La FIA non ufficializza il calendario, il GP d'Italia guadagna tempo?

Il Consiglio Mondiale della FIA non ha varato il calendario della F.1: c'è ancora tempo per trovare una soluzione per salvare il GP d'Italia. La guerra fra Monza e Imola non aiuta, ma alla fine pare sia solo una questione di soldi.

La FIA non ufficializza il calendario, il GP d'Italia guadagna tempo?
Pasquale Lattuneddu of the FOM with Dr Angelo Sticchi Damiani, Aci Csai President
Simbolo Circuito di Monza
Jean Todt, Presidente FIA
Piero Ferrari, Ferrari Vice-President with Sergio Marchionne, Ferrari President and CEO of Fiat Chry
Tifosi Ferrari sulle gradinate
Tifosi sotto al podio

La FIA non ha ufficializzato il calendario del mondiale di Formula 1 dopo che si è riunito il Consiglio Mondiale a Torino nell'ambito della quarta edizione della FIA Sport Conference. Il GP d'Italia, quindi, guadagna qualche giorno ancora perché si possa chiudere l'ormai annosa trattativa sul rinnovo quadriennale del contratto che è in scadenza alla fine dell'anno.

Lo stato dell'arte ci propone uno scontro che è diventato molto aspro fra Monza e Imola per avere l'appuntamento tricolore nel mondiale di Formula 1. Anzi, volendo definire meglio lo scenario sarebbe più corretto dire che lo strappo è fra Angelo Sticchi Damiani, presidente di ACI Italia, e l'Enzo e Dino Ferrari. 

Uberto Selvatico Estense, presidente di Formula Imola, la società che ha in gestione l'autodromo emiliano, in attesa che Monza mettesse insieme i soldi per andare al rinnovo dell'incontro, ha già messo in tasca un accordo siglato da Bernie Ecclestone che diventerà valido nel momento in cui ci fosse la disponibilità dei 12,5 milioni di dollari all'anno che ACi Italia è disposta a deliberare per salvare il GP d'Italia.

Imola sostiene di avere le risorse per completare il budget di 25 milioni che Mister E vuole per dare la validità del GP d'Italia, mentre un risentito Angelo Sticchi Damiani non vuole prendere in considerazione l'opzione Imola fintanto che ha una speranza di tenere la Formula 1 nel "tempio della velocità".

Roberto Maroni, Governatore della Lombardia, ha garantito un investimento di 20 milioni di euro per quattro anni a supporto del rinnovo del contratto: in cambio dei 5 milioni di euro all'anno vuole una fetta della SIAS, la società che gestisce l'autodromo di Monza. Ma per quale ragione un Ente regionale dovrebbe investire dei soldi in una società che è piena di debiti?

Lo sta scoprendo anche il presidente dell'ACI che ieri a Roma ha incontrato Marco Coldani, l'esponente del CDA della SIAS che sta facendo da cerniera con l'Ac Milano: il manager di Lodi, apprezzato pilota gentleman, ha portato agli uomini di Sticchi Damiani un quadro economico che presenta non pochi dubbi (segno che sotto al... tappeto ci sono altre passività che stanno venendo a galla).

Il salvataggio del GP d'Italia a Monza sta diventando sempre più complicato, tanto più che Bernie Ecclestone ha pensato bene di nominare l'Heineken, nuovo finanziatore globale della Formula 1, come sponsor anche della gara tricolore, togliendo dalla disponibilità della SIAS la possibilità di trovare nuove risorse (metà della sponsorizzazione andrebbe per contratto a Mister E che così, invece, si prende l'intera torta).

Qualcuno ha cominciato a favoleggiare che ci potrebbe essere un aiuto di FCA. E si è parlato anche della possibile inserimento del Mugello, il circuito toscano di proprietà della Ferrari, in un folle trigono che aggiungerebbe anche la pista di prova dell'Alfa Romeo ad Arese da mettere in un pacchetto che verrebbe rilevato dall'ACI o co-gestisto con la FIAT?

I colpi di sole possono fare vedere tante lucciole per lanterne: per Marchionne il Mugello non è considerato un asset strategico e l'impianto di Arese è in altre mani. La Ferrari, per parte sua, essendo una delle squadre impegnate nel mondiale di F.1 è fra gli undici team che pretendono da Mister E i proventi dei diritti. Impensabile, quindi, che possa venire proprio da Maranello un supporto diretto per il GP d'Italia,

Alla fine, dopo tante chiacchiere si torna a parlare sempre della stessa questione: i soldi che mancano. E' quello il bubbone. Dove si possono trovare le risorse per chudere l'accordo con Ecclestone e far funzionare l'autodromo di Monza? Diciamo che, mal contati, in totale ci vogliono una trentina di milioni l'anno.

Una cifra molto impegnativa che va ben oltre l'investimento che porterebbe in dote l'ACI. In questo clima non giova la rottura fra Monza e Imola, mentre una collaborazione fattiva avrebbe forse permesso di evitare le brutte figure che l'Italia sta facendo, una volta di più, a livello internazionale.

Formula Imola vuole ricorrere al TAR contro la decisione dell'ACI di supportare solo e soltanto l'istanza di Monza. Siamo alle carte bollate e agli avvocati, mentre avrebbe molto più senso che tutti si sedessero intorno ad un tavolo per trovare la migliore soluzione. Impossibile? Non è detto. Questa sera alla cena di gala che a Imola lancia l'Historic Minardi Day in programma domani all'Enzo e Dino Ferrari potrebbe esserci Angelo Sticchi Damiani. Un'occasione da non perdere se il numero uno dell'ACI arriverà in tempo dal Consiglio Mondiale FIA che si è tenuto a Torino...

 

 

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