Mercedes: Lewis e Toto lanciano strani messaggi

Nle giorno della festa per il settimo mondiale Costruttori di fila conquistato dalla Mercedes, Hamilton e Wolff lanciano degli interrogativi inquietanti. L'esa-campione non sa se sarà ancora in F1 l'anno prossimo, mentre il team principal ammette di aver già individuato il suo successore. Perché la coppia più vincente dei GP anziché assaporare il successo trasmettono dei messaggi in codice? A chi si stanno rivolgendo?

Mercedes: Lewis e Toto lanciano strani messaggi

Sono arrivati in parata, come stabilito prima del via. Lewis Hamilton e Valtteri Bottas si sono concessi un giro d’onore che ha reso omaggio alla Mercedes, squadra che ad Imola ha festeggiato la quinta doppietta stagionale ma soprattutto il settimo titolo Mondiale Costruttori consecutivo.

Un traguardo annunciato da tempo ed ufficializzato oggi con quattro gare di anticipo sulla fine di un’ennesima stagione trionfale.

C’è poco da aggiungere senza ricadere in quanto già detto più volte. Che l’attuale Mercedes sia la squadra più forte che abbia calcato le scene nella storia della Formula 1 era già chiaro da tempo, ora è certificato anche dai numeri, che testimoniano un ciclo iniziato nel 2014 e proseguito senza soste.

Tra due settimane arriverà, molto probabilmente, anche il titolo numero 7 di Hamilton, che insieme a Toto Wolff è parte integrante di questo progetto da quando ha preso forma, ovvero dalla seconda metà del 2012. Oggi, dopo la vittoria numero 93 della sua carriera, Lewis ha ringraziato via-radio la squadra per quanto gli ha consentito di raggiungere. “Non l’avremmo fatto senza di te”, ha risposto Wolff.

Le celebrazioni sono proseguite sotto il podio, e questa volta il saluto “di gomito” tra Hamilton e la squadra è stato sostituito da abbracci (con mascherina) che hanno riportato all’era pre-Covid, quando Hamilton si lanciava letteralmente addosso ai membri del team.

Anche per Bottas la giornata è stata meno amara rispetto a Portimao (nonostante l’epilogo sia stato identico) perché di fatto il finlandese ha dovuto disputare una gara condizionata non poco da un detrito raccolto nel corso del secondo giro.

Tutto perfetto, tutto bello, ma terminate le celebrazioni oltre ai ringraziamenti di rito sono arrivati anche dei messaggi trasversali assolutamente non casuali.

Il tema è il solito, ovvero il rinnovo di Hamilton e Wolff che tarda ad arrivare. Da ormai molti mesi la versione ufficiale era la “mancanza di tempo per mettersi a sedere” (nel caso di Lewis), e nelle scelte di vita da parte di Wolff, che ha più volte sottolineato di voler fare un passo indietro rispetto al ruolo operativo che ricopre attualmente.

La partita a poker di Hamilton e Wolff

Oggi a Imola sono arrivati messaggi diversi. Interrogato in merito al suo futuro, Hamilton ha raggelato i presenti:
“Mi piacerebbe essere qui il prossimo anno, ma non ne ho la certezza. Ci sono molte cose che mi eccitano anche al di fuori della Formula 1, quindi il tempo lo dirà”.

“Siamo a Novembre – ha proseguito – è incredibile che non manchi poi così tanto a Natale, da parte mia mi sento benissimo, ma vedremo”.

Poco dopo è stato chiesto a Wolff di commentare le dichiarazioni del suo pilota, e il team principal della Mercedes non si è nascosto.
“Immagino che se Lewis decidesse di lasciare la Formula 1, cosa che non credo che accada, ci sarebbe un terremoto nel paddock, ed avremmo un mercato piloti molto frenetico! Ma penso che siano parole legate anche al momento, siamo tutti felici ma anche molto stanchi".

"Ed è lo stesso per me, in un certo senso io e Lewis stiamo vivendo la stessa sensazione, abbiamo una simbiosi. Sono in un contesto che mi rende molto orgoglioso, qui in Mercedes, e non andrò da nessuna altra parte, magari il mio ruolo potrebbe cambiare in futuro, ma non bisogna mai essere sicuri al cento per cento".

"Niki Lauda negli anni ’70 si svegliò una mattina, era un venerdì o un sabato di un weekend di gara, e disse: ‘Semplicemente non mi sto divertendo più’, e si ritirò. Credo che possa succedere a chiunque, ma in merito a me e Lewis credo che vogliamo continuare questo viaggio. Non abbiamo finito, Lewis, io e tutta la squadra, non abbiamo ancora finito”.

Wolff ha anche ammesso di aver identificato la persona che potrà rilevare il ruolo di team principal che occupa attualmente:
“Si, è vero ma se mi chiedete il nome non ve lo dirò!”.

“Non conosco neanche io il nome che ha in testa Toto – ha commentato Hamilton – ma sono certo che sarà un leader. Non metterà nessuno che non sia all'altezza di quel ruolo e sono certo che troverà la persona giusta. È per questo che abbiamo ottenuto così tanti successi, Toto ha trovato le persone giuste e le ha messe nella posizione di poter dare il più possibile, ha consentito a ogni persona in questa squadra di essere il meglio che può essere. Da parte mia sono pronto ad appoggiarlo in qualunque cosa voglia fare in futuro”.

Quello che appare certo, ormai da molti mesi, è che la Mercedes sta attraversando una fase di riassestamento.

Wolff ha sottolineato fino alla noia che in realtà la squadra sarà sempre la stessa, almeno nei suoi ruoli chiave, ma è anche vero che nel mese di novembre ci sono ancora dei punti interrogativi legati al suo ruolo e alla presenza di Hamilton.

Dall’esterno sembra tanto una partita a scacchi, disputata in un contesto nebuloso che non consente di capire esattamente chi è seduto dall’altra parte del tavolo, visto che la squadra dovrebbe subire in tempi brevi un riassetto societario che porterà a detenere una quota del pacchetto azionario il gruppo Ineos. Ma è difficile immaginare una Mercedes alla prima gara del 2021 senza Toto Wolff e Lewis Hamilton.

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