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Masi: "Penalità Verstappen? Non hanno inciso le sue parole"

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Masi: "Penalità Verstappen? Non hanno inciso le sue parole"
Di:
Tradotto da: Matteo Nugnes
28 ott 2019, 15:33

Il direttore di gara Michael Masi ha delineato i fattori che hanno contribuito a penalizzare Max Verstappen con quello che è sembrato un ritardo significativo al termine delle qualifiche del Gran Premio del Messico.

La penalità di tre posizioni in griglia che è costata la pole position al pilota della Red Bull è stata uno degli argomenti caldi del weekend di Città del Messico, anche perché la FIA ha dato la sensazione di aver preso una decisione tardiva anche soloper convocare l'olandese davanti ai commissari.

In effetti, molti presumevano che l'investigazione fosse scattata solo dopo che la FIA ha sentito le dichiarazioni del pilota olandese durante la conferenza post-qualifiche.

Quando gli è stato domandato dai giornalisti, infatti, Verstappen aveva ammesso di non aver alzato il piede, nonostante avesse visto la vettura di Valtteri Bottas a muro. Max però si aspettava solo che gli venisse cancellato il tempo per questo, ma non di perdere la pole position.

 

Il direttore di gara Michael Masi, però, ha insistito sul fatto che i commenti di Verstappen non hanno avuto un ruolo nella sua penalità, e che vari fattori hanno contribuito a generare quello che è stato percepito con un ritardo, incluso il fatto che l'incidente di Bottas aveva messo fuori uso il servizio di smistamento in quel punto.

"Tutte le bandiere tradizionali, la gialla, la doppia gialla, la verde, la bianca e la rossa e gialla sono gestite dalla postazione dei commissari" ha detto Masi. "Ognuna di esse ha un pannello sul quale si può attivare il segnale premendo un pulsante".

"La Safety Car, la bandiera rossa, o la Virtual Safety Car invece sono gestite dalla direzione gara. Diciamo che tutte le indicazioni che devono uscire simultaneamente su tutto il circuito, sono gestite direttamente da noi".

"L'incidente di Valtteri ha reciso il cavo del pannello, quindi il commissario avrebbe potuto premerlo anche mille volte, ma non si sarebbe acceso".

Valtteri Bottas, Mercedes AMG W10, crashes heavily at the end of Qualifying

Valtteri Bottas, Mercedes AMG W10, crashes heavily at the end of Qualifying

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

La penalità di tre posizioni in griglia che è costata la pole position al pilota della Red Bull è stata uno degli argomenti caldi del weekend di Città del Messico, anche perché la FIA ha dato la sensazione di aver preso una decisione tardiva anche soloper convocare l'olandese davanti ai commissari.

In effetti, molti presumevano che l'investigazione fosse scattata solo dopo che la FIA ha sentito le dichiarazioni del pilota olandese durante la conferenza post-qualifiche.

Quando gli è stato domandato dai giornalisti, infatti, Verstappen aveva ammesso di non aver alzato il piede, nonostante avesse visto la vettura di Valtteri Bottas a muro. Max però si aspettava solo che gli venisse cancellato il tempo per questo, ma non di perdere la pole position.

Il direttore di gara Michael Masi, però, ha insistito sul fatto che i commenti di Verstappen non hanno avuto un ruolo nella sua penalità, e che vari fattori hanno contribuito a generare quello che è stato percepito con un ritardo, incluso il fatto che l'incidente di Bottas aveva messo fuori uso il servizio di smistamento in quel punto.

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"Tutte le bandiere tradizionali, la gialla, la doppia gialla, la verde, la bianca e la rossa e gialla sono gestite dalla postazione dei commissari" ha detto Masi. "Ognuna di esse ha un pannello sul quale si può attivare il segnale premendo un pulsante".

"La Safety Car, la bandiera rossa, o la Virtual Safety Car invece sono gestite dalla direzione gara. Diciamo che tutte le indicazioni che devono uscire simultaneamente su tutto il circuito, sono gestite direttamente da noi".

"L'incidente di Valtteri ha reciso il cavo del pannello, quindi il commissario avrebbe potuto premerlo anche mille volte, ma non si sarebbe acceso".

Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 getting into the medical car after crashing in qualifying

Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 getting into the medical car after crashing in qualifying

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

"Sono tornato in ufficio ed ho iniziato ad analizzare i dati che avevamo a disposizione, controllando le tre vetture che erano passate dopo l'incidente di Bottas, ovvero quella di Hamilton, quella di Vettel e quella di Verstappen".

"Per Hamilton è stato semplice, perché non c'era ancora la bandiera gialla. Per quanto i commissari abbiano fatto un lavoro incredibile, mostrandola molto velocemente, non c'era ancora quando è passato Lewis. Anche con Sebastian era evidente che avesse alzato il piede".

C'è poi un motivo semplice per cui non è stata data sui monitore l'indicazione dell'investigazione in corso: "Era la fine della sessione, quindi il monitor dei tempi è passato alla sessione successiva, la gara della Porsche Supercup".

Una delle prime cose che sono state osservate da Masi e dai commissari sono stati i mini settori di cronometraggio e sul quello della bandiera gialla Verstappen non aveva fatto il miglior tempo della sua sessione. Questo aveva inizialmente suggerito che avesse rallentato, ma ulteriori indagini sulla telemetria hanno mostrato che l'acceleratore non si era mai alzato".

"Abbiamo guardato le immagini, i mini settori, i dati per ricostruire l'intero puzzle. Non ci siamo fermati solo ad un'informazione parziale. Potete pensare quello che volete, ma quello che lui ha detto in conferenza è stato irrilevante, perché noi avevamo già iniziato a lavorare".

Masi è fermamente convinto intatti che i commenti fatti in conferenza stampa da Verstappen non abbiano influenzato la decisione di convocarlo: "Al cento per cento. Quando l'ho comunicato ai commissari, dicendo che la vicenda andava indagata, i suoi commenti non erano ancora venuti alla luce".

Sebastian Vettel, Ferrari, Pole Sitter Max Verstappen, Red Bull Racing and Charles Leclerc, Ferrari in Parc Ferme

Sebastian Vettel, Ferrari, Pole Sitter Max Verstappen, Red Bull Racing and Charles Leclerc, Ferrari in Parc Ferme

Photo by: Steven Tee / Motorsport Images

Un'ulteriore complicazione è che i commissari erano impegnati anche in un'altra investigazione. Daniil Kvyat era stato segnalaro per un unsafe release ai danni di Daniel Ricciardo e in tal senso era stata convocata un'udienza 15 minuti dopo la sessione. Essendo impegnati, i commissari quindi non potevano seguire il caso Verstappen.

"I commissari erano nel mezzo di un'udienza con la Toro Rosso e la Renault, in merito ad un presunto unsafe release, quindi non potevano emettere prima la convocazione di Verstappen, che è la notifica formale.

"Dunque, appena conclusa l'udienza, hanno redatto la convocazione. Ho effettivamente riferito loro l'incidente a quel punto, una volta che c'era stata la questione da segnalare".

"Qualunque cosa accada durante le qualifiche, la valutiamo sempre dopo la sessione, senza dare penalità immediata. E' la nostra prassi, il modo in cui abbiamo sempre lavorato".

Il commento di Verstappen, che in conferenza stampa ha detto di aspettarsi al massimo la cancellazione del tempo e di non perdere la pole position, ha creato un po' di stupore quando poi è stato arretrato di tre posizioni in griglia.

"Nelle linee guida date ai commissari, la penalità da assegnare in questi casi è di tre posizioni in griglia, perché c'era solo una bandiera gialla. Se fosse stata doppia, la penalità sarebbe stata di cinque posizioni".

Quando poi gli è stato domandato se non ritiene che quello della F1 sia un sistema decisionale antiquato e lento rispetto a quello di altri sport, Masi si è detto convinto che la priorità sia quella di ottenere dei verdetti corretti piuttosto che rapidi.

"Il nostro è anche uno sport complicato. Bisogna guardare tutte le informazioni a disposizione prima di capire con certezza se un pilota ha violato le regole o meno. In questo caso, è stato determinato che uno di loro lo aveva fatto".

"E' per la natura di questo sport che dobbiamo guardare tutto nella sua totalità e confrontarlo con le norme regolamentari".

"Non direi che abbiamo un sistema antiquato. Molto banalmente è successo tutto mentre era in corso un'altra udienza e sono cose che occasionalmente possono capitare".

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