Mercedes rialza la testa, Ferrari non perde la fiducia

Valtteri Bottas, in una simulazione da qualifica, ha riportato la Mercedes in testa alla tabella dei tempi. La squadra campione del mondo ho riproposto i soliti valori nel giro secco, ma ancora deve lavorare sull'utilizzo delle gomme che fanno fatica ad andare nella giusta finestra di utilizzo. Bene la Red Bull con Perez, mentre Leclerc è ottimista sulla Ferrari: "Non accetterei un sesto posto nel primo Gran Premio. Mi aspetto di più dalla Rossa!".

Mercedes rialza la testa, Ferrari non perde la fiducia

Sakhir, ore 14:00. Lewis Hamilton ha terminato la sua sessione di prove nella sabbia all’esterno della curva 13, e la classifica del turno di quattro ore del mattino lo vede in ottava posizione. “Una partenza orribile – commenta Toto Wolff – non siamo veloci e non abbiamo affidabilità. Nessuno è nervoso nel team, ma ci sono tante cose che non stanno funzionando e compromettono il setup. La Red Bull? Direi che ha iniziato in modo perfetto, diciamo… alla Mercedes”.

Quattro ore dopo la classifica di giornata vede al comando Valtteri Bottas, emerso in un mini-turno di qualifica improvvisato nell’ultima ora di attività. Molti piloti sono scesi in pista per un ‘run’ con gomme C5 (le più veloci della gamma Pirelli), e si è avuto un assaggio di giri veloci.

Prima è salito in cattedra un brillante Antonio Giovinazzi, poi Lando Norris, quindi Pierre Gasly e nel finale ecco la zampata di Bottas.

Valtteri Bottas, Mercedes W12

Valtteri Bottas, Mercedes W12

Photo by: Steve Etherington / Motorsport Images

Primo acuto della W12, ma restano i problemi

I numeri stampati sul monitor rendono difficile sposare la causa di Wolff, fermo restando che la Mercedes in questi test pre-campionato ha confermato l’avvio più problematico degli ultimi sette anni.

Nel box non si è persa la calma, lavorando molto sul setup ed arrivando ad un bilanciamento accettabile. Restano comunque delle difficoltà, soprattutto nelle prime tre curve del circuito di Sakhir, facendo ipotizzare un problema di warm-up degli pneumatici. Giro dopo giro, con le gomme che entrano nella corretta finestra di funzionamento, la W12 si conferma più equilibrata, ed i riscontri nei long-run sono stati buoni.

Non era giustificato il pessimismo di Wolff, ma non lo sarebbe neanche un ottimismo alimentato dalla leadership di giornata. La W12 ha bisogno ancora di molto lavoro, e l’allarme cambi è suonato forte anche oggi, con Sebastian Vettel costretto ai box per tutta la mattina: stessa trasmissione (la specifica 2020), stesso problema, stesso esito.

Un bel grattacapo per i tecnici di Brackley, molto maggiore del potenziale della W12, che lentamente inizia ad emergere.

Sergio Perez, Red Bull Racing RB16B

Sergio Perez, Red Bull Racing RB16B

Photo by: Charles Coates / Motorsport Images

Perez completa un GP, domani il giro veloce

A mancare è stato il riscontro cronometrico della Red Bull, che con Sergio Perez ha completato 117 giri.

La RB16B ha di fatto confermato quanto di buono ha fatto vedere ieri da Max Verstappen, soprattutto nelle simulazioni di gara, nelle quali Checo ha confermato un’ottima costanza di rendimento con diverse mescole di pneumatici.

Qualche imprevisto c’è stato anche in casa Red Bull (Perez ha visto il cofano motore aprirsi in pista), ma nel complesso la Red Bull si è confermata anche nella seconda giornata di Sakhir come la monoposto al momento più avanti nel rapporto bilanciamento/performance/affidabilità.

“Sergio ha portato a termine una simulazione di gara completa – ha confermato il responsabile degli ingegneri Red Bull, Guillaume Rocquelin - inclusi i pit stop, cosa che gli è stata molto utile per integrarsi completamente con le procedure della squadra. È chiaro che non abbiamo inseguito i tempi sul giro, decidendo di utilizzare solo le mescole più dure, quindi non ci sono conclusioni reali da trarre leggendo la classifica dei tempi”.

La Red Bull proverà domani la simulazione di qualifica, un momento particolarmente atteso per confrontare il potenziale della RB16 sul giro singolo con la concorrenza.

Charles Leclerc, Ferrari SF21

Charles Leclerc, Ferrari SF21

Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images

Leclerc ottimista: “Non firmerei la 6 posizione”

Uno dei rebus più complessi in questi test di Sakhir è la SF21. La nuova monoposto di Maranello, sesta oggi nella classifica finale con Charles Leclerc, continua a macinare chilometri ma senza quei segnali a cui i tifosi del Cavallino vogliono aggrapparsi per immaginare un’importante risalita.

Pretattica? Come tutti, si potrebbe dire, perché chi più, chi meno, tutte le squadre si guardano bene dal giocare a carte scoperte nei test pre-campionato.

Nella seconda giornata di attività in pista si è vista una monoposto poco convincente sui long-run, soprattutto sul fronte del degrado. Una valutazione oggettiva leggendo il monitor dei tempi, ma commentata in modo differente dalla stessa squadra.

“Abbiamo lavorato molto sulla gestione degli pneumatici Pirelli sulla lunga distanza – ha spiegato Laurent Mekies - raccogliendo un’importante mole di dati che ora dovrà essere attentamente analizzata. La cosa più importante è riuscire a completare il programma prefissato ed è quello che abbiamo fatto. Alla concorrenza cominceremo a pensare fra due settimane, nella qualifica del Gran Premio del Bahrain”.

“Non credo che ci sia stato nulla di allarmante – ha commentato Leclerc in merito ai long-run – abbiamo fatto molte prove, alcune positive altre meno, però alla fine abbiamo imparato molto e il feeling è stato abbastanza buono".

"Sono in Formula 1 da tre anni, e ho imparato che non è prudente fare molte ipotesi sui valori in campo basandosi sui riscontri dei test pre-campionato, è realmente difficile ora capire il potenziale dei nostri avversari. Firmerei il sesto posto in qualifica tra due settimane? No, perché voglio di più”.

Ha sorriso Leclerc nel confermare che non vuole porsi limiti, ora resta da capire se è un augurio o reale fiducia nel lavoro fatto a Maranello.

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