Ferrari: perché la Rossa ha perso la... barra? Non si è arginata la crescita Mercedes

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Ferrari: perché la Rossa ha perso la... barra? Non si è arginata la crescita Mercedes
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
29 set 2018, 16:26

La SF71H, che è stata la monoposto migliore dell'estate, è stata scavalcata dalla W09 nelle prestazioni di Sochi. I sei decimi di distacco dalla freccia d'argento pesa perché a Maranello hanno continuato a sviluppare la Rossa.

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Top 3 Qualifiche, il poleman Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1, Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, Sebastian Vettel, Ferrari
Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari, in conferenza stampa
Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1, riceve il Pirelli Pole Position Award
Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1 W09, nel parco chiuso
Pole sitter Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1
Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09, e Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09
Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1
Toto Wolff, Direttore del Motorsport, Mercedes AMG F1

Ciò che sembrava nascosto, in realtà non c’era. I sei decimi di ritardo accusati ieri dalla Ferrari nei confronti dalla Mercedes, sono stati confermati anche al termine delle qualifiche disputate oggi sul circuito di Sochi. La sorpresa è solo nel nome del poleman, Valtteri Bottas, che ha soffiato in extremis la prima posizione a Lewis Hamilton: 185 millesimi a favore del finlandese, cha ha ritrovato il sorriso dopo un lungo periodo avaro di soddisfazioni.

Non è casuale che Bottas abbia rivisto la prima posizione (per ora in qualifica) sul circuito di Sochi, visto che in tutte le edizioni della gara russa è sempre stato più veloce dei propri compagni di squadra, ed è da oggi l’unico pilota ad aver concluso le qualifiche su questa pista sempre nella top-3. E sempre sul tracciato di Sochi Park, lo scorso anno, ottenne la sua prima vittoria in Formula 1.

Fa notizia la pole di Bottas (la seconda stagionale) ma forse fa ancora più notizia il margine che la Mercedes ha imposto agli avversari al termine di una qualifica che non ha avuto storia sul colore delle file. Grigia la prima, rossa la seconda, con in mezzo sei decimi.

Un margine già visto a Singapore, ma il circuito di Marina Bay, e le condizioni ambientali particolari della gara in notturna, hanno a volte proposto verdetti poi non confermati da altre piste. Ma due volte in due settimane è una frequenza preoccupante per la Ferrari, che conferma un periodo poco felice della sua stagione. Parliamo della squadra che ha conquistato tre pole position nelle prime quattro gare dell’anno, ma che oggi sembra in affanno (2 pole nelle ultime 9 qualifiche). 

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Non è di semplice interpretazione l’attuale situazione dei valori in campo. Ma prima di evidenziare quelli che possono essere i limiti ferraristi, è giusto rendere omaggio al lavoro svolto dalla Mercedes. Le sconfitte della prima metà di stagione hanno colpito nell’orgoglio il team campione del Mondo, e nella sede di Brackley hanno deciso di intervenire massicciamente sul retrotreno della monoposto.

C’era da risolvere un problema di trazione (la SF71H era il riferimento assoluto in uscita di curva) ed anche la gestione non ideale degli pneumatici posteriori. Gli interventi nel retrotreno della W09 sono stati parecchi, e non solo quelli più evidenti legati a cestelli, cerchi e sospensione. I risultati si sono visti inizialmente in modo più timido, poi la configurazione del circuito di Singapore e, soprattutto, il terzo settore del tracciato di Sochi, hanno evidenziato la bontà del lavoro fatto.

Un settore in cui la Ferrari ha accusato un divario importante (3 decimi) caratterizzato da curve a novanta gradi in cui la guidabilità della Mercedes (soprattutto la stabilità del retrotreno) si è confermata visibilmente migliore.
“È difficile, se non impossibile, pensare nel 2018 di progettare una monoposto che vada bene allo stesso modo su tutte le piste - ha commentato un direttore tecnico del paddock – a meno che non abbia un margine tale da nascondere il suo livello di ‘gradimento’ dei tracciati”.

In effetti in questa stagione sia Ferrari che Mercedes hanno confermato più volte l’effetto pista, essendo un confronto molto tirato che non ha consentito di poter dominare dall’alto di una superiorità assoluta. Ma il passo avanti della Mercedes non sembra essere legato solo al gradimento di alcune piste, quanto un ad un miglioramento generale della monoposto.

E spostando l’asticella più in alto, gli avversari (Ferrari in primis) si trovano costretti a chiedere il cento per cento alla vettura, arrivando ad un punto di criticità che nel caso di Vettel e Raikkonen si è manifestata con la perdita del posteriore della vettura.

Da qui la sensazione di non aver sufficiente carico aerodinamico, e tutto ciò che ne consegue, ovvero i tentativi di recuperare terreno lavorando sul setup, come conferma il cambiamento della barra posteriore avvenuto durante la sessione FP3, quando solitamente si sistemano i dettagli prima della qualifica. 

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Alla fine il verdetto è stato scontato: Vettel e Raikkonen scatteranno domani rispettivamente dalla terza e quarta posizione, con una timida speranza che possa accadere qualcosa. L’unico scenario che potrebbe in qualche modo offrire una chance di riscatto alla Ferrari, è quella di riuscire in partenza a sfilare le due Mercedes, replicando quanto fatto proprio da Bottas lo scorso anno.

La configurazione del circuito di Sochi, a differenza di quanto possa far credere osservando il layout della pista, non favorisce i sorpassi, e nelle simulazioni dei team è emerso che il divario sul giro per superare un avversario è di un secondo e mezzo.

L’unica buona notizia della giornata ferrarista è quella di aver marcato a vista la strategia della Mercedes nella sessione Q2, passando il taglio con la mescola ultrasoft. Se Vettel o Raikkonen dovessero ritrovarsi al comando alla curva ‘2’, non è detto che in Ferrari non possano provare il colpaccio.

Ma la strada è molto, molto in salita. Anche perché, al di là del ‘deludente’ P2 in qualifica, Hamilton non sembra disposto a fare sconti. Dopo aver perso la pole position per un suo errore alla curva 10, il leader del Mondiale è apparso nervoso, come se avesse mancato un momento clou della stagione.

Una rabbia che evidenza la fame di questo pilota, anche in una qualifica che lo ha comunque visto precedere l’avversario diretto nella volata per il titolo. Quindi, anche in Russia, nessun sintomo di appagamento sul taccuino alla voce Hamilton.

Qualora la gara di domani confermasse Bottas davanti ad Lewis, la Mercedes non sembra intenzionata a dare ordini di squadra.
“Sarà difficile chiedere a Valtteri di farsi da parte dopo la pole conquistata oggi – ha commentato Toto Wolff – ma ne parleremo nel briefing di domattina”.

Difficile sarà anche dire a Hamilton di non correre rischi attaccando il compagno di squadra, perché questo Lewis non sembra disposto a far sconti a nessuno, Bottas incluso. L’unico momento in cui il tandem Mercedes giocherà la stessa partita sarà probabilmente dal via della corsa alla staccata della curva 2, visto che entrambi hanno interesse a tenere dietro le Ferrari. Poi, dopo, ognuno per la sua strada. 

 
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