Bianchi: serve un miracolo, ma resta la speranza

Bianchi: serve un miracolo, ma resta la speranza

Il dottor Nicola Acciarri, neurochirurgo del Bellaria di Bologna ha visto recuperi parziali da trauma assonale diffuso

I medici ora possono fare ben poco. L’eccellente equipe del Mie General Hospital di Yokkaichi ha già fatto tutto il possibile per salvare la vita di Jules Bianchi, il pilota della Marussia che è in coma da domenica pomeriggio dopo l’urto della sua Marussia contro il mezzo di soccorso che stava spostando la Sauber di Adrian Sutil durante le fasi finali del Gp del Giappone.

L’impatto è stato devastante e il 25enne francese ha riportato un danno assonale diffuso. Per capire meglio la situazione dello sfortunato pilota dell’FDA abbiamo chiesto un parere al dottor Nicola Acciarri, specialista in neurochirurgia dell’Ospedale Bellaria di Bologna, uno dei nostri centri di eccellenza.
“Guardando il filmato dell'incidente si può dedurre che le lesioni cerebrali potrebbero essere dovute alla brusca decelerazione, visto che il casco è rimasto intatto. Jules è stato operato in Neurochirurgia, ma nessuno ha specificato per quale tipo di ematoma. Nella forte decelerazione è possibile che si sia generato un ematoma sottodurale acuto frontale, con eventuale lacerazione cerebrale”.

Stando alle informazioni che sono state diffuse nelle ultime ore si è parlato di un’uscita di pista stimata a una velocità di 212 km/h, mentre la decelerazione per l’impatto sarebbe stata di 50G…
“E' possibile che in base al tipo di urto Jules abbia avuto dei risentimenti spinali cervicali, che al momento non sono mai stati dichiarati, mentre è stata smentita la necessità di un secondo intervento che non mi avrebbe sorpreso per la semplice introduzione di una sonda per il monitoraggio della pressione endocranica, oppure, per una decompressione osteo-durale, come subì Michael Schumacher”.

Ci sono possibilità di recupero? C’è chi sostiene che solo un miracolo può salvare Bianchi, ma a volte i miracoli accadono. Che cosa si intende per Trauma Assonale Diffuso?
“In inglese si chiama DAI (acronimo anglosassone di Diffuse Axonal Injury); il danno assonale diffuso non è in genere legato ad un trauma contusivo (cioè da contatto), bensì a forze inerziali che si esercitano sul tessuto cerebrale a seguito di brusche decelerazioni. In genere il DAI è il substrato patologico dei comi prolungati. La localizzazione e l'entità della DAI determinano la severità del quadro clinico. Per descrivere in modo semplice il danno assonale, immaginiamo le cellule nervose come fatte da un nucleo e 2 ramificazioni principali ai loro poli, una di connessione centripeta (dendrite) con le altre cellule, ed una centrifuga (assone). Il trauma assonale per stiramento e concussione provoca la "rottura" degli assoni delle cellule coinvolte nel danno traumatico. Si viene a creare una "disconnessione" funzionale (ma con un substrato anatomico) dell'encefalo dai centri del tronco encefalico, e quindi spinali midollari. E’ una situazione che non è infrequente nei gravi traumi cranici, ma non per questo è per forza irreversibile. Nella mia esperienza ho potuto constatare anche recuperi clinici, sebbene molto lentamente nel tempo e non sempre completi”.

Possiamo mantenere un barlume di speranza?
“Credo che sia una situazione che non si risolverà in qualche giorno. E se Jules rimarrà in coma a lungo, è verosimile che in un prossimo futuro venga eseguita una tracheostomia, a scopo di migliorare la respirazione, senza causare decubiti nelle prime vie respiratorie. Altre supposizioni, senza adeguate informazioni, non è possibile farle, ma un filo di speranza è giusto tenerlo acceso”.

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Campionati Formula 1
Piloti Jules Bianchi
Articolo di tipo Ultime notizie