Mick Schumacher: "Il test con la Ferrari si è concretizzato all'improvviso"

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Mick Schumacher: "Il test con la Ferrari si è concretizzato all'improvviso"
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28 mar 2019, 13:54

Il figlio d'arte, che martedì sarà in pista con la Ferrari nei test di F1, è stato accolto nel paddock del Bahrain come una vera e propria star, ma assicura: "La priorità è la Formula 2, poi penserò ai test con la F1".

Alle 13 locali di Al Sakhir, un gruppo numeroso di giornalisti al seguito della Formula 1 è uscito dal paddock marciando compatto verso i box adiacenti che ospitano le squadre di Formula 2, categoria presente in Bahrain per la prima tappa del campionato 2019. La "folla" mediatica si è fermata davanti al box Prema, in attesa del programmato incontro con Mick Schumacher. "Tanta attenzione non c’è neanche per i top-driver di Formula 1", ha commentato qualche addetto ai lavori, e non potrebbe essere diversamente vista la caratura di quel cognome.

Mick, abilmente, ha dribblato subito le domande più ficcanti, portando l’attenzione sul suo esordio in Formula 2 in programma domani. Al test con la Ferrari del prossimo martedì (ed il successivo con l’Alfa Romeo) Mick ci penserà da domenica in poi, dopo la gara-2 che concluderà il weekend Formula 2.

Questo almeno è ciò che dice, e per quanto un test con la Rossa possa far girare la testa, Schumy jr sembra determinato a non farsi travolgere dagli eventi. Per lui la pressione non è certo una nuova compagna di viaggio, ma un’ombra che lo segue da sempre, e con la quale ha dovuto imparare a convivere. Sotto questo aspetto, è indubbiamente un passo avanti rispetto a tutti gli avversari della sua generazione.

Debutto F2 e poi due test F1, come stai strutturando i tuoi pensieri nel weekend? Qual è la tua priorità?
"La Formula 2".

Concentrato solo sulla Formula 2?
"Sì, al 110 per cento".

E poi i test F1...
"Penso che sia qualcosa su cui mi concentrerò non appena sarà il momento".

Quando ti è apparso chiaro che avresti avuto questa chance di carriera?
"Non c’è un momento preciso. Già nel karting mi sono detto 'okay, questo è ciò che voglio davvero fare, e lo voglio fare in modo professionale'. Quindi è un percorso iniziato presto, che ho preso sul serio e che finora ha funzionato. Sono felice di essere qui".

Nella storia della Formula 1 ci sono solo due casi di campioni del mondo padre/figlio. Credi di poter provare a raggiungere un traguardo di questo tipo?
"È una domanda difficile, almeno fino a quando non sarà il momento giusto per rispondere. Oggi sono molto contento di gareggiare in Formula 2, poi si vedrà".

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Quando hai capito che avresti avuto la possibilità di guidare una Ferrari, cosa hai pensato?
"È davvero difficile da far credere, ma al momento non sono concentro su questo. Per me è davvero importante iniziare al meglio la mia stagione in Formula 2 e poi guarderò avanti".

Qual è stato il tuo lavoro di preparazione al test F1? Il simulatore Ferrari?
"Ci sono un sacco di aspetti con cui puoi familiarizzare grazie al simulatore, e ho colto l’opportunità. Ho utilizzato quello della Prema, sto facendo molto lavoro per la preparazione alla Formula 2, ed anche allenamento in vista di questo weekend che sarà molto impegnativo fisicamente. Come ho già detto, l'Formula 2 è la priorità per me, quindi mi sono concentrato su quello".

Cosa è cambiato in Mick Schumacher come pilota nel 2018?
"La crescita personale c’è sempre, ovviamente, ci si abitua e si familiarizza, in una parola si matura. Lavorare con molte persone validissime mi ha consentito di crescere nella giusta direzione e migliorare".

Quando pensavi di raggiungere il traguardo di guidare una Ferrari?
"È stata un’opportunità che si è concretizzata all'improvviso".

Cosa pensi dell'attenzione extra che ricevi come ‘figlio di Michael’? Come la gestisci?
"È una domanda difficile. Capisco che si parli di me, sono figlio di mio padre e sono felice di esserlo. Quello che ha fatto lo ha reso il migliore di sempre nella storia della Formula 1, e non posso che essere molto felice di avere un padre cosi".

Ricordi la prima volta che sei entrato nel paddock di Formula 1?
"Ricordo alcune visite, per lo più avvenute senza che nessuno lo sapesse. Ero un bambino, ed ero felice di poter vedere ciò che mi circondava, ma la prima volta in cui sono entrato in un paddock in modo più cosciente è stato due o tre anni fa, una visita che mi ha permesso di osservare da vicino diverse squadre avendo un’idea di cosa accade in Formula 1".

La prima volta che hai visto una gara di F1 dal vivo ti è piaciuta?
"È stato meglio di quanto mi aspettassi. Tutto molto veloce, macchine bellissime, come bellissime sono oggi. Immagino che essere un pilota di Formula 1 sia qualcosa di molto speciale, perché ce ne sono solo venti al mondo, e se sei uno di loro vuol dire che hai raggiunto un ottimo livello e centrato un obiettivo che molte persone sognano".

Che cosa hai imparato da tuo padre sull'essere un pilota?
"Credo che non sarei la persona che sono oggi se non fosse per lui. Abbiamo condiviso tanto tempo in karting, e sono insegnamenti che mi hanno aiutato molto lungo il percorso".

Ha programmato quanto tempo restare in Formula 2?
"Non abbiamo nemmeno iniziato la prima gara".

Ti sei posto un obiettivo in questa stagione?
"Imparare il più possibile, crescere e garantire il miglior potenziale e le migliori prestazioni possibili".

Cosa ha detto tua madre quando ha saputo dell’opportunità di provare una Ferrari?
"Ovviamente era molto felice, ed anche io lo sono".

In cinque giorni arriverà l’esordio in Formula 2 e due test in Formula 1. Sicuro di poter gestire tutto?
"Assolutamente sicuro".

Come è stato andare a Maranello?
"È stato un momento speciale, è difficile da descriverela sensazione che provi quando entri per la prima volta. Se ne hai la possibilità, dovresti assolutamente farlo! È qualcosa di molto speciale".

Tu e Max (Verstappen) siete cresciuti insieme sulle piste di kart…
"Correvamo nello stesso weekend, quindi ci siamo visti per un po'. Sta andando alla grande, direi. Vacanze insieme? Diversi anni fa, ma non ricordo proprio quando, le nostre famiglie si conoscono".

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