Masi spiega perché Hamilton non è stato penalizzato per la retro

Michael Masi, direttore di gara della F1, spiega per quale motivo non sia stata sanzionata la manovra di Hamilton fatta dopo essere finito a muro alla Tosa nel corso del 31esimo giro del GP dell'Emilia Romagna.

Masi spiega perché Hamilton non è stato penalizzato per la retro

Il Gran Premio dell'Emilia Romagna ha offerto numerosi spunti di dibattito, tra incidenti, penalità e sorpassi. Tra questi ha fatto scalpore la retromarcia fatta al 31esimo giro da Lewis Hamilton, in seguito a un errore nel corso del doppiaggio fatto nei confronti di George Russell.

L'incidente di Hamilton è avvenuto all'esterno della Tosa: il 7 volte iridato ha perso il controllo della sua Mercedes W12 uscendo dalla traiettoria asciutta (in quel momento aveva gomme medie) e finendo sull'umido. A quel punto ha perso il posteriore e, nel tentativo di recuperare il controllo del mezzo, è finito nella via di fuga, a pochi centimetri dal muro.

Hamilton ha poi cercato di voltare a sinistra per riprendere la via della pista, ma è finito contro le barriere per aver calcolato male la distanza tra il muso della sua W12 e il muro, rovinando per altro anche l'ala anteriore.

A quel punto, bloccato contro al muro, Hamilton ha deciso di fare una retromarcia che lo ha riportato direttamente in pista, con appena una manovra e proprio quando stavano sopraggiungendo altre monoposto, che lo hanno sfilato rimanendo in traiettoria. Hamilton è poi riuscito a ripartire e a concludere la gara al secondo posto sfruttando bene la bandiera rossa innescata dall'incidente tra George Russell e il compagno di squadra Valtteri Bottas.

 

Al termine della corsa il direttore di gara della F1 Michael Masi ha spiegato per quale motivo la manovra di Hamilton non sia stata da penalizzare: "Lewis ha fatto retromarcia nella via di fuga in ghiaia fuori dalla pista. Ascoltando la comunicazione tra il pilota e la squadra, si evince come il team stesse radioguidando Hamilton nella manovra, dicendogli dove si trovava in quel momento".

"Quindi, in quella particolare circostanza, non abbiamo ritenuto necessario prendere in considerazione la possibilità di riferirlo ai commissari".

Masi ha aggiunto che tali manovre vengono sempre giudicate in base alle circostanze, quindi se Hamilton fosse tornato in pista in modo pericoloso, le cose sarebbero andate diversamente.

"Noi prendiamo caso per caso, bisogna davvero calcolare tutte le circostanze che sono attorno al fatto", ha concluso Masi.

Riflettendo sui momenti in cui era bloccato in barriera, Hamilton ha detto di aver impiegato un'eternità prima che la retromarcia venisse selezionata.

"Semplicemente non riuscivo a innescare la retromarcia, quindi stavo tenendo premuto il pulsante di retromarcia e ho impiegato un'eternità per innestarla. Non pensavo che avrebbe funzionato. Ho provato a fare retromarcia e fare una specie di testacoda per rimettermi in pista ed ero di nuovo in barriera. Quindi ho impiegato tanto tempo per tornare indietro".

"Quando stavo facendo retromarcia pensavo di dover continuare a tornare indietro. E se non l'avessi fatto probabilmente sarei stato ancora fermo in barriera. Dunque sono molto contento di aver fatto quella scelta", ha concluso Hamilton.

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