Futuro Hamilton: "8° titolo non sarà il fattore decisivo"

Anche se la stagione 2021 deve ancora cominciare, il molti hanno già chiesto al pilota della Mercedes del suo futuro e Lewis ha assicurato che non è legato alla conquista dell'ottavo titolo. Il britannico poi ha parlato anche dei suoi impegni nel sociale legati al razzismo ed alla diversità.

Futuro Hamilton: "8° titolo non sarà il fattore decisivo"

In pista Lewis Hamilton è sempre lui, ne è convinto Toto Wolff e lo ribadisce lo stesso Hamilton. “Quando indosso il casco ho sempre le solite uniche sensazioni”, e fino a quando sarà così Lewis andrà avanti. Il titolo Mondiale numero 8 (obiettivo di stagione) non avrà peso sulle scelte che farà Hamilton, che arrivi o meno l’ottava corona, alla fine ciò che spinge Lewis verso la sua sedicesima stagione in Formula 1 è ciò che si innesca al momento di uscire dai box. La notizia è che di notizie non ce ne sono, Lewis si diverte come sempre.

A cambiare sono le conferenze stampa, spazio in cui le argomentazioni specifiche a tema Formula 1 lasciano sempre più spazio ad altre attività in cui Hamilton è coinvolto in prima persona. Nel 2021 Lewis ha fatto convergere molte delle sue iniziative sulla lotta a razzismo e diversità nella Hamilton Commission, una fondazione in cui anche Mercedes fa la sua parte (certificata dal contratto 2021 di Lewis) e che vede tra i consiglieri anche Martin Whitmarsh.

Lewis passa così dalle iniziative mirate ad offrire opportunità ai ragazzi di colore che hanno intrapreso studi scientifici, alla mancanza di carico aerodinamico del fondo della W12 (come delle altre monoposto) che potrebbe essere motivo di grattacapi. Il tono della voce è basso, quasi soporifero, ma per il resto Hamilton è un fiume in piena: iniziative, idee, voglia di fare, insomma. E sempre con l’obiettivo numero uno, salire (da solo) sul gradino più alto dell’olimpo della Formula 1.

Come sta procedendo la Hamilton Commission che hai avviato in collaborazione con la Mercedes?
“C’è molto lavoro in corso. L’obiettivo è assicurarsi che questa non sia come qualsiasi altra fondazione, ma qualcosa che sia effettivamente in grado di elaborare consigli, capire quali sono gli ostacoli e arrivare a creare percorsi che consentano alle minoranze di avere le proprie opportunità”.

Recentemente hai detto ‘se deciderò di andare avanti ancora un anno’: cosa ti farà decidere se proseguire o meno la tua carriera in Formula 1?
“Al momento sono completamente concentrato su questa stagione e sugli obiettivi che vogliamo raggiungere. Credo di essere in una posizione privilegiata che mi consente di non avere impegni nel lungo periodo, ho scelto di stipulare un contratto di un solo anno per poter valutare come andrà la prima metà di stagione, poi valuterò cosa fare, ma questo non significa che non sia impegnato e focalizzato sul mio programma sportivo. Allo stesso tempo voglio anche assicurarmi che le iniziative che abbiamo lanciato lo scorso anno proseguano, il problema della diversità non si risolve dall’oggi al domani. Sono davvero orgoglioso della mia squadra, vedo già i primi risultati di ciò che abbiamo iniziato nel 2020”.

Lo scorso anno hai provato sulla tua pelle le conseguenze della Pandemia. Rivedrai qualcosa nella tua gestione considerando che c’è il rischio che la stagione 2021 comporterà le stesse restrizioni di quella 2020?
“Non so davvero cosa potrei fare diversamente. La sicurezza è fondamentale e ovviamente non voglio perdere una sola gara quest'anno, ma penso che già lo scorsa stagione abbiamo fatto il 99% delle volte tutto ciò che andava fatto, forse il 99,9%, ci siamo comportati con grande responsabilità, e per questo credo di essere stato anche sfortunato. È difficile essere sicuri al 100%, si possono ridurre i viaggi, si può trascorrere più tempo possibile a casa in una piccola bolla, ma è ciò che già facciamo. Comunque coordineremo la squadra nel modo migliore possibile”.

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Ti sei confermato in una posizione poco comoda. Sei cosciente che anche quest’anno ti verrà chiesto con costanza in merito al tuo futuro?
“Conosco questa posizione, e posso assicurarvi di non sentirmi per nulla sotto pressione. Continuo ad avere un’enorme fiducia in me stesso, credo di sapere cosa serva per arrivare ad ottenere i risultati che voglio e che vogliamo come squadra, ho un rapporto straordinario con Mercedes, una relazione profonda nella quale c’è molto più degli aspetti legati al correre insieme. Come avete avuto modo di vedere, con la Fondazione faremo grandi cose insieme, e in merito al futuro ne parleremo durante l’anno”.

Ipotizziamo l’arrivo dell’ottavo titolo: sarebbe uno stimolo a proseguire o un motivo per lasciare?
“Questa è una buona domanda. Non voglio che sia il fattore decisivo, mi sono innamorato del motorsport per il piacere di correre, e credo che questo approccio debba essere sempre al centro di ciò che faccio e delle scelte che prendo. Se non amassi le corse, e se tutto ciò che faccio fosse mirato ad ottenere riconoscimenti e attestati di stima, credo che perderei la mia strada. Ovviamente un ottavo titolo è il sogno finale, ma non credo che sarà il fattore decisivo per capire se andare avanti o meno. Fino a quando indossando il casco continuerò ad avere il mio solito sorriso, beh, allora si va avanti. L'anno scorso è stato davvero difficile per tutti, me compreso, ma ci sono stati comunque dei momenti di grande soddisfazione e gioia. Sarà così anche quest'anno? Vedremo. Mi divertirò tanto? Vedremo. Ma al momento posso dirvi di non vedere l’ora di salire in macchina”.

Sappiamo che le monoposto 2021 genereranno una deportanza notevolmente inferiore attraverso il fondo. Ti sei fatto un’idea sul simulatore dell’impatto che questa modifica avrà sull’equilibrio generale della monoposto?
“Non amo il simulatore, posso dirvi che ci avrò fatto una trentina di giri in tutto. Il problema con il simulatore è che, ad esempio, quest'anno abbiamo un nuovo pneumatico il cui modello (matematico) sarà disponibile solo quando inizieremo a girare in pista in Bahrain, dopo che io e Valtteri daremo i feedback. Poi in seguito si torna sul simulatore e si constata che in effetti riproduce il tutto fedelmente. Tornando alla domanda, abbiamo perso carico aerodinamico al posteriore e questo può giocare un ruolo significativo soprattutto sul fronte della gestione degli pneumatici, i quali a loro volta saranno più costanti ma con meno grip. Penso che saranno di circa otto decimi rispetto alle gomme dell'anno scorso, quindi senza dubbio la parte posteriore dell'auto potrebbe potenzialmente scivolare di più, e quest'anno il rischio è che possa esserci un maggior degrado termico. Quindi, paradossalmente, si potrebbero vedere gare con più soste, ma al momento sono supposizioni, forse altri team hanno perso meno carico aerodinamico e sono in una posizione migliore della nostra”.

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Wilfried Zaha ha detto che il gesto di inginocchiarsi ha perso il suo significato originale. Continuerai a farlo insieme agli altri piloti?
“Alla fine ognuno lo fa per quello che sente, è un gesto simbolico, e in certi momenti può essere davvero d'impatto. Al momento non è stato deciso cosa faremo quest’anno, ci incontreremo tutti quando arriveremo in Bahrain, sono sicuro che l’argomento sarà parte dell’incontro con Stefano (Domenicali). Non credo che vedere tutti i piloti in ginocchio sia la cosa più importante, ma lo è un’azione nel contesto generale, ma questo non significa necessariamente mettersi tutti in ginocchio”.

Quanto è importante per te il coinvolgimento degli altri piloti in queste iniziative?
“Sta a loro decidere cosa fare. Penso che lo scorso anno ci sia stato un mix, alcuni di noi si inginocchiavano ed altri no, al contrario di altri sport in cui tutti si sono confermati uniti. Ma ancora una volta dipende dalla scelta che ognuno di noi fa, dall'istruzione e da altre cose. Quello che mi interessa di più è quando si riesce a lanciare un messaggio che trasmette un’opportunità, in Austria, ad esempio, c’è stata una giovane ragazza nera sul podio per la prima volta in 70 anni, e questo ha creato una consapevolezza, in particolare nelle ragazze nere, che possono farlo, che possono diventare ingegnere e provare una strada, questi sono messaggi positivi che innescano reazioni. Mercedes sta collaborando con alcune scuole di Londra per creare delle opportunità per entrare nel contesto degli studi scientifici, ma non sono a conoscenza di iniziative del genere in altri team. Tutti possiamo fare di più”.

Che ne pensi di Alonso che torna in Formula 1 a 39 anni?
“Chiedetelo a lui. Non ci sono ancora arrivato a quell’età, non ho idea se ci siano o meno problemi diversi da affrontare. Ma credo che stia bene, ne sono sicuro”.

Mercedes AMG F1 W12
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Mercedes AMG F1 W12 con Lewis Hamilton, Toto Wolff e Valtteri Bottas
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Mercedes AMG F1 W12 cover
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Mercedes AMG F1 W12 dettaglio del muso
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Mercedes AMG F1 W12 dettaglio della sospensione anteriore
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Mercedes AMG F1 W12 dettaglio del posteriore
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