Retroscena Mercedes: ecco perché Hamilton è rimasto solo in griglia

La squadra di Brackley ha spiegato che temeva non solo di perdere posizioni rientrando ai box prima del via per passare dalle intermedie alle slick, ma anche di poter incappare in un contatto o in un unsafe release vista la natura stretta della pitlane di Budapest.

Retroscena Mercedes: ecco perché Hamilton è rimasto solo in griglia

La scena a cui si è assistito nella seconda partenza del Gran Premio d’Ungheria, con la sola monoposto di Lewis Hamilton ad attendere lo spegnimento del semaforo, è qualcosa mai visto in oltre settant’anni di storia della Formula 1, ed è probabile che non si vedrà mai più.

Mentre la Mercedes numero 44 era sulla griglia di partenza gli altri quindici piloti che lo seguivano nel giro di ricognizione erano entrati in pit-lane per passare alle gomme slick (la pista nel giro di formazione era apparsa subito asciutta) operazione che Hamilton ha completato dopo aver percorso un giro da leader solitario della corsa e che lo ha portato in ultima posizione.

La scelta di non far rientrare Hamilton ai box per passare alle slick è di fatto costata a Lewis la vittoria nel Gran Premio d’Ungheria. Ma cosa ha determinato la scelta Mercedes? Come è stato possibile che gli strateghi del team campione del Mondo non abbiano agito come tutte le altre squadre? Il primo motivo è legato alla posizione del box in pitlane.

Come team campione del Mondo, alla Mercedes vengono assegnati i primi due box al termine della corsia di ingresso, un vantaggio per i piloti che devono ‘mirare’ la posizione perfetta per il pit-stop, ma con una controindicazione emersa in questa particolare circostanza.

In Mercedes hanno valutato che sarebbero tornate in pit-lane la metà delle monoposto in pista per evitare l’inevitabile attesa tipica dei casi in cui entrambi i piloti di un team arrivano nel box per il cambio gomme, e se Hamilton fosse entrato ai box da leader, al termine del suo cambio di pneumatici avrebbe dovuto attendere il passaggio di tutte le monoposto alle sue spalle prima di poter imboccare la fast-lane, per non incappare nel temuto (in questi casi particolari) unsafe release. Il tutto con il rischio di un contatto (come avvenuto tra Mazepin e Raikkonen) a causa delle ridotte dimensioni della corsia box dell’Hungaroring.

“Facendo un passo indietro forse avremmo dovuto montare le slick prima ancora del giro di ricognizione – ha commentato Andrew Shovlin – siamo stati prudenti, forse anche a causa dei problemi in cui si erano imbattuti i nostri avversari diretti, ma a parte la nostra scelta, sono stato molto sorpreso vedere che tutti avevano scelte le intermedie! In merito alla decisione di non richiamare Lewis ai box, è stata motivata anche dalla volontà di non voler rischiare un contatto in pitlane, scenario assolutamente da non sottovalutare a Budapest”.

Secondo le procedure automatizzate della Mercedes, se Hamilton fosse rientrato ai box sarebbe uscito occupando tra il settimo posto ed il decimo posto, una posizione comunque migliore rispetto a quella i cui si è trovato Lewis dopo al sua sosta, ovvero l’ultima.

A complicare ulteriormente la vita di Hamilton sono state le difficoltà riscontate al momento di dover superare il primo avversario, Antonio Giovinazzi, rimasto davanti alla Mercedes per ben cinque giri. Alla luce di questa situazione gli strateghi di Hamilton hanno anticipato il primo pit-stop al giro numero 20, passando alle hard e decidendo di fatto che la loro gara sarebbe stata su due soste.

Dai calcoli della squadra per aggiudicarsi la corsa Hamilton avrebbe dovuto superare Alonso entro la sessantesima tornata, ovvero cinque giri prima rispetto a quanto Lewis è poi riuscito a fare. Ilo ritmo c’era ma superare è altra cosa, e Lewis lo ha constatato restando oltre dieci giri nella scia della Alpine.

Tornando alla scelta strategica troppo conservativa, Toto Wolff ha difeso la scelta della squadra, giudicandola corretta al 100%. “L’ho pensato anche io quando è stata fatta la scelta – ha ribadito – in quel momento non era ancora certo che la pista fosse davvero asciutta, ora è facile giudicare, ma avremmo comunque potuto vincere oggi se…Lewis non avesse trovato Fernando sulla sua strada”.

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