Montezomolo contrario ai motori 4 cilindri 2013

Montezomolo contrario ai motori 4 cilindri 2013

Il presidente della Ferrari ha ospitato ieri Todt a Maranello per discutere le regole future

E' tornato a Maranello dopo essere stato fra gli artefici principali di un striscia di successi forse irripetibile per la Ferrari: Jean Todt ieri è stato a Maranello per incontrare il presidente del Cavallino, Luca di Montezemolo. Il presidente della FIA ha voluto sentire la posizione della Ferrari nella discussione del rinnovo del Patto della Concordia del 2013, il pacchetto di regole che dovrà definire la Formula 1 del futuro. Montezemolo ha ufficializzato la contrarietà del Cavallino ai motori 4 cilindri turbo da 1.6 litri: "Vogliamo motori con un frazionamento che sia dagli 8 cilindri in su" avrebbe detto il numero di Maranello al capo della FIA. La Ferrari, infatti, non metterà mai un quattro cilindri di cilindrata così ridotta su una sua Granturismo, per cui verrebbe meno la ricaduta diretta fra le corse e il prodotto che è sempre stata una delle linee guida degli sviluppi del Cavallino. La FIA, invece, aveva sposato l'idea di uniformare la base del motore per tutte le principali categorie del motorsport, nella speranza che si potessero coinvolgere i costruttori ad impegnarsi in più specialità con un costo di base, come quello del motore, già amortizzato. Il concetto funziona per i rally e il mondiale turismo dove il propulsore 4 cilindri turbo da 1600 cc ha già trovato una felice applicazione, ma non è affatto trasferibile alla Formula 1 che vuole essere l'esempio più estremo della ricerca. Ecco perché a Maranello si sono messi di traverso ad una decisione che è già stata presa per il 2013: cresce il pressing della Ferrari perché lo studio, la progettazione e la costruzione di un motore totalmente nuovo richiede tempo ed investimenti. Non c'è molto tempo da perdere se si vogliono cambiare i "connotati" al prossimo motore di F.1 che la FIA vuole più orientato verso la riduzione dei consumi e delle emissioni. La svolta "verde" dovrebbe coniugare il turbo al KERS, consentendo lo sviluppo di monoposto "ibride" in linea con gli orientamenti che le Case stanno introducendo nel prodotto di serie. Il concetto, quindi, in sé è condivisibile, ma bisognerà vedere come verrà articolato: dietro alla posizione della Ferrari pare che si stiano muovendo anche altri Costruttori, a cominciare dalla Mercedes. L'intenzione di Jean Todt è riportare nel Circus alcuni dei Marchi che sono usciti dai Gp: siccome la proposta dei motori down size non ha riscosso grandi entusiasmi, allora varrebbe la pena cercare di perseguire la linea della Ferrari che è certamente più aderente alla filosofia e alla storia della Formula 1. Vedremo se si troverà un punto di convergenza, oppure si aprirà un altro motivo di conflitto. Montezemolo è da sempre molto critico con chi ha fatto le nuove squadre in F.1 senza le adeguate risorse per sopportare un campionato di ertice e ripropone l'idea della terza macchina da affidare a strutture satelliti in grado di allevare giovani piloti. Il presidente della Ferrari vuole anche rompere il vincolo che vieta i test nel corso della stagione: "La F.1 è l'unica disciplina in cui è vietato allenarsi. E' pazzesco: un conto è ridurre i costi e un altro è imperire di valutare una nuova soluzione tecnica prima che vada in gara o crescere un giovane pilota di talento". La preoccupazione, quindi, non si limita solo alla 150° Italia che finora ha profondamente deluso le attese, ma anche a gettare le basi per una Formula 1 del futuro che sia in linea con le attese dei costruttori..

Diventa parte di qualcosa di grande

Scrivi un commento
Mostra commenti
A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Articolo di tipo Ultime notizie