Red Bull RB7 laboratorio aerodinamico

Red Bull RB7 laboratorio aerodinamico

Newey nasconde le soluzioni più innovative ma la monoposto è estrema

Prime immagini dell'attesa Red Bull Racing Rb7 presentata a Valencia poco prima della sessione di test collettivi. La squadra campione del mondo per il momento ha diffuso solo delle immagini di studio che già evidenziano la ricercatezza del lavoro svolto da Adrian Newey. La Rb7 per il momento non è certo la monoposto più rivoluzionaria fra quelle viste (la Lotus Renault ha gli scarichi molto avanzati, quasi all'altezza del pilota) mentre la vettura del campione del mondo li mantiene nel retrotreno anche se più avanzati di una ventina di centimetri. Concettualmente la nuova Red Bull resta legata alla Rb6, ma ogni singolo particolare della vettura evidenzia una cura quasi maniacale dei singoli particolari a dimostrazione di uno studio di micro-aerodinamica che deve stupire, se si considera che anche Newey sta facendo pretattica e tende a nascondere le soluzioni più innovative per gli ultimi test in programma in Bahrain. In linea con le altre F.1 già viste anche la Rb7 ha alzato la linea di cintura e mantiene un muso molto alto. È interessante notare quanto sia stato svasato nella parte superiore. L'ala anteriore che non ha più la necessità di far muovere il flap superiore è estremamente complicata con un triplano arricchito da una serie di flap. Per il momento la paratia esterna è meno lavorata di altre F.1. Le pance sono alte con una parte inferiore molto scavata utile al passaggio d'aria da incanalare verso il diffusore posteriore. Stupisce quanto sia discendente l'andamento delle fiancate subito dietro alle spalle del pilota per rendere la monoposto più snella possibile nella zona del cambio. Le bocche dei radiatori sono molto piccole, seguendo una filosofia da sempre seguita da Newey, nella speranza che non ne abbia da soffrire il V8 Renault. Il pilota pare seduto un po' meno sdraiato per recuperare dietro alle spalle un po' di spazio per il serbatoio, visto che fra telaio e motore è stato montato il kers che Renault ha sviluppato con Magneti Marelli. Si parla di un sistema innovativo e molto leggero che non punta alla potenza massima del sistema ma ad un più efficace utilizzo nell'arco del giro, ben oltre i 6”6 del 2009. L'airbox pare leggermente più alto, altrimenti il casco del pilota coprirebbe parzialmente la presa d'aria, e mantiene la forma ogivale che conoscevamo. Le sospensioni anteriori hanno uno schema ormai consolidato, anche se il braccio di sterzo sembra molto più in basso rispetto alle leve del triangolo superiore, mentre dietro è stato mantenuto lo schema pull-rod che porta ad impacchettare gli ammortizzatori ed il terzo elemento nella parte inferiore della monoposto. Accuratissimo lo studio che è stato fatto intorno alle prese dei freni che ormai sono dei veri e propri strumenti aerodinamici che interagiscono con il resto della monoposto, indirizzando i flussi dove è necessario generare carico. Per il momento resta segreto il diffusore posteriore che non si è ancora visto, ma in quest'area dobbiamo aspettarci le sorprese più importanti, perchè anche la Ferrari F150 ha mostrato nel test di Fiorano due feritoie orizzontali che alimentano l'estrattore. E' chiaro che quella è la zona nevralgica su cui tutti stanno lavorando e le novità, pertanto, restano ancora top secret...

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