in elementi utili alle prestazioni. A Maranello, per esempio, dovrebbe suonare qualche campanello d'allarme perché dopo che è andato via Ross Brawn, non c'è più nessuno che sia in grado di analizzare le norme tecniche con questa... malizia.

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