La Pirelli porta le gomme medium e soft in India

La Pirelli porta le gomme medium e soft in India

L'azienda italiana ha optato per una scelta più aggressiva rispetto al 2012, quando portò hard e soft

l circuito indiano, entrato dal 2011 nel calendario di Formula 1, è caratterizzato da dislivelli importanti e da una grande varietà di curve che ne fanno un tracciato davvero impegnativo per le gomme, soprattutto alla luce delle alte temperature ambientali. Quest’anno Pirelli ha scelto di portare su questo circuito la combinazione medium-soft, dopo che, nei due anni precedenti, a scendere in pista qui erano state le gomme hard e soft. Paul Hembery: "Abbiamo deciso di portare i P Zero White medium e i P Zero Yellow soft in India poichè riteniamo sia la migliore combinazione per il Buddh Circuit. Gli anni scorsi avevamo fatto una scelta più conservativa, con mescole hard e soft; quest’anno, invece, abbiamo optato per una soluzione leggermente più aggressiva. Di conseguenza, proprio come in Giappone, non ci aspettiamo una grande differenza nei tempi sul giro tra le due mescole. Anche qui, quindi, la strategia sarà molto importante. Nella gara dello scorso anno la media fu di un solo pit stop; quest’anno, invece, ce ne aspettiamo due, e questo darà alle squadre più opportunità per guadagnare posizioni in pista. Con i suoi dislivelli e la grande varietà di curve, il circuito indiano mette a dura prova gli pneumatici; inoltre, se si considerano le molte forze che si scaricano su di essi, gestirli diventerà una delle chiavi per la gara. Come di consueto, è atteso caldo in India e questo aumenterà il degrado termico delle gomme. Quella del prossimo weekend sembra destinata a essere una gara decisiva per il Campionato, quindi speriamo che le nostre gomme contribuiranno a renderla spettacolare". Jean Alesi: "Prima di parlare dell’ India, vorrei tornare per un momento al Gran Premio del Giappone, gara che ho molto apprezzato. Lì si è vista la grande differenza che può fare adottare una strategia piuttosto che un’altra. La tensione e lo spettacolo che ne derivano rendono le gare bellissime da vedere. Tornando all’India, non ho mai corso su questo circuito, ma ho sentito dei commenti davvero positivi da parte di altri piloti. Inoltre, penso che avere gare in questi posti sia davvero importante, perché c’è un grande potenziale sportivo e commerciale. Qui i piloti hanno la responsabilità di essere dei veri ambasciatori dello sport: hanno il compito di far aumentare l’interesse del pubblico verso la Formula Uno. In India c’è un grande entusiasmo per lo sport in generale, in particolare per il cricket, e sarebbe fantastico se la Formula Uno riuscisse ad avere lo stesso seguito".

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