Kimi: "Senza i due anni di assenza dalla F1, oggi non sarei qui"

Il finnico lavora tanto al simulatore e non ha fatto mistero di vedere la sua vicinanza a Hinwil come un problema. Poi ha aggiunto: "Con queste macchine l'Eau Rouge è come un rettilineo. Poi ci sono vie di fuga facili...".

Kimi: "Senza i due anni di assenza dalla F1, oggi non sarei qui"

Per Kimi Raikkonen l'edizione attuale del Gran Premio del Belgio potrebbe rappresentare l'ultima volta da pilota di Formula 1. Lui, però, torna sulla pista su cui ha dato più volte il meglio di sé molto rilassato, reduce da un periodo vacanziero in cui è riuscito a stare con la propria famiglia e a ricaricare le batterie.

"Le vacanze sono state belle, piacevoli. Siamo andati in posti differenti, ho trascorso del tempo con la mia famiglia, dunque tutto bene. Ora si riparte. Non so se siamo pronti o meno, ma dobbiamo farlo".

Insomma, il solito Raikkonen. Così come è facile parlare della solita Spa, che nel corso degli ultimi anni non ha subito interventi tali da modificarne la morfologia, il disegno. Ad affermarlo è stato proprio il pilota dell'Alfa Romeo, pur individuando due fattori chiave che hanno cambiato la percezione e la guida dei piloti, dando alla pista che sorge sulle Ardenne un sapore differente rispetto al passato.

"La pista di Spa è più o meno la stessa rispetto a 20 anni fa. Certo, c'erano vie di fuga che rendevano tutto più difficile, perché dopo i cordoli c'era l'erba, o la sabbia o cose di quel tipo, soprattutto nei punti più veloci. Ora, sai, puoi prendere i rischi e riuscire a scamparla, se commetti un errore, perché ci sono tante vie di fuga in asfalto. Ma questo è cambiato su tutte le piste".

"Preferivo il vecchio disegno della Bus Stop. L'hanno cambiata un bel po' di volte nel corso degli anni ed era più bella all'inizio. Penso che a parte le vie di fuga e la chicane, poi la pista sia praticamente la stessa. Ora, ovviamente, le monoposto hanno più carico aerodinamico e certe parti della pista sono più facili. Ad esempio, l'Eau Rouge era un punto abbastanza difficile all'inizio, mentre ora è simile a un rettilineo per noi. Anche le altre curve sono diventate più veloci".

"Con le nuove monoposto penso che posti come l'Eau Rouge torneranno a essere più complicati, ma non lo sapremo con certezza sino a quando non vedremo in pista le monoposto. In condizioni di pista bagnata, anche oggi sono punti piuttosto difficili, ma dovremo aspettare di vedere il prossimo anno".

Alfa Romeo arriva a Spa-Francorchamps con aspettative non troppo alte. Si tratta di un tracciato ad alta velocità, dunque le C41 potrebbero faticare. Kimi, però, non si abbatte e pensa che il meteo possa giocare a proprio favore.

"Speriamo di essere più competitivi di quanto ci attendiamo. Con le limitazioni che abbiamo, sarà difficile fare bene con tutti questi rettilinei. Ma è anche vero che in altri posti con lunghi rettilinei abbiamo fatto bene. Non sarà facile di sicuro, poi dovremo capire quale tipo di meteo avremo nel corso del fine settimana. Potremmo avere condizioni miste".

Nel corso delle ultime settimane il finlandese è stato spesso occupato al simulatore. E' noto come Kimi non abbia mai gradito passare intere giornate a fare quel tipo di prove. Succedeva così anche a Maranello, quando era pilota Ferrari. Lui stesso non nasconde il fatto di essere infastidito dal vivere così vicino a Hinwil, perché più reperibile rispetto ad Antonio Giovinazzi e Robert Kubica.

"Sto lavorando molto al simulatore, ma probabilmente perché sono quello che vive più vicino a Hinwil e questo per me è il grande problema. E' facile per me andarci, perché la distanza da casa mia è di circa 40 minuti. Per il team è ancora una cosa piuttosto nuova e c'è molto lavoro da fare. Naturalmente ho più esperienza, avendo provato già altri simulatori. Lo farò e il mio lavoro è apprezzato, ma non sono certo i giorni più divertenti: passare tutta la giornata in un bunker... Ma ho un bel gruppo di persone attorno e fino a ora è andato tutto abbastanza bene".

Per concludere, ecco il Raikkonen che non ti aspetti. Quello che racconta, aprendosi, i due anni in cui è stato lontano dalla F1 - 2010 e 2011 - che, paradossalmente, gli hanno dato una mano a rientrare e a rimanerci sino a oggi, facendolo diventare il pilota più anziano del Circus iridato.

"I due anni d'assenza dalla F1 sono stati importanti. Alla fine del 2009 mi piaceva ancora correre e mi piacevano ancora le corse, ma il resto assolutamente no. Sicuramente se mi aveste chiesto quel giorni se avessi avuto voglia di tornare, vi avrei risposto di no. Ma in due anni le cose sono cambiate. Ho corso in altre categorie, ho finito per gareggiare contro altre persone e ho notato quanto mi piacesse. Ovviamente c'era un'opzione per tornare e l'ho fatto, ma sicuramente senza i due anni di assenza non sarei qui oggi. E' dipeso da molte cose, dagli anni, dai team e dalle persone con cui ho lavorato. Ma anche se mi stessi e mi stia divertendo o meno". ha concluso Raikkonen.

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