Il nuovo motto della Ferrari: two meglio che one

Con Charles Leclerc e Carlos Sainz la Scuderia dispone di una coppia di piloti molto giovane che può contribuire al rilancio della squadra di Maranello. Il risultato del Bahrain con un sesto e ottavo posto non è esaltante, ma mostra come il Cavallino possa puntare su un attacco a due punte per cercare di raggiungere la McLaren al terzo posto del mondiale Costruttori.

Il nuovo motto della Ferrari: two meglio che one

“Two meglio che one”. Il claim pubblicitario che aveva acceso i riflettori su un attore molto bravo come Stefano Accorsi bene si addice al momento Ferrari.

La Rossa è uscita dal GP del Bahrain con un sesto e un ottavo posto che non si può certo dire esaltante perché le SF21 hanno rimediato un distacco di quasi un minuto da Mercedes e Red Bull, le due dominatrici di Sakhir, ma a Maranello non vogliono ragionare in grande, almeno per ora, e preferiscono alzare lo sguardo sulla McLaren che attualmente è a tutti gli effetti la terza forza del Circus.

Charles Leclerc ha lasciato 13 secondi alla MCL35 M dell’ottimo Lando Norris alla conclusione di 56 giri del primo GP stagionale: un margine molto più abbordabile per una Ferrari che deve ancora trovare qual è il suo limite e che ha iniziato il difficile cammino verso una ripresa che ha già mostrato dei segnali incoraggianti.

Una cartina al tornasole arriva anche dall’analisi dei giri più veloci: Carlos Sainz con 1’34”509 è arrivato a soli 113 millesimi dalla prestazione del pupillo di Zak Brown e in qualifica Charles Leclerc (quarto) aveva messo il muso davanti a quello dell’inglese (settimo dietro al compagno di squadra, Daniel Ricciardo) e anche a Pierre Gasly con l’AlfaThauri .

Perché guardando la lista dei giri più veloci emerge che il francese di Faenza con 1’34”090 ha lasciato la Rossa a mezzo secondo, per cui il potenziale della AT02-Honda non va affatto dimenticato nella lotta per essere la terza forza del paddock. Il transalpino è uscito di scena troppo presto per un’ingenuità nella quale ha demolito il muso tamponando nelle prime battute Ricciardo.

La fotografia del Bahrain ci mostra una Ferrari che deve fare i conti con McLaren e AlphaTauri, perché Aston Martin e Alpine, almeno per ora, sembrano in ritardo per agganciarsi alla battaglia per il podio dei Costruttori. Carlos Sainz ha dato una plastica dimostrazione di superiorità con la SF21, strapazzando in un sorpasso solo due ex campioni del mondo come Sebastian Vettel e Fernando Alonso.

Quindi, al di là della consistenza della macchina del Cavallino che sembra essersi tolta di dosso i guai maggiori (la mancanza di potenza della power unit e l’eccessiva resistenza all’avanzamento), le notizie più positive sono arrivate dalla coppia di piloti.

E del resto lo stesso Mattia Binotto, team principal della Scuderia, ha sottolineato che finalmente può fare affidamento su due piloti e non solo su uno. Il deludente debutto di Sebastian Vettel con l’Aston Martin rende ancora più eclatante il salto di qualità del quale la Ferrari potrebbe beneficiare.

Charles Leclerc è l’espressione del talento puro: un pilota che ha nelle sue corde la capacità di andare oltre il limite della macchina prendendo dei rischi. Il monegasco nelle prime battute della corsa si è trovato anche ad arrampicarsi al terzo posto per pungolare solo per pochi istanti la Mercedes di Valtteri Bottas, prima di adeguarsi a ciò che gli passava il “convento”.

Carlos Sainz, invece, ha avuto un avvio più pragmatico: l’obiettivo dello spagnolo era non commettere errori. Non ha brillato in Q3 dopo aver fatto faville in precedenza, ed è stato volutamente prudente anche nell’avvio del primo GP, rinunciando a quei via brucianti visti in McLaren. È un ragazzo metodico, consapevole di non avere ancora in mano la Rossa e per questo non ha cercato exploit che potevano costare un errore marchiano.

Ha cominciato per gradi mostrando un passo gara che è andato migliorando con il trascorrere dei giri a dimostrazione di un adattamento alla macchina che è andato migliorando man mano che il madrileno trovava il feeling con la Rossa.

La Ferrari può contare su due piloti (sono la coppia più giovane dal 1968) che sembrano complementari uno all’altro. L’ideale per fare crescere la macchina e per ridare morale alla squadra che deve ritrovare la convinzione per credere nei propri mezzi.

Leclerc può essere genio e sregolatezza, mentre Sainz arriva ai risultati con un duro lavoro e una totale dedizione. Carlos ha stupito i tecnici per qualità delle informazioni che riesce a dare scomponendo ogni aspetto della macchina, inquadrando analiticamente le aree dove è necessario intervenire per crescere.

L’attacco a due punte della Ferrari, quindi, può diventare una risorsa fondamentale per riportare la Scuderia fra i top team dopo la caduta dello scorso anno. I due vanno molto d’accordo e la cosa non può che facilitare la crescita, se il team saprà dargli una macchina dignitosa per guardare più in alto…

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