Caso Aerolab: Force India pronta a presentare appello

Caso Aerolab: Force India pronta a presentare appello

Mallya vorrebbe anche l'intervento della FIA e alla finestra c'è anche la Marussia

Pensavate che la vicenda Force India-Aerolab si fosse conclusa definitivamente? Vi sbagliate! La squadra di Vijey Mallya sembra infatti intenzionata a presentare appello contro la sentenza dell'Alta Corte di Londra che l'ha condannata a pagare 850.000 euro alla struttura di Jean-Claude Migeot per gli arretrati non corrisposti in precedenza. Ma facciamo un passo indietro: la crisi è nata oltre due anni fa, quando la Force India ha deciso di interrompere il suo rapporto di collaborazione con la Aerolab, che a quel punto a cominciato a lavorare con l'allora Team Lotus, ovvero l'attuale Caterham. E qui è cominciata questa piccola spy story, con la squadra di Silverstone che ha accusato la struttura di Sant'Agata Bolognese di aver utilizzato informazioni di sua proprietà intellettuale per portare avanti lo sviluppo della Lotus T127. Cosa smentita ripetutamente da Migeot e soci, che però ha indotto Mallya a decidere di non saldare il conto. Si arriva quindi ai giorni nostri, con la sentenza che obbliga il miliardario indiano a saldare quanto dovuto all'Aerolab. Il punto su cui si vuole appellare la Force India però non è questo: dopo essersi consultato con una commissione di esperti, il giudice ha anche stabilito un risarcimento di 25.000 euro a favore di quest'ultima, riconoscendo che alcune informazioni di sua proprietà intellettuale potrebbero essere state utilizzate per velocizzare lo sviluppo della T127, negando però la possibilità che l'intero progetto avesse preso vita da queste. Per questo Mallya vorrebbe vedersi riconoscere una cifra superiore, ma soprattutto vorrebbe chiedere anche alla FIA di scendere in campo. E non è il solo: a quanto pare, anche la Marussia avrebbe chiesto un chiarimento alla Federazione, ritenendo che in certo senso la sentenza di Londra potrebbe essere considerata come una violazione delle norme sui copyright presenti nel Patto della Concordia. Non bisogna dimenticare, infatti, che la vicenda riguarda la stagione 2010, nella quale il team di Tony Fernandes si era piazzato decimo nel Mondiale, conquistando l'accesso ai premi economici di fine anno. E' chiaro quindi che anche la Marussia (che allora si chiamava Virgin), essendo arrivata undicesima, possa essere a caccia di un eventuale risarcimento.

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