Ratti: "Renault si candiderà a costruire la Formula 2"

Il Ceo di Renault Sport Technologies non nega che ci siano trattative anche con un team di Formula 1

Ratti:

Al Salone di Ginevra la Renault non ha esposto la power unit di Formula 1 come l’anno scorso, ma ha portato la Formula E. Nello stand della losanga c’era Patrice Ratti, CEO di Renault Sport Technologies, che da oltre quattro anni dirige uno dei due rami sportivi della Casa Francese. Grande appassionato di corse, non è certo il tipo che si tira indietro a dare delle indicazioni chiare sul futuro agonistico di un marchio che ha sempre dedicato grandi attenzioni alle corse di vertice e che ha seminato molto nella formazione dei giovani piloti.

“Renault è una marca con due filiali impegnate nello sport: Renault Sport F1 che si occupa di Formula 1 e Renault Sport Technologies che si occupa di tutte le altre attività sportive della Casa e delle vetture della ricerca e sviluppo”.

Renault Technologies sta lanciando RS01: cosa si aspetta da questa vettura che sembra una GT e ha prestazioni da World Series?
“La vettura è stata progettata come una vera macchina da corsa con un design da concept car ed è qualcosa che non abbiamo mai fatto prima, perché di solito gli stilisti non si preoccupano di che telaio potrebbe andare sotto alle loro forme, mentre in questo caso abbiamo fatto lavorare insieme gli ingegneri con i designer. L’obiettivo era di mostrare il design e la tecnologia di Renault su una macchina da corsa da far gareggiare nell’ambito delle World Series con prestazioni fra una GT3 e il DTM. Prepareremo ance un kit per fare in modo che la vettura possa correre nel solo nel monomarca della World Series ma anche in altri Campionati come la serie VLN. La macchina è destinata a due tipologie di piloti: giovani professionisti e gentleman, con l’idea di preparare questi giovani piloti verso il GT o le gare Endurance, visto che ci sono molti conduttori che arrivano dalla Formula Renault e scoprono che non riusciranno a giungere alla Formula 1, per cui vogliamo offrire loro delle valide alternative. La RS01, quindi, sarà una macchina di congiunzione fra il mondo delle monoposto e le gare endurance. Al vincitore della serie verrà offerto un test in Giappone sulla Nissan Gt e se le cose andranno bene potrebbe approdare in Gt3”.

Siete gli organizzatori della Wordl Series che ha lanciato Ricciardo, Magnussen e Sainz jr: è il passaggio indispensabile per entrare in Formula 1?
“Diciamo di sì, ci sono state due eccezioni: Kimi Raikkonen che è arrivato alla Formula 1 direttamente dalla Formula Renault e adesso Max Verstappen promosso ai Gp dalla Formula 3 Europea, ma gli altri sono passati prima dalla Formula 3000 e poi dalla GP2 o dalla World Series”.

La Federazione Internazionale nel riconoscere la Superlicenza ai giovani piloti penalizza i conduttori della World Series a favore di altri campionati: è giusto?
“L’idea della Superlicenza con certe regole e certi limiti è positiva, non siamo d’accordo con la Fia sui punti che vengono concessi ai piloti della World Series e stiamo discutendo con la Federazione per convincerli a modificare l’attribuzione dei punti in modo più equo fra le diverse categorie”.

O avete l’intenzione di trasformare la futura World Series nella F.2 la nuova categoria che la FIA ha intenzione di lanciare nel 2017?
“La FIA ha annunciato che vuole lanciare un bando di partecipazione ai costruttori interessati alla Formula 2. Stiamo parlando con la Federazione e non nascondo che ci candideremo: saremmo interessati a trasformare quella che potrebbe essere la futura World Series nella serie cadetta internazionale. Ci sarà un capitolato al quale aderiremo: siamo in grado di farla e potremmo proporre la nuova monoposto alla FIA. Resterà il problema della F.Renault Alps che è l’anello di congiunzione fra la F.4 e la World Series, mentre la FIA punta sulla Formula 3. Questo è un tema di discussione…”.

L’attuale mondo delle corse si può permettere tre diverse categorie formative alla F.1?
“Prima della crisi economica c’era il mercato per due serie alternative, mentre adesso i numeri si sono affievoliti, per cui è difficile con due e impossibile con tre. Non sappiamo quando finirà la crisi e quali conseguenze porterà sul Motorsport, per cui bisogna evitare di fare salti nel buio, ma posso assicurare che la storia delle World Series andrà avanti, a dispetto di quello che si va dicendo in giro”.

Renault è partner della Formula E: che prospettive può dare questo campionato innovativo con monoposto elettriche?
“Non appena la FIA ha lanciato questo progetto abbiamo aderito subito, certi che il concetto fosse molto interessante e in linea con le logiche della Casa, poi abbiamo fatto un accordo con Spark per lo sviluppo della Spark-Renault SRT_01E. Dal prossimo anno la serie diventerà un campionato aperto e non monomarca con otto Costruttori e la Renault sarà fra questi. Vogliamo dimostrare al grande pubblico che si possono ottenere delle prestazioni importanti da una monoposto elettrica. Fino a ieri di elettrico c’erano solo le auto da golf, ma non penso che con quei mezzi si potessero fare delle corse. È importante dimostrare che si possono tirare fuori le prestazioni, la coppia e una serie di opportunità interessanti per il grande pubblico. C’è un secondo punto che ci spinge ad esserci ed è tecnologico: la Formula E ci permetterà di evolvere più in fretta strategie di elettronica o l’evoluzione delle batterie che saranno poi fondamentali anche nel prodotto di serie”.

Sarà possibile secondo lei arrivare alla ricarica elettrice wi-fi che la Formula E sperimenta sulla safety car?
“Non credo sia necessario. Bisognerà realizzare delle batterie con una capacità di durare per tutta la durata della corsa senza l’esigenza di ricarica. Sono sicuro che lo sviluppo dei prodotti porterà una grande innovazione in questo campo e in pochi anni avremo accumulatori in grado di rispondere alle esigenze del campionato. La decisione poi sarà di natura sportiva: bisognerà decidere se si vorrà rendere le monoposto più potenti rispetto a quelle attuali, oppure se si vorrà prolungare la distanza da coprire. Sono scelte che saranno mutuate in funzione delle spettacolo. Ho assistito a due dei primi quattro eventi della Formula E e sono rimasto positivamente colpito dallo show che ha saputo offrire al pubblico sulle tribune allestite in città. La Formula è certamente azzeccata”.

Secondo la sua esperienza sarà più giusto aumentare la potenza dei motori della Formula E, oppure sarà meglio incrementarne l’autonomia senza l’esigenza di utilizzare due telai nella stessa corsa?
“C’è molto dibattito su questo argomento. L’ideale per il futuro è utilizzare una sola monoposto che sia anche più potente di quella attuale. Credo che sia un obiettivo raggiungibile nel tempo. Da un punto di vista dello spettacolo devo dire che l’uso di due monoposto non ha creato problemi e anche dal punto di vista della sicurezza non abbiamo notato delle criticità per cui in una prima fase può essere logico puntare ad una aumento della potenza e delle prestazioni e in un secondo momento arrivare all’uso di un’unica vettura. Altri vorrebbero passare il più presto possibile alla monoposto unica. Su questo tema c’è una discussione aperta, ma le ho espresso quello che è il mio parere…”.

Il regolamento imporrà di fornire con il proprio motore almeno tre squadre: avete già degli accordi?
“Abbiamo un accordo con la E-Dams Renault di Jean-Paul Driot e Alain Prost e stiamo discutendo con altri team. L’importante è avere un team di riferimento con il quale poter fare il lavoro di sviluppo, mentre le altre saranno scuderie clienti”.

Quando inizierete lo sviluppo del motore Renault per la Formula E?
“I primi test sono programmati per fine maggio o inizio giugno. I tempi in realtà sono piuttosto ristretti…”.

Passiamo alla Formula 1: nel paddock si dice che Renault potrebbe tornare a essere un Costruttore di telai temendo che Red Bull Racing e Toro Rosso possano costruirsi un motore in proprio, lasciandovi senza team da fornire con la power unit Energy dopo un investimento molto ingente…
“E’ vero che ci sono dei forti dubbi in questo momento e stiamo valutando quale possa essere il nostro intervento per ottimizzare la nostra presenza in Formula 1. È stato fatto un grosso lavoro di sviluppo sul motore 2015 e abbiamo recuperato buona parte del gap che ci separava in particolare dalla Mercedes. Sappiamo di essere cresciuti, ma sarà necessario vedere in Australia quanto saranno migliorati anche loro. Riguardo al futuro, non nascondo che stiamo valutando se sia giusto rilevare una scuderia, ma non è questo l’unico schema per restare in Formula 1. L’obiettivo è sempre lo stesso: fare in modo che il nostro impegno nei Gp sia meglio riconosciuto. Quando si vince è la Red Bull che domina e la Renault non è quasi mai citata. Così non è soddisfacente andare avanti…”.

Anzi, le critiche dei vertici di Milton Keynes in alcuni casi sono state molto feroci nei vostri confronti…
“Si, sono cose che stiamo analizzando, per vedere come essere valorizzati meglio dal team in caso di vittoria, anche per fare capire meglio al pubblico quello che stiamo facendo. E mi creda l’impegno è totale…”.

È possibile che sia Renault Technologies ad acquisire l’eventuale squadra e non Renault Sport F1, per tenere separati i telai dai motori?
“Entrambe le società sono totalmente controllate da Renault. Sinceramente non vedo la differenza. E poi non capisco perché ci si ponga certe domande. L’eventuale decisione è di Renault”.

Nei test di Barcellona di F.1 c'era chi sosteneva che ci sia stata una visita di manager Renault alla Toro Rosso, ma non ci sarebbe stato alcun accordo per un’eventuale vendita…
“Francamente si dicono tantissime cose: sulla stampa si è letto anche di altre squadre e non solo della Toro Rosso. Se è per quello abbiamo letto anche che Audi sarebbe interessata ad acquisire la Red Bull Racing. Onestamente oggi ci sono molte discussioni in ballo e la situazione è destinata a cambiare perché l’attuale situazione non è certo soddisfacente. C’è un lavoro sulla power unit perché possa essere più competitiva, ma in contemporanea si lavora anche sul marketing e la comunicazione per trovare una strategia che ci permetta di valorizzare il nostro investimento in Formula 1”.

Come giudica l’imposizione da parte di Red Bull di Mario Illien come consulente di Renault Sport F1, un motorista che ha deciso si lavorare alla AVL in Austria, mentre la Casa dispone di un centro come Viry-Chatillon?
“Si, quando è stato annunciato che Mario Illien sarebbe venuto a darci una mano eravamo rimasti un po’ sorpresi, ma per rispondere alla domanda posso dire che si è trattato di un’opportunità per accelerare lo sviluppo del nostro motore”.

In realtà le modifiche di Illien non hanno funzionato e resta il materiale di Renault Sport F1…
“Posso dire che è vero…”.

L’incidente di Fernando Alonso con la McLaren-Honda a Barcellona ha scatenato molte voci: alcuni sostengono che lo spagnolo sia stato colpito da una scarica elettrica ad alta tensione. Ritiene che sia possibile con i sistemi di sicurezza della Formula 1 e la cosa non la preoccupa visto che potrebbe creare dei problemi di immagine sulla Formula E che è tutta elettrica?
“Non ho seguito la vicenda di Fernando… So che non parteciperà al primo Gran Premio in Australia. Posso dire che sulla Formula E è impossibile che un pilota possa subire una scarica elettrica nell’abitacolo della monoposto. Tutt’al più può rischiare i commissari che eventualmente devono intervenire sulla macchina in caso di necessità, ma agiscono tutti con i guanti isolanti”.

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