La Ferrari rivede l'ala anteriore per Abu Dhabi

La Ferrari rivede l'ala anteriore per Abu Dhabi

I tecnici di Maranello hanno individuato il problema che faceva flettere quella di Massa in India

La diciottesima e penultima tappa del Mondiale 2011 andrà in scena questo fine settimana in uno dei palcoscenici più particolari di tutto il calendario, il circuito di Yas Marina. Per la Scuderia Ferrari si tratta di un appuntamento speciale in quanto gli Emirati Arabi Uniti rappresentano un’area di forte sviluppo commerciale per il Cavallino Rampante e perché il circuito è adiacente allo straordinario Ferrari World Abu Dhabi, il primo parco tematico dedicato all’Azienda. Peraltro, anche se qualche componente della squadra avrà la possibilità di provare l’emozionante esperienza della più veloce montagna russa del mondo, l’attività principale si svolgerà comunque sempre nel paddock dove, indipendentemente dal fatto che entrambi i titoli siano stati già assegnati, il weekend di gara sarà affrontato con il consueto impegno, come se ci si trovasse ancora all’inizio della stagione. In realtà c’è forse ancora più lavoro in quanto queste ultime gare del 2011 sono fra le poche possibilità, perdurando il divieto dei test, di provare in pista qualche soluzione e idea che potranno risultare utili l’anno prossimo. Il fatto che il regolamento tecnico 2012 non preveda cambiamenti epocali rispetto a quello attuale rende questi due Gran Premi e il test che si svolgerà fra l’uno e l’altro ancora più importanti. “L’ufficio di progettazione è ovviamente concentrato soltanto sulla macchina del prossimo anno, un lavoro in cui siamo a buon punto in termini di componenti meccaniche e di carrozzeria” – racconta a www.ferrari.com il Direttore Telaio Pat Fry – “Ad Abu Dhabi e in Brasile continueremo a sviluppare nuovi concetti, alcuni derivanti dagli ultimi sviluppi fatti sulla monoposto 2011, altri originali del nuovo progetto. E’ un lavoro utile per conoscere meglio nuove metodologie e il comportamento di alcune soluzioni, in particolare sull’aerodinamica e sull’assetto”. Richiesto di identificare un esempio specifico di questo passaggio tecnologico da una macchina all’altra, Fry ha fatto ovviamente riferimento all’ala anteriore, usata per la prima volta in Corea da Alonso e poi da entrambi i piloti in India: “Credo sia il passo avanti più grande che abbiamo fatto in termini di prestazione nelle ultime gare. E’ uno sviluppo molto interessante perché fa cambiare le caratteristiche del comportamento della vettura: capirne di più in questa fase è fondamentale per il futuro ma è anche utile per la prestazione. Abbiamo avuto qualche problema di qualità su una delle ali utilizzata in India ma proveremo questa nuova soluzione anche ad Abu Dhabi: dopo averne analizzato bene il comportamento durante l’ultimo weekend di gara ci abbiamo lavorato sopra per permettere di averla nuovamente a disposizione di Felipe e Fernando”. Abu Dhabi 2010 resta un ricordo piuttosto doloroso per la squadra: fu qui che Fernando vide svanire la chance di diventare campione del mondo nell’anno del suo debutto con la Ferrari. All’epoca Fry non era in pista ma visse quella domenica come se si fosse trovato davvero al muretto. “Ero in quello che noi chiamiamo remote garage, a Maranello” – conferma il tecnico inglese – “Per me, come per tutti noi, arrivare così vicini al titolo e vederselo sfuggire proprio all’ultimo è stato molto duro da accettare. Quando lasciai l’ufficio mi ricordo di essere rimasto colpito da quanta gente era venuta a Maranello per farci sentire il loro supporto in un momento così difficile. Personalmente, cerco di affrontare ogni gara come un appuntamento a sé stante: questo fine settimana cercheremo di fare del nostro meglio, senza pensare all’anno scorso, una gara che è ormai archiviata nella storia di questa squadra. Dobbiamo guardare avanti, come sempre”. Il remote garage è l’area situata all’interno della Gestione Sportiva dove gli ingegneri possono seguire in tempo reale tutto ciò che accade in pista, con il totale accesso ai dati usati dai colleghi lontani. “L’obiettivo è di dare supporto alla squadra corse soprattutto nell’analisi della prestazione e dell’affidabilità” – spiega Fry – “Da Maranello si possono analizzare i dati sull’aerodinamica, le gomme e tutto il resto, nonché provare a pensare a diverse soluzioni per l’assetto, il tutto al fine di massimizzare la prestazione. Nei fatti, è più facile fare questo lavoro a casa, senza peraltro dover essere limitati dalle restrizioni FOTA sulla quantità di personale presente in pista. Un’altra area chiave è la strategia: su questo fronte è proprio a Maranello che viene fatta la maggior parte del lavoro, fondamentale sia la domenica in gara sia il sabato in qualifica. E’ nel remote garage, ad esempio, che si calcola se sia meglio fare il tempo in un determinato momento delle qualifiche oppure se sia possibile salvaguardare un treno di pneumatici”. Durante l’anno abbiamo avuto corse nel tardo pomeriggio come a Melbourne e di notte come a Singapore: Abu Dhabi sta nel mezzo, prendendo il via con la luce naturale e terminando sotto quella artificiale. Tecnicamente, ciò significa fra l’altro che la temperatura della pista è più alta all’inizio rispetto alla fine, il che può avere un effetto sul comportamento delle gomme. Per questo appuntamento la Pirelli metterà a disposizione delle squadre le Soft e le Medium. A differenza della gara dell’India, ovviamente tutte le squadre hanno il riferimento delle due precedenti edizioni del Gran Premio di Abu Dhabi così il lavoro del venerdì potrà iniziare da un assetto base già abbastanza consolidato. “Il circuito di Yas Marina è abbastanza simile a quelli dove abbiamo corso nelle ultime tre gare, anche se ci sono meno curve veloci” – conclude Fry – “Come sempre, si tratterà di trovare il giusto bilanciamento della vettura. L’anno scorso, come abbiamo imparato a nostre spese, i sorpassi furono molto difficili ma quest’anno, con tutti i cambiamenti che ci sono stati, in primis il DRS, la situazione dovrebbe essere diversa. E’ vero che qualche volta le zone in cui era possibile attivare l’ala posteriore mobile in gara non erano abbastanza lunghe mentre in altri circuiti è diventato persino troppo facile sorpassare: anche in questo caso bisogna trovare la giusta via di mezzo. Sono sicuro che, con due zone di attivazione a disposizione, quest’anno si potrà superare molto più facilmente che nel 2010, anche se fino a quando non saremo in pista non avremo certezze. Aspettative per il fine settimana? Simili a quelle degli ultimi appuntamenti, il che vuol dire che se faremo tutto alla perfezione, come in India con Fernando, possiamo avere una buona possibilità di salire sul podio”.

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