Patto della Concordia: chi ha fretta di firmare?

Patto della Concordia: chi ha fretta di firmare?

Delle squadre non possono farsi anticipare i soldi dalle banche senza il contratto firmato da Ecclestone a garanzia

Bernie Ecclestone questa volta ha il coltello dalla parte del manico. Mister E non ha alcuna fretta di andare a firmare il nuovo Patto della Concordia con le squadre di Formula 1. Luca di Montezemolo, presidente della Ferrari, a OmniCorse.it ha dichiarato che “...inizieremo le trattative all'inizio dell'anno. Non era un argomento in agenda. In gruppo o individualmente troveremo un accordo”. Più fonti di stampa sostengono che proprio la squadra del Cavallino e la Red Bull Racing avrebbero già raggiunto un accordo di base con il boss del Circus dopo che i due top team hanno abbandonato la FOTA, l'associazione delle squadre che si sta sciogliendo come la neve al sole. Bernie ha sempre avuto un occhio di riguardo per la Ferrari, nella piena consapevolezza che senza il team di Maranello non ci sarebbe abbastanza blasone e storia nel campionato (la nazionale Rossa è l'unico costruttore impegnato nel mondiale dall'anno della nascita della serie iridata nel 1950) ed è pronto a scendere a patti con Luca di Montezemolo per assicurarsi il protagonista principale dei Gp. Anche la compagine dei “bibitari” forte di due titoli iridati consecutivi si è conquistata il rispetto di Ecclestone non solo per gli eccellenti risultati sportivi conseguiti in pista, ma anche per la moderna politica di marketing che ben si sposa con una Formula 1 che vuole evolversi per rispondere alle esigenze di un mondo che è in continuo cambiamento e deve saper attrarre sempre nuovi sponsor e investitori. Il “piccoletto” non appena si assicurerà l'appoggio di Ferrari e Red Bull Racing, potrà dormire sonni tranquilli. Bernie, infatti, non ha alcuna fretta di siglare un accordo con le altre squadre. La CVC Capital Partner, la società finanziaria che gli ha affidato la gestione della F.1, si sente saldamente in mano il campionato dopo che sembra definitivamente tramontata l'ipotesi che News Corporation e Exor potessero insieme dare vita ad un campionato alternativo. Insomma Rupert Murdoch e John Elkann hanno rinunciato all'idea di prendere il controllo dei Gp e Bernie può programmare il futuro con una certa calma, visto che il Patto della Concordia in essere scade alla fine del 2012. In passato erano i team a guadagnare tempo nella speranza di spuntare migliori condizioni economiche a chi ha il portafoglio del Circus. Ora la partita sembra essersi ribaltata. In F.1 si comincia a capire quanto profonda sia la crisi economica che sta squassando i paesi occidentali, eppure sono ancora molti quelli che contano di trarre anche in futuro i guadagni conseguiti fino ad oggi, sperando magari di strappare una fetta della torta più grande. Ci riusciranno forse i top team, ma non gli altri visto che l'esplosione della FOTA ha indebolito il ruolo delle squadre. Uniti potevano avere una certa forza contrattuale, divisi saranno vulnerabili, molto vulnerabili. Negli ultimi anni, infatti, sono diverse le squadre che si sono fatte finanziare l'attività dalle banche avendo in mano il prezioso pezzo di carta firmato da Ecclestone: il Patto della Concordia era la garanzia con la quale team medi e piccoli sono riusciti a trovare dei supporti economici in un momento in cui la disponibilità degli sponsor è andata gradualmente calando. Scuderie di nome sono riuscite a farsi scucire in anticipo dagli istituti di credito i proventi che Bernie aveva messo nel contratto e sono diverse quelle che hanno assoluto bisogno di arrivare quanto prima al rinnovo del nuovo Patto della Concordia per assicurarsi che il giochino possa andare avanti senza dover dichiarare la bancarotta. Ecclestone, invece, vuole ridiscutere gli accordi (il valore dei diritti televisivi, per esempio è in calo nonostante l'audience) e spinge per aumentare il numero dei Gran Premi in calendario (fonti di guadagno) anziché acconsentire al ritorno dei test privati (solo fonte di costi). A 81 anni l'inglese sembra avere ancora tutte le leve del gioco in mano, ma deve stare attento a non esagerare se non vuole rompere un giocattolo che gli sta fruttando ancora guadagni enormi. Di questo argomento non si sentirà parlare, sarà un tema trattato in incontri privati e riservatissimi, ma è indubbio il fatto che Bernie si voglia togliere qualche sassolino dalle scarpe. E qualcuno adesso trema, se non vuole scendere a patti. C'è chi pronostica che vedremo presto delle teste rotolanti fra i manager che oggi guidano alcuni team prestigiosi di F.1...

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Campionati Formula 1
Articolo di tipo Ultime notizie