Mercedes: fra surriscaldamenti e aumenti dei consumi è sparita la supremazia di motore?

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Mercedes: fra surriscaldamenti e aumenti dei consumi è sparita la supremazia di motore?
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes , Direttore Responsabile
12 giu 2018, 11:45

Il debutto del motore 2 è stato posticipato al Castellet, Bottas ha avuto seri problemi di consumo, mentre Hamilton ha dovuto ridurre la potenza per un surriscaldamento. Che succede a Brixworth?

Toto Wolff, Direttore esecutivo (Business), Mercedes AMG
Valtteri Bottas, Mercedes-AMG F1 W09 e Max Verstappen, Red Bull Racing RB14, , prendono la bandiera a scacchi
Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09, solleva dei detriti
Valtteri Bottas, Mercedes-AMG F1, nella conferenza stampa
Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, nel garage
Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1 W09, pit stop
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09, effettua un pit stop
Andy Cowell, Managing Director, HPP, Mercedes AMG, nella conferenza stampa
Valtteri Bottas, Mercedes-AMG F1 W09, arriva nel parco chiuso
Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1 W09
Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09

Cosa sta succedendo alla Mercedes? Valtteri Bottas ha quasi finito la benzina nel GP del Canada e se ci fosse stato ancora un giro non avrebbe finito la gara, parcheggiando di lato la sua W09.

Lewis Hamilton ha dovuto anticipare il pit stop al 16esimo giro per far aprire gli sfoghi d’aria ai lati dell’abitacolo dopo il surriscaldamento della power unit che ha determinato un calo di potenza del 6 cilindri già subito dopo il via.

L’inglese al rientro in pista è stato sfilato dalla Red Bull di Daniel Ricciardo e, da quel momento, non è mai stato in grado di andarsi a riprendere quel quarto posto che lo avrebbe tenuto in testa al mondiale piloti di un punto.

Sulla pista dove Hamilton aveva vinto sei volte, il campione del mondo ha dovuto correre come un gregario, con la testa pensando al campionato. Quello che per quattro anni è stato il punto forte della Mercedes nell’era ibrida, si sta trasformando in un punto debole.

Com’è possibile? Avevamo incontrato Andy Cowell, il direttore di Mercedes AMG High Performance Powertrains, prima dell’inizio del campionato a Villastellone, all’inaugurazione del nuovo centro ricerche della Petronas e l’occhialuto inglese sembrava tranquillo sul potenziale della power unit siglata F1 M09 EQ Power+ sviluppata a Brixworth.

I rilevamenti fonometrici effettuati a Montreal durante le qualifiche avevano detto che Valtteri Bottas disponeva di un motore capace di esprimere una dozzina di cavalli in più rispetto alla più spompata unità di Lewis Hamilton. Entrambi i propulsori avevano superato i 5 mila chilometri (potrebbero essere usati per fare la 24 Ore di Le Mans!) eppure avevano ancora un (piccolo) margine sullo 062 EVO 2 di Sebastian Vettel che ha fatto il suo debutto proprio in Canada.

Il margine di potenza si è assotigliato in qualifica, dove il bottone magico della Mercedes ha sempre permesso di fare la differenza e non deve sorprendere se Vettel abbia siglato sul Circuit Gilles Villeneuve la quarta pole position della stagione su sette gare.

Gli uomini della Stella avevano lasciato intendere che la Ferrari usava ancora in modo sconsiderato l’olio come additivo della benzina nel giro secco, ma anche dopo l’ultima direttiva tecnica FIA che ha chiarito come il lubrificante usato per il turbo debba sottostare ai limiti di consumo del motore (0,6 kg ogni 100 km), non è successo niente di strano.

È vero Valtteri Bottas ha fallito la pole solo di 93 millesimi di secondo. Un soffio e forse nemmeno quello! Passi che la Mercedes soffra nell’uso delle gomme più morbide, ma non si può pensare che stia perdendo la leadership dei motori, tanto più che questa volta la Rossa non era sotto la lente di osservazione della FIA come a Monaco per la batteria.

Il mancato debutto del motore 2 è sintomatico che c’è qualcosa che non quadra nella gestione delle power unit. Le unità nuove erano state portate in Canada come scorta, pronte a essere montate se ce ne fosse stato il bisogno.

Nell’ultimo long run di delibera, invece, i tecnici avevano trovato qualcosa che non andava in una tolleranza (si è parlato di 0,02 mm, una misura che non si vede, ma che viene letta solo dagli strumenti a controllo numerico) e il debutto è stato posticipato.

In gara abbiamo visto quanta fatica abbiano fatto le due W09 con i motori in configurazione 1 a conseguire dei piazzamenti, evidenziando come lo 062 EVO2 della Ferrari non avrà fatto un grosso passo avanti in termini di potenza, ma ha certamente migliorato la sua efficienza: Vettel ha concluso la corsa senza alcun problema di consumo, mentre Bottas ha dovuto alzare il piede nel finale per vedere il traguardo.

La sensazione è che dall’inizio dell’anno a Brixworth abbiano un potenziale che non riescono a sfruttare: come se il motore non potesse essere tirato a quello che sarebbe il suo limite. E qui si entra in una zona grigia: c’è chi sostiene che la Petronas, per la prima volta, non abbia formulato il giusto carburante per queste power unit che devono durare 7 GP.

C’è chi replica che non si sarebbe lavorato bene in camera di combustione (con iniettore e candela con il “cappuccio” nello sviluppo della tecnologia TJI) per tenere sotto controllo surriscaldamenti e, soprattutto, i consumi che sono cresciuti rispetto alla migliore concorrenza.

Al GP di Francia è atteso il debutto del motore 2 abbinato a un nuovo carburante: basteranno per restituire il sorriso a Lewis Hamilton? Lo scopriremo al Paul Ricard…

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Su questo articolo

Serie Formula 1
Evento GP del Canada
Sotto-evento Domenica, post-gara
Piloti Lewis Hamilton, Valtteri Bottas
Team Mercedes
Autore Franco Nugnes
Tipo di articolo Analisi