Horner: "Dopo il crash, Max aveva meno downforce di Schumacher"

Christian Horner ha quantificato i danni alla RB16B di Verstappen dopo l'incidente alla prima curva del GP di Ungheria innescato da un errore di valutazione di Valtteri Bottas in staccata.

Horner: "Dopo il crash, Max aveva meno downforce di Schumacher"

Max Verstappen si era presentato all'Hungaroring, sede del Gran Premio di Ungheria di Formula 1, con il preciso intento di cancellare lo "zero" di Silverstone dovuto all'ormai celebre contatto con Lewis Hamilton alla Copse e rifarsi su una pista che, per caratteristiche, avrebbe dovuto essere terreno di caccia perfetto per le RB16B. Ma così non è stato.

Anzi, è avvenuto l'esatto contrario. Dopo una buona partenza, Verstappen è stato letteralmente centrato dalla McLaren MCL35M dell'incolpevole Lando Norris. Il pilota britannico, pochi istanti prima, era stato speronato da Valtteri Bottas dopo l'errato punto di staccata sulla pista resa bagnata e insidiosa dalla pioggia.

L'impatto tra la McLaren e la monoposto di Verstappen ha danneggiato in maniera grave proprio la RB16B numero 33. Verstappen, in quel momento ancora leader del Mondiale, è rientrato ai box dopo la bandiera rossa e i meccanici della Red Bull hanno provato in tutti i modi di mettere una pezza ai danni sul lato destro che hanno interessato bargeboard e fondo.

Missione compiuta, ma l'aerodinamica di Verstappen è stata compromessa - e non di poco - per tutto il resto della gara, costringendo il talento olandese a stringere i denti pur di finire la gara in zona punti e limitare i danni in qualche modo. Al termine della corsa, il team principal della Red Bull Christian Horner ha provato a fare una stima dei danni subiti dalla monoposto di Max nell'incidente innescato alla prima curva da Valtteri Bottas.

"Lasciatemi solo dire che credo che Mick Schumacher avesse maggiore carico aerodinamico di Max, in gara. Dunque Max ha dovuto guidare con il cuore, ha guadagnato 2 punti che potrebbero rivelarsi cruciali alla fine dell'anno".

L'esempio fatto da Horner non è stato casuale, perché per gran parte del primo stint di gara Verstappen è rimasto bloccato alle spalle di Mick Schumacher e della sua obsoleta Haas. Ecco perché Horner ha tirato in ballo il rookie tedesco. Poi, il manager, ha spiegato meglio di danni subiti dalla monoposto numero 33.

"Il danno a bargeboard e fondo era davvero troppo. I meccanici hanno fatto quello che hanno potuto prima della ripartenza, ma il danno al fondo era davvero molto grande".

"I meccanici, sapete, hanno abbassato il tempo di pit stop nel corso di questa stagione. E' un segnale. Dovete sapere che continueremo a combattere".

Horner, date le premesse della gara dopo quanto accaduto alla prima curva dopo il via, ha sottolineato come la Mercedes abbia involontariamente dato una bella mano alla Red Bull, sbagliando completamente a lasciar in pista con gomme intermedie Hamilton dopo il giro di formazione alla ripresa della gara.

"E sapete, per fortuna oggi Mercedes ha fatto un errore strategico in gara all'Hungaroring. Fernando Alonso sembrava che stesse guidando per la Red Bull. Alla fine abbiamo limitato i danni. Questi avrebbero potuto essere ancora maggiori".

"Certamente i danni subiti nelle ultime due gare non aiuteranno. Abbiamo un sacco di danni causati da incidenti e potenzialmente due motori che abbiamo perso a causa di manovre sbagliate da parte di altri piloti. E' molto frustrante".

L'ultima considerazione, Horner l'ha offerta parlando del 2 volte campione del mondo di F1 Fernando Alonso. L'asturiano dell'Alpine, con una stoica difesa nella seconda parte di gara, ha rallentato non di poco la furibonda rimonta di Hamilton verso la potenziale vittoria, che non è arrivata. Le manovre, dure ma corrette, di Fernando hanno consentito a Ocon di vincere la gara, ma anche alla Red Bull di perdere meno punti di quanto avesse messo in conto.

"Però siamo molto vicini dai primi in entrambi i Mondiali. Ora c'è la pausa estiva e abbiamo visto quanto sia facile ribaltare la situazione. Lo abbiamo visto sulla nostra pelle. La strada, in questo Mondiale, è lunga".

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